Ritardi Trenord, la rabbia di un lettore: “Un’ora e mezza di ritardo su un tragitto di meno di un’ora, e hanno il coraggio di aumentare il prezzo dei biglietti!”

“Non è possibile cumulare un’ora e mezza di ritardo su un tragitto che, tra andata e ritorno, richiede meno di un’ora”; comincia così la segnalazione di un nostro lettore, Matteo, che nella giornata di martedì 18 settembre 2012 ha vissuto due viaggi di inferno lungo la tratta, gestita da Trenord, Asso-Seveso-Milano Cadorna.

 

IL RACCONTO – Il nostro lettore, come ci racconta, prende quotidianamente il treno Seveso-Milano Cadorna per recarsi in un’Università del capoluogo lombardo.

– “Capitano spesso ritardi di 5-10 minuti su quella tratta, specialmente negli orari di punta, ma questa volta hanno superato il limite”.

– “Alle 9.20 arrivo alla stazione di Seveso per prendere il treno delle 9.26 diretto a Milano Cadorna – prosegue Matteo -, ma scopro che sta per partire il 9.01 con un ritardo di oltre 20 minuti”.

– “Cosa fare? È la domanda che mi pongo. Decido di optare per prendere il 9.26, che arriva a Seveso in perfetto orario, immaginando comunque di arrivare alla destinazione con qualche minuto di ritardo”.

 

PESA LA MANCANZA DI COMUNICAZIONE – “L’imponderabile – come riporta il nostro lettore – succede ad Affori: quaranta minuti fermi in stazione. Porte dei vagoni, esclusi i primi dieci minuti, chiuse e nessuna comunicazione da parte del personale”.

– Le soluzioni alternative, come continua Matteo, c’erano: “Se avessero comunicato che il treno viaggiava con quaranta minuti di ritardo si poteva scendere, ammesso che avessero mantenuto apribili le porte, ed arrivare a Milano tramite la linea gialla della metro”.

– Niente di tutto questo: “Abbiamo dovuto attendere, fiduciosi e speranzosi, sui vagoni ed arrivare a Milano Cadorna alle 10.47 anziché le 9.52: 55 minuti di ritardo. Niente male”.

 

NON FINISCE MICA QUI – E se qualcuno potrebbe dire ‘va beh, è andata’ si sbaglia di grosso. Problemi, forse anche peggiori, nel viaggio di ritorno.

– “Erano le 18.20 quando sono arrivato a Cadorna per far ritorno, mezzo treno, a Seveso. 18.23 o 18.39 erano le mie alternative: il primo ci viene comunicato alle 18.40 che è soppresso, il secondo viene dato in ritardo per ‘attesa materiale’”.

– “Memore del viaggio di andata – prosegue il nostro lettore – mi sono armato di pazienza sapendo che, coloro i quali erano ‘obbligati’ a prendere il 18.53 per fermarsi nelle varie stazioni intermedie tra Affori e Seveso, erano in una situazione ancora peggiore della mia: avrebbero dovuto attendere la partenza del 18.53, visto che anche il 17.53, come scoperto in seguito, era stato soppresso”.

– Il finale? È nella foto allegata all’articolo: “Il 18.39 è partito qualche minuto prima delle 19, tant’è che su questo convoglio è riuscita a salire gente che è arrivata a Cadorna con l’intento di prendere il 19.09, ed è giunto a Seveso con 28 minuti di ritardo, pochi istanti prima delle 19.40”.

 

“ALTRO CHE AUMENTI, UN SERVIZIO COSI’ DELUDENTE DOVREBBE ESSERE GRATIS” – La rabbia del nostro lettore, che immaginiamo sia condivisa da tutti i pendolari, non può che aumentare di fronte all’ennesimo aumento delle tariffe imposto da Trenord.

– “Se questo servizio fosse praticamente gratis potrei anche capire ritardi esorbitanti e la totale mancanza di comunicazione del personale, ma dal momento che le tariffe sono in costante aumento qualche dubbio, più che legittimo, viene”.

– La prima ondata di aumenti fu deliberata il 31 gennaio del 2011: 20% di rincaro suddivisi in due tranche; il 10% dal 1° febbraio 2011 ed il restante 9,09% dal 1° agosto dello stesso anno.

– L’ultimo ritocco alle tariffe, invece, è molto più recente ed è partito il 1° settembre 2012 per dare attuazione alla delibera della Giunta Regionale Lombarda n. IX / 3931 del 06/08/2012.

– Siamo andati a controllare, a titolo esemplificativo, le tariffe relative al tragitto percorso dal nostro lettore; nella fascia 20,1-25 km si è passati, per un biglietto di seconda classe, da 2,65 euro a 2,75; l’abbonamento settimanale è salito a 14,50 euro rispetto i precedenti 14,20 ed il mensile si è impennato a 51,00 euro rispetto i 49,50 di prima.

 

“E VOGLIAMO PARLARE DELLO SBERLEFFO DELLE SOGLIE DI TOLLERANZA DEI RITARDI?” – Non sono solo le tariffe ad aumentare; Trenord, infatti, ha deciso di aumentare anche le soglie di tolleranza dei ritardi che, qualora superate, garantivano un bonus-sconto del 20% ai sottoscrittori degli abbonamenti.

– “Ora, a fine mese, ci tocca anche leggere sui tabelloni luminosi installati in gran parte delle stazioni che la maggior parte delle tratte non ha cumulato ritardi sufficienti al raggiungimento del bonus”.

 

“DI RIMBORSO NEANCHE A PARLARNE” – E non tocchiamo il tema dei rimborsi dei biglietti. Sul sito di Trenord c’è una sezione apposita che spiega questa opportunità:

– “Dà diritto al rimborso integrale del biglietto: la soppressione del treno; la partenza ritardata di almeno 1 ora; motivi propri del viaggiatore (con trattenuta del 10%. Non si procede al rimborso se la somma da corrispondere, dopo l’applicazione della trattenuta, è pari o inferiore a 4 € a biglietto)”.

– “I risarcimenti minimi in caso di ritardo sono i seguenti: il 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti; il 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti”.

– Probabilmente un sistema efficiente di rimborsi non avrebbe definito a priori il minutaggio del ritardo, ma l’avrebbe legato al tempo di percorrenza del treno in questione.

– In percentuale ha meno ritardo un treno che impiega 61 minuti in più per percorrere un tragitto di 2 ore rispetto a quello che ne impiega 81 totali per compiere un tragitto di 26 minuti.

 

“ABUSANO DELLA LORO POSIZIONE DOMINANTE” – Non si chiude certo con parole mielose la segnalazione del lettore che, stufo di questa situazione, arriva ad affermare: “Abusano della loro posizione dominante. Se la suonano e se la cantano: le tariffe aumentano dietro la chimera di un migliore servizio, le fasce di tolleranza aumentano dietro la chimera del ‘siamo in orario’ e chi ci rimette? I pendolari”.

– “Una zona così nevralgica della Lombardia avrebbe diritto ad un servizio migliore che, però, Trenord ed i suoi dirigenti non sembrano capaci di offrire”.

 

INVIATECI LE VOSTRE SEGNALAZIONI – Per le vostre segnalazioni circa incidenti, emergenze, autovelox nascosti, strade dissestate e buchi sul manto stradale, disagi sociali, odissee burocratiche, truffe, rapine, aggressioni, zone carenti di sicurezza, aree preda di degrado o spaccio, problematiche sui mezzi pubblici, borseggi, maltrattamenti sugli animali o altro, scriveteci e mandateci le vostre foto a redazione@cronacamilano.it

– Il nostro Staff riserverà la massima attenzione ad ogni caso, per dar voce direttamente ai cittadini, senza “filtri politici”.

 

VISIBILITA’ ALLA VOSTRA ATTIVITA’ –  Se siete interessati a dare visibilità alla vostra attività commerciale, scriveteci a info@cronacamilano.it

– Il nostro Staff sarà a vostra disposizione per proporvi, senza alcun impegno, le migliori soluzioni pubblicitarie a partire da pochi euro.

 

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Matteo Torti

1 COMMENTO

  1. Allucinante. Poi alcuni amici mi chiedono perché continuo a vivere in città e non mi trasferisco in periferia perché “tanto col treno ci vuole un attimo ad arrivare a Milano”. Certo, quando funzionano.

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