Abbattuti 500 alberi Monte Stella Milano per costruire un campo da calcio

AlberiLa notizia giunge dall’Assoziazione Italiana in Difesa di Animali e Ambiente, che scende in campo più che mai agguerrita per difendere le zone verdi della città.

 

Da quanto apprendiamo, l’abbattimento degli alberi è avvenuto nel periodo maggio-giugno 2010 nell’area verde comunale presso la zona del Monte Stellatra le vie Terzaghi, Sant’Elia e Salmoiraghi.

 

Nella zona in questione dovrebbe sorgere un centro sportivo gestito dalla società sportiva Masseroni Marchese, che ha avuto in affidamento la gestione dell’area ma, il cui progetto definitivo, non è ancora stato approvato dai competenti uffici del Comune di Milano.

 

Secondo quanto fatto notare, l’abbattimento è avvenuto in piena primavera, vale a dire nel periodo di massima fioritura delle piante e, soprattutto, della nidificazione e riproduzione della microfauna presente nell’area.

 

La società sportiva, chiedendo l’abbattimento delle piante (abbattimento regolarmente autorizzato dal settore competente del Comune di Milano), ha contestualmente presentato una relazione suffragata da motivazioniestremamente opinabili” se legate al precipuo taglio di ben 500 alberi, tra le quali:

  • la presenza di roditori;
  • la presenza di intrusi che avrebbero utilizzato l’area per scopi non leciti (spaccio e prostituzione);
  • la necessità di abbattere gli alberi “in via preventiva”, salvandone 12 su 500, semplicemente in quanto piante non appartenenti a specie non pregiate.

 

La zona, inoltre dovrà essere bonificata e, stando ai conteggi presentati dalla società Metropolitana Milanese (società che in città si occupa infatti di bonifiche), si apprende che la cifra da stanziare ammonterebbe a un quantitativo tra gli 800.000 ai quasi 4.000.000 di euro, necessari per risanare l’area da un laghetto preesistente e, a quanto sostenuto, riempito con semplice materiale di risulta da lavori edili (e non, come verrebbe naturale immaginare in base alla cifra, da scorie tossiche o pericolose per la salute pubblica).

 

“Ciò che si sta scoperchiando a Milano è peggio del vaso di Pandora – dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA, Associazione Italiana in Difesa di Animali e Ambiente. – Da quando abbiamo iniziato a guardar dentro ai singoli progetti che interessano le bonifiche ne troviamo di tutti i colori: nel caso specifico, se i dati in nostro possesso e forniti dai competenti uffici fossero confermati, vorrebbe dire che per costruire un piccolo centro sportivo in via preventiva sono stati tagliati 500 alberi senza motivazione, senza sapere se il terreno deve essere bonificato, quanto questa bonifica potrà costare e in quanto tempo verrà realizzata.

 

Non ci piace questo modo di operare – continua Croce – queste aree sono state lasciate a loro stesse e al loro degrado per 40 anni: oggi l’unica cosa che si riesce a fare non è riqulificarle ma distruggere gli alberi e preventivare milioni di soldi pubblici da spendere in piani di bonifica non ancora ben identificati.

 

Dopo i Giardini Simoni abbiamo messo le mani su questo nuovo intervento, il cui progetto esecutivo non è ancora stato approvato in via definitiva e di cui al momento non abbiamo trovato traccia dei risultati di carotaggi del terreno, – sottolinea Croce, – e non è finita qui. Dopo via Terzaghi sarà la volta di via Tesio, nella zona dell’ex Palazzetto dello Sport, dove si prevede di abbattere tutti gli alberi presenti dopo che nei giorni scorsi ne sono stati gia abbattuti già 300. Ma su via Tesio ed il suo progetto torneremo più avanti.

 

“Come per il Parco Simoni, anche nel caso di Via Terzaghi gli interventi e la tempistica non sono chiari e per questo manderemo i documenti in Procura”, assicura Croce, che ricorda anche: “Le bonifiche ed il taglio degli alberi, magari da destinare alla trasformazione in pellet, sono business milionari, ma noi non molliamo la presa.

 

“Potranno far girare a vuoto e nascondere i documenti a noi, – conclude Coree, – ma non credo che riusciranno a farlo con la Procura, poiché siamo intenzionati a non mollare e, di questioni che meritano attento approfondimento, ce ne sono davvero tante: questa è solo la prima puntata di una lunga telenovela”.

 

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Di Redazione
 
 

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