Maxi sequestro Gdf Milano souvenir Papa e oggetti Made in China, oltre un milione di pezzi in un capannone a Trezzano

Giocattoli, casalinghi, articoli di cancelleria e soprattutto souvenir rigorosamente Made in China. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Milano ne hanno sequestrati un quantitativo superiore al milione di pezzi in un deposito dell’hinterland meneghino, procedendo contestualmente a denunciare il responsabile all’Autorità giudiziaria.

 

LE INDAGINI – Il servizio è scaturito a seguito di articolate indagini condotte dagli uomini della Guardia di Finanza.

– A seguito di approfonditi pedinamenti e ricostruzione degli spostamenti, i Finanzieri hanno infatti individuato un capannone situato in un’area industriale semiabbandonata a Trezzano sul Naviglio.

 

IL CAPANNONE A TREZZANO – Sin dalle prime fasi del servizio la situazione riscontrata dai militari è apparsa alquanto anomala, viste le condizioni di insicurezza, inaffidabilità e scarsa cura in cui i prodotti erano conservati.

 

LA VASTISSIMA QUANTITA’ DI OGGETTI RINVENUTI – Nello specifico le Fiamme Gialle hanno rinvenuto diverse tipologie di merci, quali giocattoli, utensili da cucina, articoli di cancelleria, nonché un enorme numero di souvenir della Città del Vaticano.

– Gli stessi sono da ritenersi di recentissima produzione riportando già l’effige del nuovo Papa. Un evento epocale quest’ultimo, che ha fatto registrare un’impennata nelle vendite di souvenir e che è stata interpretata dalla criminalità come una ghiotta occasione di lucro: ombrelli, penne, prodotti di cancelleria ed altra oggettistica varia era già pronta per essere immessa nel canale illegale di distribuzione.

 

LA TECNICA DELLO “SMURFING” – “Il capannone costituiva il luogo di stoccaggio della merce – spiega la Gdf, – la quale, attraverso piccoli mezzi di trasporto, veniva distribuita. Tale tecnica è detta, in termini investigativi, “smurfing” – aggiungono i Finanzieri, – e consiste nel frazionare una grossa mole di merce in piccoli quantitativi, più difficili da individuare e la cui singola perdita mantiene inalterata la potenza economica di tali traffici illeciti.

 

LE DENUNCE – A seguito delle indagini un soggetto è stato identificato e denunciato alla Procura della Repubblica di Milano per i reati di:

– “immissione nel mercato di prodotti pericolosi secondo l’art. 112 d.lgs 206/2005”

– “vendita di prodotti industriali con segni mendaci secondo l’art. 517 del c.p.”

– inoltre, il soggetto è stato anche segnalato alla Camera di Commercio per le violazioni amministrative previste dagli artt. 6, 7, 9, 11 e 12 del dl 2006/05 del codice del consumo.

 

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Di Redazione

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