Fiaccolata Corsico lunedì 4 febbraio 2013, in ricordo di Pietro Sanua, contro la mafia; orari e punto d’incontro

Corsico – Chi ha ucciso Pietro Sanua e perché?  Il delitto di stampo mafioso avvenuto il 4 febbraio di diciotto anni fa non ha ancora oggi dei colpevoli. Per mantenere viva, in merito, l’attenzione delle istituzioni, l’associazione Libera e l’Amministrazione comunale di Corsico organizzano una fiaccolata che partirà alle ore 21,00 di lunedì 4 febbraio 2013 da piazza Giovanni XXIII, a pochi passi da dove avvenne l’omicidio. Seguirà un incontro presso l’oratorio S. Antonio, sempre in piazza Giovanni XXIII, al quale parteciperanno esponenti del mondo politico e giornalistico.

 

CHI ERA PIETRO SANUA – “Pietro Sanua era un venditore ambulante e presidente dell’Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti) di Milano – spiega il Comune di Corsico. – Era un fruttivendolo e, dopo i recenti scandali e le indagini che hanno scoperchiato le infiltrazioni della ‘ndrangheta nei mercati generali milanesi, si può oggi capire che era evidentemente un personaggio ritenuto troppo scomodo.

– “Un uomo che conosceva la fatica del lavoro – prosegue l’Amministrazione corsichese, – iniziato all’età di dodici anni come aiuto panettiere, quando la sua famiglia si trasferì dalla Basilicata a Milano. Nel 1969 comprò una licenza di ambulante, attività che continuò ad esercitare fino a quando viene ucciso a 47 anni, mentre alle 5.30 del mattino si stava recando con il figlio ventenne al mercato di via Di Vittorio a Corsico.

– “Come presidente dell’associazione che aderisce alla Confesercenti – spiega ancora il Comune, –cercava di difendere i diritti degli ambulanti, occupandosi in particolare di quelli di Buccinasco, di Corsico e di Quarto Oggiaro.

 

QUEL TRAGICO MOMENTO, RICORDATO DAL FIGLIO DELLA VITTIMA – Il figlio Lorenzo, con lui al momento dell’agguato mortale in via Di Vittorio a Corsico, ricorda molto bene i fatti: “A poche centinaia di metri dal mercato, vedemmo un’auto, una Fiat Punto marrone targata Genova. Rallentò e fece inversione a U a 500-600 metri davanti a noi».

Una manovra brusca, inconsueta per una strada provinciale. “Se mio padre avesse avuto dei sospetti, perlomeno avrebbe tentato di tutelare me. Invece disse solo ‘Guarda quel pirla che manovra fa in una strada così’”.

Tutto pensava Pietro Sanua, tranne che ‘quel pirla’ stesse per ucciderlo. “Ho sentito uno sparo secco. Hanno colpito mio padre alla testa. Io sono stato sfiorato da qualche scheggia. Proiettili auto esplosivi, dissero gli inquirenti”.

Gli assassini avevano usato un fucile a pallettoni. “Hanno ucciso mio padre con un colpo di lupara”.

 

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Di Redazione

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