Tragica morte di Enzo Scuglia: colpito da un pilastro al quale era legata l’amaca sulla quale stava riposando

“Un grande amico, un giovane politico animato da passione e lealtà, un uomo che trovava sempre un minuto per ascoltare tutti, condividendone gioia o difficoltà”.

 

Così ricordo Enzo Scuglia, brillante consigliere del Pdl nel Consiglio di Zona 5 a Milano, conosciuto tra i banchi dell’Università Statale, dove entrambi abbiamo seguito il percorso della laurea in giurisprudenza.

 

Il destino ha riservato ad Enzo, appena 35enne, una morte inconcepibile per la sua tragica fatalità: mentre riposava su un’amaca a Vittorito (L’Aquila), nel giardino dei futuri suoceri, la colonnina di cemento alla quale era ancorato ha ceduto, colpendolo alla testa senza lasciargli via di scampo.

 

Inutili i tentativi disperati di rianimarlo: all’arrivo dei soccorsi, gli operatori non hanno potuto che constatarne il decesso.

 

La perdita, il dolore, sono incolmabili: Enzo era un amico straordinario, la cui risata sapeva scaldare il cuore anche nei momenti più duri.

 

I funerali si svolgeranno martedì 14 agosto alle ore 11.00, a Milano, presso la parrocchia di Ognissanti di via Bessarione.

 

Martedì 18 settembre 2012 alle ore 18.30 si svolgerà presso la Chiesa di Ognissanti di via Bessarione la Messa in Suffragio per Enzo Scuglia.

 

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Valentina Pirovano

2 COMMENTI

  1. Non ho parole per esprimere l’immenso dolore che provo, non riesco tuttora rendermi conto di quanto successo. Ci eravamo sentiti l’altro ieri, come del resto quasi tutti i giorni, e l’ultimo sms che mi avevi scritto diceva: “La prossima volta che ci vediamo”. Non riesco a credere che quel giorno non arriverà mai, non riesco ad accettare di aver perso un amico così grande, per di più per un motivo così paradossale. Mi sembra impossibile che tu non ci sia più, non riesco a pensare che domani non rideremo insieme per qualche stupidata che conosciamo soltanto tu ed io. E l’anima sanguina per una ferita che nessuno potrà guarire.

  2. Anche se eravamo, ormai da tempo, colleghi, mi chiamava “Avvocato” e mi dava del lei. E’ stato mio praticante per un certo periodo ed ha, con il suo entusiasmo giovanile, portato aria nuova nello Studio. Il suo desiderio di “voler fare” di “volersi impegnare” gli faceva sentire stretta anche la professione e quindi, un giorno, ha deciso di impegnarsi in politica. Non ha mai dimenticato, tuttavia, i tempi dell’inizio della sua carriara durante i quali, immodestamente, ho dato il mio contributo e la mia collaborazione come meglio ho potuto ma ho beneficiato, per contro, della sua vitalità e del suo entusiasmo che riusciva a trasmettere a tutti i componenti dello studio. Ogni anno, in prossimità delle feste, non mancava di farmi gli auguri e ogni tanto mi telefonava sia per sapere come andavano le cose, sia per aggiornarmi, col suo tipico entusiasmo, in ordine alle sue vicende politiche e familiari. Quando passava in zona, se poteva, saliva in studio per fare due chiacchiere, come amava dire.
    Un ragazzo leale, estroverso, propositivo e solare con una carica coinvolgente di entusiasmo per la vita in tutti i suoi aspetti.
    Non ci sono parole idonee per descrivere lo stato d’animo di chi lo conosceva di fronte a tale assurda disgrazia.

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