Odissea con Polizia locale di Milano, cittadino si ritrova indagato per omissione di soccorso, patente ritirata e moto sequestrata, ma è tutto un equivoco

Di seguito la segnalazione inviata da un lettore alla nostra Redazione (redazione@cronacamilano.it), circa un’odissea davvero paradossale dove si è ritrovato suo malgrado. Il signor F.I., infatti, mentre si trovava a bordo di una moto, ha avuto un incidente con una bicicletta: a differenza di quanto accade normalmente, è stata la ciclista ad “investire” lui. Dopo essersi lasciati in buone condizioni, e con l’invito “a stare più attenta” rivolto alla ciclista, il sig. F.I., è stato indagato per omissione di soccorso, con tanto di sequestro della moto (di proprietà tra l’altro della fidanzata), e pure della patente. Da qui una sfortunata serie di eventi, sempre più “incredibili” e irrisolti, che vedono il nostro lettore al centro di un processo penale e tuttora in corso. Nel dettaglio:

 

L’INCIDENTE – “Buongiorno, ho avuto un incidente stradale con una ragazza in bicicletta; io ero in moto – inizia a spiegare F.I. – Lei era sulle strisce pedonali in sella e con telefonino, io a 20 km all’ora: sono stato io quello colpito da lei.

 

NESSUN DANNO SUBìTO DALLA CICLISTA – “Nonostante avessi una evidente ragione, “la fanciulla non è stata multata” – prosegue il nostro lettore. – Inoltre, nonostante mi fossi fatto male, non ho chiesto i danni, ma ho anzi chiesto alla ragazza, che nulla si era fatta, che volesse fare.
– “Lei rispose ‘nulla, voglio andare a casa’ e io ho fatto lo stesso – ricorda il cittadino, – esortandola a stare più attenta per la propria incolumità.

 

10 GIORNI DOPO L’INIZIO DELL’INCUBO: IL PROCESSO PER OMISSIONE DI SOCCORSO E IL SEQUESTRO DI MOTO E PATENTE – “Bene, dopo 10 giorni mi hanno ‘indagato per omissione di soccorso’ – spiega il lettore, ancora sbigottito, – e mi hanno sequestrato moto (della fidanzata) e patente (sospesa per un anno). Alla faccia che sono indagato, che al mio paese non significa colpevole (secondo il codice di procedura penale, un soggetto è “indagato” quando è conclusa la fase di ‘indagini preliminari’ e, il magistrato, ne stabilisce il rinvio a giudizio. Ciò significa solo che il processo può avere inizio e, soltanto successivamente, si potrà esprimere un giudizio di condanna o assoluzione. L’ “indagato”, pertanto, è ancora pienamente innocente in base alla principio vigente nel nostro ordinamento di “presunzione di innocenza”, cioè “innocente fino a prova contraria” e, di conseguenza, fino a pronuncia del giudice, ndr).

 

L’ESBORSO IN AVVOCATI E LA RISPOSTA DEI VIGILI – “La patente l’ho ripresa rivolgendomi al giudice di pace (600 euro di avvocato) – precisa il nostro lettore, – e la moto dopo 6 mesi.

– “In particolare – sottolinea ancora F.I., – quando ho chiamato i vigili per sapere quando mi avrebbero restituito il mezzo, mi sono sentito dire: “Ci scusiamo, ci eravamo sbagliati, non dovevamo sequestrarla. Può chiedere i danni per il fermo e per le spese da lei sostenute”

 

LA RESTITUZIONE DELLA PATENTE: SCADUTA, RINNOVATA E MAI ARRIVATA A CASA, A CAUSA DELLA MANCATA SEGNALAZIONE DEI VIGILI CIRCA L’ANNULLAMENTO DELLA SOSPENSIONE – “La patente era scaduta quando me l’hanno ritirata – prosegue il lettore nel suo kafkiano racconto. – Ho fatto il rinnovo ma la motorizzazione non mi ha spedito il bollino rosa a casa perché quegli imb… dei vigili si erano dimenticati di comunicare che mi avevano restituito la patente e per la motorizzazione la mia patente era ancora sospesa! Soltanto dopo altro tempo si sono attivati.

 

ADESSO MI RITROVO CON UN PROCESSO PENALE IN CORSO – “Ora ho un processo in corso (penale), per omissione di soccorso, dove la vittima che si è fatta male sono io e per il codice stradale ho anche ragione – si sfoga il nostro lettore. – Visti gli avvenimenti ho chiesto i danni per la moto e fisici alla ragazza, che però non risponde alle raccomandate e ora ho firmato dal mio avvocato una conciliazione obbligatoria, al fine di costringere la fanciulla a pagarmi giusti danni.

 

E’ QUESTO IL SERVIZIO PER I CITTADINI?! – “ma che schifo di servizio offre lo stato e la polizia locale? E anche la giustizia: io sono indagato, non colpevole per ora. Ma intanto, conclude F.I. – pago come se già fossi giudicato. Saluti”.

 

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Di Redazione

3 COMMENTI

  1. Paradossi della burocrazia. Succedono cose folli. Per esempio, che si prendano 450 euro di multa per un sacchetto abbandonato (anche involontariamente, perché magari caduto da un camion della nettezza urbana) in mezzo alla strada e che, attraverso riscontri cartacei contenuti nello stesso, risalgano a te. Poi fa niente se i rom vivano nell’immondizia che loro stessi hanno accumulato e smaltiscono liberamente ovunque gli capiti.

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