Festa della Mamma Milano 12 maggio 2013 e domenica a piedi, Confcommercio: “Il blocco del traffico nella giornata affosserà i negozi”

A vote “tre” non è il numero perfetto. Soprattutto se legato alla nuova Domenica a Piedi indetta dal Comune di Milano, appunto la terza del 2013.

 

Il 12 maggio prossimo, infatti, non sarà solo DomenicAspasso, ma anche la Festa della Mamma. 

 

Da qui le critiche, formulate soprattutto dai commercianti che, con Confcommercio, hanno promosso un sondaggio on line sul proprio sito, al fine di raccogliere un giudizio circa il danno che, il blocco del traffico durante una festività tanto sentita e diffusa, recherà alle attività commerciali.

 

“La decisione del Comune di Milano di confermare per domenica 12 maggio l’iniziativa della DomenicaAspasso con il blocco del traffico (10-18) rischia – ha spiegato Confcommercio – di avere un impatto pesante sull’attività di tutti quegli esercizi (fioristi, pasticcerie, torrefazioni, bar, ristoranti eccetera) – che hanno, proprio nella ricorrenza della Festa della Mamma, un importante momento di lavoro. Il blocco esteso a tutta la città accentua, in particolare, le difficoltà di negozi e pubblici esercizi che si trovano nelle zone semicentrali e periferiche“.

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“Anche il gesto di portare un fiore alla propria madre, se non abita vicino, diventa un problema. Per noi – afferma Anna Lucia Carbognin, presidente dell’Associazione milanese fioristi. – Significa perdere il 50% degli affari in una giornata strategica soprattutto in un momento come questo caratterizzato dalla crisi dei consumi.

 

“Assieme a Confcommercio – prosegue Carbognin, – avevamo chiesto al Comune, almeno, di individuare una soluzione alternativa nell’estensione del blocco del traffico, e che permettesse di salvaguardare le periferie.

 

“Per tempo – sottolinea Confcommercio – all’Amministrazione comunale erano giunte richieste di rivedere questa decisione: come quella inviata dalla Pasticceria Castelnuovo (in via dei Tulipani) con le firme e i timbri di oltre cinquanta operatori commerciali. E la Pasticceria Anfossi ha aperto su Facebook un confronto”.

 

In più, contraria anche la Provincia: “Il provvedimento delle Domeniche a Piedi è assolutamente inutile e dannoso – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, Cristina Stancari, –  non solo per i disagi che crea ai cittadini, ma anche per i commercianti in un momento già difficile per il settore. Non porta ad alcun beneficio ambientale e, a fronte delle richieste di chiarimento che ci sono arrivate in Provincia, rischia di creare confusione nei cittadini.”

 

“I blocchi o le limitazioni del traffico, che vengono imposti durante il periodo invernale quando c’è una reale emergenza smog – aggiunge Stancari, – sono condivisi e coordinati con i Comuni dell’Hinterland che hanno voluto aderire al Protocollo per il miglioramento della qualità dell’aria proposto dalla Provincia di Milano.

 

Le domeniche a piedi programmate dall’Amministrazione comunale di Milano – ha sottolineato ancora l’assessore – remano contro una categoria già in crisi, favorendo una perdita di fatturato per gli operatori del centro, e non solo, che in questo modo si trovano, loro malgrado, con un calo di clientela, senza che questo comporti un reale beneficio dal punto di vista della qualità della vita.

 

“Il saldo tra aziende che aprono e quelle che chiudono è stato, per la prima volta, negativo”, ha aggiunto Paolo Giovanni Del Nero, assessore allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro della Provincia di Milano. “L’economia ha bisogno di mobilità per ripartire, i problemi vanno affrontati in modo concreto e serio, senza un aumento dei consumi parlare di ripresa dalla crisi è solo un’utopia . Oggi la priorità è il lavoro”.

 

“La situazione è già difficile – ha concluso l’assessore Cristina Stancari. – I negozi chiudono, con conseguente perdita di posti di lavoro. Secondo le preoccupanti stime di Confcommercio, nella sola Milano, il primo trimestre del 2013 ha visto la chiusura di quasi 400 esercizi commerciali

 

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Di Redazione

1 COMMENTO

  1. Titolo: Dopo i fermi del traffico domenicali a Milano, cosa è cambiato?

    Domenica 7 aprile, grazie all’ennesimo blocco del traffico a Milano, dove risiedo, non ho potuto portare la mia anziana mamma, che da sola non ce la farebbe, a fare una visita ai suoi cari defunti al cimitero. Avevo intenzione di regalarle poi una giornata serena portandola a pranzo in una trattoria, e in seguito a “fare la spesa” in un centro commerciale, ma chiaramente non ho potuto fare nemmeno questo.

    Anche se il comune ci ignora, a Milano ci siamo anche noi, siamo quelli che durante la settimana non usano l’auto, si recano al lavoro con i mezzi pubblici o, come nel mio caso, con la bicicletta (25 km al giorno in mezzo a un mare di rischi incidente) e vorrebbero usare l’auto la domenica. Ci sono anche gli esercizi commerciali aperti la domenica, e chissà quanti altri sono penalizzati dal blocco.

    Il comune di Milano sostiene che il blocco del traffico è volto a “Sensibilizzare i cittadini a scelte maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale, con l’obiettivo di assicurare un miglioramento delle condizioni ambientali su tutto il territorio cittadino e promuovere comportamenti virtuosi da parte della cittadinanza, con particolare riferimento alla riduzione dell’utilizzo dell’auto privata”, ma al di là delle belle parole, si dovrebbe poi vedere che il lunedì mattina è tutto come prima, in barba alla sensibilizzazione nessuno lascia a casa l’auto, e l’inquinamento cala solo se c’è pioggia o vento.

    Milano, di domenica, era ed è vivibilissima anche senza il blocco del traffico, le iniziative di cultura, arte, spettacolo, socializzazione, etc., sono attuabili anche con il normale ridotto traffico domenicale, forse sarebbe più efficace fare blocchi del traffico nei giorni feriali.

    Pisapia ha detto a Fazio “Preferivi la città come era prima?”. A me sembra che da quando è sindaco di Milano i problemi di traffico, inquinamento e vivibilità non siano migliorati. Se potessi rispondere io gli direi che preferisco la città come era prima, almeno a parità di inquinamento/traffico etc. potevo circolare la domenica, e la prossima volta non lo voterò più.

    Un elettore di Pisapia pentito.

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