Bancomat clonati Milano, coppia romena agiva tra la capitale lombarda e Torino

BANCOMATSi chiama “Skimmer” il dispositivo con cui i moderni malfattori, al passo con i tempi e le tecnologie, riescono a catturare i dati delle bande magnetiche dei bancomat. Ed è mediante tale sistema che una romena di 25 anni, insieme al suo compagno e connazionale di 36, capo della banda,  riuscivano a clonare carte di credito e bancomat presso gli sportelli di numerosi istituti bancari di Milano.

 

Il piano era ben congegnato, stracollaudato e, non ultimo, molto remunerativo.

 

Ogni weekend da Torino, loro città di residenza, i due romeni si muovevano verso il capoluogo lombardo.

 

Una volta giunti a destinazione, manomettevano i bancomat applicando lo “Skimmer”, opportunamente adattato e camuffato, alle feritoie in cui normalmente si inserisce la carta.

 

In questo modo, ad ogni prelievo effettuato, il duo criminale era in grado di entrare in possesso dei dati delle carte.

 

Dopodiché, a Torino, nel laboratorio allestito in casa  dell’ex moglie del 36enne, mediante un comunissimo computer, i dati rubati venivano trascritti sulle nuove  carte clonate, già predisposte all’uso.

 

Grazie a questo ingegnoso espediente, l’uomo era riuscito in poco tempo a regalare alla sua complice e nuova compagna, un appartamento a Torino del valore di 150 mila euro.

 

L’indagine è partita lo scorso aprile, quando i due criminali erano stati pizzicati dagli agenti proprio mentre erano intenti a manomettere un bancomat di una filiale Mps. Nella loro auto era anche stato rinvenuto un navigatore satellitare con numerosi indirizzi di altre banche già memorizzati.

 

I due romeni, ora, sono finiti in manette.

 

Ad oggi, l’unico mezzo realmente efficace per contrastare questo tipo di frode è quello di essere in possesso di una carta di credito, o di debito, dotata di microchip in luogo della vecchia banda magnetica.

 

Tali moderne carte sono sempre più diffuse, anche se lo stesso non si può dire per i lettori bancomat. 

 

In molti casi, infatti, questi ultimi non sono ancora attrezzati a leggere i dati contenuti all’interno del microchip.

 

Motivo, questo,  che ha spinto molti istituti di credito ad offrire ai propri clienti carte munite sia di microchip che di banda magnetica.

 

Il consiglio rivolto a tutti, pertanto, è quello di richiedere alla propria banca – qualora questa non vi abbia ancora provveduto – la sostituzione del vecchio bancomat a carta magnetica con uno di ultima generazione dotato di microchip.

 

Inoltre,  là dove possibile, evitare prelievi presso i distributori più vetusti. Di questi tempi, la truffa è sempre dietro l’angolo.

 

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S.P.

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