Donna in morte cerebrale partorisce bambino all’ospedale Niguarda di Milano

Ospedale Niguarda MilanoSi chiama Matteo; è nato ieri mattina dopo le 8.00 e pesa 1 kg e 140 grammi. La cosa straordinaria è che il piccolo ha visto la luce dopo un intervento operato sulla sua mamma, in stato di morte cerebrale dalla 21esima settimana di gestazione.

 

LA TRAGICA MALATTIA DELLA MAMMA – La madre, infatti, una donna cingalese di 30 anni, era stata ricoverata all’ospedale San Paolo il 3 novembre per una meningite fulminante, mentre era alla 21° settimana di gestazione; a questo punto è subentrato uno stato di morte cerebrale.

IL TRASFERIMENTO DELLA DONNA AL NIGUARDA – La donna è stata quindi trasferita, il 14 dicembre, al Niguarda, dove neurorianimatori, neonatologi e ginecologi erano in grado di garantire assistenza e cure per una maturazione fetale compatibile con una buona qualità di vita.

  • Giorno per giorno l’équipe medica ha seguito le condizioni di salute del bambino e, in accordo con la famiglia, proseguito con gli accertamenti del caso.
  • L’obiettivo era superare la 29° settimana per garantire il minor numero di sofferenze fetali.
  • L’équipe, composta da un nutrito numero di medici e infermieri, è stata guidata da Claudio Betto, direttore della Neurorianimazione, Mario Meroni, direttore dell’Ostetricia e Ginecologia, Roberto Merati, responsabile dell’Ostetricia e Stefano Martinelli, direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, dove ora il piccolo sarà seguito.

 

IL PARTO CESAREO – I medici hanno deciso di operare un parto cesareo: una scelta preventiva a causa di un calo di pressione registrato dal corpo della mamma. L’intervento ha visto la partecipazione di ginecologi, ostetrici, anestesisti e neonatologi.

 

IL TRAGICO DECESSO DELLA MAMMA – Nel pomeriggio di ieri, terminato il periodo di osservazione, purtroppo è stato dichiarato il decesso della mamma, ed è stato autorizzato l’espianto di organi da parte della famiglia.

 

LE CONDIZIONI DEL PICCOLO – Le condizioni cliniche generali del piccolo sono discretamente stabili nella loro criticità: il piccolo è in respiro spontaneo assistito con supporto respiratorio non invasivo e non necessita di supplemento di ossigeno; l’attività cardiaca è regolare. La prognosi è riservata.

 

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Di Redazione

 

 

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