Rissa poliziotti e nordafricano via Sebenico Milano, egiziano fugge dopo aver picchiato e rapinato una donna ma, una volta bloccato, i cittadini fraintendono e contestano la Polizia

«La solidarietà espressa da molti cittadini nei confronti di un rapinatore nordafricano, contro due agenti di pubblica sicurezza che lo stavano arrestando, testimonia che quando dalle strade vengono tolti uomini in divisa e le si lascia in  balia della malavita, succedono scene come quelle che si son viste ieri” così si è espresso Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano (Pdl), a commento di quanto accaduto in zona Isola venerdì 19 ottobre 2012.

 

Erano le 16.35 di venerdì pomeriggio quando una donna di 64 anni, di nazionalità francese ma residente a Milano, rincasava tranquillamente nel proprio appartamento, in via Borsieri.

 

Uscita dall’ascensore, sul pianerottolo di casa ha notato un nordafricano, mai visto prima nel condominio, intento a curiosare nell’abitazione di un’anziana vicina.

 

Insospettitasi dalla presenza dell’estraneo, la donna ha cercato di saperne di più. L’uomo si è quindi giustificato sostenendo di essere un imbianchino e, per avvalorare la propria spiegazione, ha perfino inscenato una telefonata con un presunto collega.

 

Fingendo di passarle il cellulare ha invece approfittato per afferrare rapidamente il collo della signora e, con uno strattone, strapparle la collanina d’oro.

 

Con grande lucidità, la donna ha reagito riuscendo addirittura a riprendersi il gioiello dalle mani dell’uomo. Una reazione che però ha rischiato di costarle molto cara: l’egiziano, infatti, l’ha brutalmente spinta contro la ringhiera delle scale.

 

La 64enne quindi, spaventata dalla sensazione del vuoto dietro le proprie spalle, ha
lasciato la presa dalla collana, che è nuovamente finita nelle mani del nordafricano, il quale si è dato poi alla fuga giù per le scale.

 

Le grida della signora, però, hanno attirato l’attenzione di un poliziotto fuori servizio di passaggio proprio in via Borsieri. L’agente, quando ha visto il nordafricano che scappava, ha tentato di bloccarlo, ma il fuggitivo lo ha strattonato e preso a calci, allontandosi a tutta velocità noncurante della catenina caduta nel frattempo, tra l’altro, in terra.

 

L’agente, a questo punto, si è subito messo alle calcagna del ladro e, dopo un lungo inseguimento lungo le vie Borsieri, Confalonieri, Volturno e Sebenico, in direzione di via Sassetti, è riuscito a riacciuffare il malvivente. Ne è sorta però una seconda colluttazione all’altezza del civico 5 di via Sebenico.

 

Questa volta il poliziotto è riuscito ad immobilizzare l’egiziano, che non è riuscito a liberarsi neanche dopo un violento morso sferrato al polso sinistro del poliziotto.

 

Durante il parapiglia, sul luogo sono giunti diversi rinforzi allertati dai passanti. Un sovrintendente di Polizia del commissariato Garibaldi-Venezia, mentre cercava di dare manforte al collega ancora avvinghiato al ladro, si è visto addentare a sua volta il polso dal mordace nordafricano.

 

La scena, a qual punto, ha incominciato ad attirare maggiormente l’attenzione dei passanti. Come spiegato in seguito dalla Polizia, “si sono rese necessarie operazioni di contenimento poiché, nel frattempo, si erano radunate attorno alla scena numerose persone, attirate dalle urla dell’arrestato”.

 

Distorcendo la realtà dei fatti, un cittadino italiano, spaventato probabilmente dalla foga con cui il nordafricano urlava il suo disappunto, ha cominciato ad inveire contro i poliziotti fagocitando anche gli altri passanti.

 

Ne è sorta una rumorosa e violenta contestazioni nei confronti della Polizia colpevole, secondo gli ignari presenti, di accanirsi ingiustificatamente nei confronti di un innocente, solo perché extracomunitario.

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Solo l’arrivo di un’altra Volante è riuscita a riportare la calma e a chiarire la situazione e la reale dinamica dei fatti.

 

Il nordafricano, in seguito ad accertamenti, è risultato essere un cittadino di origini egiziane
nato nel 1985. Per lui sono scattate le manette, mentre la catenina d’oro è stata recuperata e riconsegnata alla legittima proprietaria.

 

«Contro questi episodi è necessario far sentire ai cittadini che lo Stato è più forte della malavita
organizzata,
riportando nelle strade di Milano il maggior numero di divise, facendo sentire il fiato sul collo alla malavita organizzata e a coloro che solidarizzano vigliaccamente con questi malfattori» è stato il commento finale di Riccardo De Corato.

 

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S.P.

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