Ago e filo Cadorna, spente le decorazioni e rimosse le luminarie. E’ giusto?

Il “Natale luminoso” dell’Ago e il Filo, la scultura creata dalla coppia di architetti Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen, inaugurata in piazza Cadorna nel 2000, è stato segnato: che buio sia, e l’oscurità è tornata ad ingoiare uno dei monumenti simbolo della città, illuminato solo per pochi giorni all’interno del Festival Internazionale della Luce “Led”.

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Era stata infatti l’architetto Gae Aulenti, ideatrice del new look dato a piazza Cadorna sempre nel 2000, che, alla vigilia dell’inaugurazione di Led, aveva definito l’illuminazione “da sagra di paese”, pretendendo che le luminarie venissero immediatamente rimosse.

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Dopo l’infuriare delle polemiche, le “scomode” luminarie sono state quindi effettivamente eliminate; il Sindaco Moratti ha così giustificato la decisione: «Ci sono state diverse segnalazioni, una di Gae Aulenti, che ha realizzato la piazza, una dalla moglie di Oldenburg, che ha creato l’opera, e da altri architetti. Così mi sono sentita con lo sponsor e insieme abbiamo deciso di rimuoverle». Queste «segnalazioni», ha spiegato ancora, «erano delle critiche e ci siamo premurati di farle conoscere anche alla giuria del premio Led».

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In replica, decisamente aspra la reazione dell’assessore al Decoro Maurizio Cadeo, che ha dichiarato: «Prepotenza culturale della vecchia guardia che vuol mettere le mani sulla città».

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Invitiamo i cittadini ad esprimere la propria opinione.

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Claudio Agorni

2 COMMENTI

  1. Se non altro, con le luci, la scultura, che già di per sè non è esattamente il massimo, avrebbe avuto il suo massimo picco di bellezza.

    Io avrei lasciato le luci, almeno avrebbero rallegrato la piazza.

  2. La piazza era già stata scempiata nel 2000 e, più che dalla scultura, dal nuovo allestimento di pensiline creato dalla Aulenti: orribile. L’illuminazione doveva rimanere, esattamente come per le altre piazze e opere cittadine, dalle torri del Castello Sforzesco, alla Stazione Centrale. Ada

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