Tassista ruba cellulare a Milano ma grazie all’App viene rintracciato dall’Egitto, il racconto

Quando le “app”, le diffusissime applicazioni scaricabili con i moderni smartphone, sono in grado
di smascherare il colpevole, anche a 4.500 km di distanza, restituendo il maltolto al legittimo proprietario.

 

E’ quanto è successo ad una professoressa 51enne della facoltà di Medicina dell’università di Alessandria d’Egitto, in trasferta a Milano insieme col marito per partecipare
ad un convegno.

 

I fatti risalgono allo scorso 7 settembre. Arrivati alla stazione Centrale di Milano, i due coniugi sono saliti a bordo di un taxi di proprietà di Stefano L, di 43 anni.

 

Giunti a destinazione, presso un hotel in via Morigi, al momento di scaricare le valigie, il tassista, risultato poi essere incensurato, ha scaricato i bagagli dei suoi clienti. Tutti,  tranne una borsa contenente uno smartphone di ultima generazione. Dopodiché è ripartito per un’altra corsa.

 

Poco dopo, la professoressa ha realizzato con stupore di non avere più il suo cellulare, un Samsung Galaxy S3.

 

Come spesso accade in queste circostanze, il suo primo pensiero è stato quello di provare a rintracciare il suo telefono componendone il numero, nella speranza che dall’altra parte rispondesse qualcuno con cui concordare la restituzione. L’apparecchio, però, risultava ormai spento.

 

E’ stato solo al suo rientro in Egitto che la donna ha cominciato a ricevere sul suo computer le fotografie che l’ignaro tassista, ormai impossessatosi del telefono, si scattava in compagnia
della propria famiglia.

 

Un’operazione di recupero che è stata resa possibile grazie all’installazione sul suo cellulare dell’applicazione “Dropbox”: un software scaricabile gratuitamente che permette di sincronizzare i file e i documenti tra computer, notebook e smartphone, permettendo così di visualizzare le foto presenti nel proprio telefono anche su un computer casalingo, senza che i due apparecchi siano necessariamente presenti nello stesso luogo.

 

E l'”app” non ha tradito le aspettative. In alcuni scatti l’uomo compariva perfino sul proprio taxi con tanto di targa in bella vista, fornendo un ulteriore, inequivocabile elemento che ha permesso di incastrarlo.
A quel punto la donna ha deciso di rivolgersi al consolato italiano, grazie al quale è stata
messa in contatto con il Commissariato Centro di Milano.

 

Ieri pomeriggio il 43enne è stato infine rintracciato dagli agenti della Polizia, che lo hanno denunciato per appropriazione indebita.

 

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S.P.

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