Strage via Palestro Milano: mostra, commemorazioni ed eventi 24 – 27 luglio 2013. Info e testimonianze per non dimenticare

strage via Palestro«Vittime di una strage mafiosa volta a ricattare lo Stato». Reciterà così la nuova epigrafe della targa commemorativa di via Palestro, che verrà scoperta sabato 27 luglio, in occasione delle iniziative volte a commemorare il ventennale dell’attentato. La strage di via Palestro, come sancito dalle 15 condanne – tra le quali quelle celebri di Totò Riina, Leoluca Bagarella, Bernardo Provenzano e il latitante Matteo Messina Denaro, – rese definitive dalla sentenza di Cassazione del 6 maggio 2002, rientra a tutti gli effetti in quel novero di tentativi mafiosi volti a ricattare lo Stato. Le indagini e la successiva pronuncia, infatti hanno riconosciuto negli appartenenti a «Cosa nostra» gli esecutori materiali e i mandanti dell’attentato, che diede inizio, con le autobombe di via Fauro a Roma e via Georgofili a Firenze nel maggio 1993, ad una nuova stagione di sangue.

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Sono passati 20 anni da quel terribile 27 luglio 1993, quando di fronte al Padiglione di arte contemporanea (Pac), un’autobomba causò la morte di cinque persone, ferendone altre 12, tutte «vittime innocenti di un vile attentato», così come riporta l’attuale iscrizione della targa a ricordo dei caduti.

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Erano le 23,14 di un mite martedì di fine luglio, quando due ragazzi fermarono una volante della Polizia locale, di passaggio in via Palestro, segnalando ai due vigili a bordo – Alessandro Ferrari e Catia Cucchi – la fuoriuscita di fumo lattiginoso da una vettura parcheggiata poco distante.

 

Temendo si trattasse di un principio d’incendio, furono immediatamente allertati i Vigili del Fuoco. Ad incaricarsi del controllo fu il distaccamento dei pompieri di via Benedetto Marcello e, dopo qualche minuto, l’autopompa del “reparto c“, guidata da Paolo Mandelli, giunse a sirene spiegate sul posto. I sette uomini a bordo del mezzo si misero rapidamente al lavoro.

 

Furono subito aperte le portiere della vettura, una Fiat Uno grigia, e il fumo sembrò in un primo momento dissolversi. Venne aperto anche il baule e fu allora che i vigili notarono un grosso involucro sospetto, avvolto nel nastro adesivo e con due fili elettrici sporgenti da una delle estremità.

 

«Forse è una bomba», azzardò uno dei pompieri. E il timore che potesse trattarsi realmente di un ordigno esplosivo spinse subito il caposquadra, Stefano Picerno, a dare l’ordine di allontanarsi. Ma non ce ne fu il tempo.

 

«Un fascio di luce bianca che sale fino al cielo. E poi il silenzio. Silenzio assoluto», è così che, Antonino Maimone, uno dei pompieri sopravvissuti, ha raccontato quegli attimi interminabili, successivi all’esplosione dell’autobomba. La deflagrazione fu potentissima.

 

A perdere la vita furono il Vigile urbano Alessandro Ferrari, 29 anni, e i Vigili del fuoco Stefano Picerno, 36, appena rientrato dal viaggio di nozze, il 25enne Carlo La Catena, nel corpo dei pompieri da soli due mesi, e Sergio Pasotto, falciato nel fiore degli anni proprio nel giorno del suo 34esimo compleanno. Poco più tardi, durante il trasporto in ospedale, morì anche Driss Moussafir, un immigrato marocchino di 44 anni, colpito da uno delle schegge mentre dormiva su una della panchine dei Giardini pubblici, di fronte a Villa Reale.

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La potente esplosione, oltre a creare uno squarcio nell’asfalto di due metri per tre, danneggiò le autovetture parcheggiate e il vicino distributore di benzina; frantumò i vetri delle abitazioni circostanti nel raggio di centinaia di metri e provocò il blackout del sistema di illuminazione pubblica.

 

Il padiglione del Pac riportò seri danni alla facciata, ma niente se paragonato a quello che sarebbe successo di lì a qualche ora. Liberatosi dai condotti squarciati sotto il manto stradale, il gas, oltre ad alimentare fiamme altissime contro cui i Vigili dovettero combattere per ore, andò  ad accumularsi proprio sotto l’edificio del Pac. E verso le 4.30 di mattina una seconda, devastante esplosione danneggiò irrimediabilmente le pareti dell’edificio facendole crollare.

 

Sepolte da un cumulo di macerie, una parte della trentina di opere dell’astrattista toscano Mario Nigro – da poco arrivate in via Palestro, in attesa di essere esposte – furono irrimediabilmente distrutte, altre solamente danneggiate. Anche la Villa Reale, i cui vetri e gli stipiti delle finestre andarono in frantumi, riportò seri danni, ma di minore entità, così come quelli causati alle opere di arte moderna conservate al suo interno.

 

Milano è stata colpita al cuore, ma si rialza”, furono le parole dell’intellettuale Philippe Daverio, che da poco più di un mese era stato nominato assessore alla Cultura. Si trattò di un vile attacco che mirava a colpire non solo la vita umana, ma soprattutto il patrimonio artistico e turistico della città e del Paese; sfregiare l’immagine, per ferirne l’anima, l’orgoglio e l‘identità storica. I 100 kg della miscela di tritolo, T4, pentrite e nitroglicerina di cui era imbottita l’autobomba avrebbero potuto causare molte più vittime. Il caso, però, volle che l’ordigno esplodesse quando i curiosi radunatisi attorno alla scena della tragedia erano stati già allontanati.

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La stessa notte, altre due autobombe colpiranno a Roma la basiliche di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro. Il resto è storia. Ma una storia che «i Vigili del fuoco di Milano non hanno mai dimenticato e mai dimenticheranno». A sostenerlo è il dott. Vittorio Di Giacomo, responsabile delle comunicazioni esterne del Comando provinciale dei Vigili del fuoco Milano.

 

Dott. Di Giacomo, come viene preservata da parte dei vigili del fuoco la memoria di quel drammatico evento che è stata la strage di via Palestro?
«Innanzitutto, grazie all’opera del comitato “Per non dimenticare” che si è costituito spontaneamente, all’indomani del 27 luglio del 1993, per scolpire in maniera indelebile la memoria di questi tre ragazzi dei Vigili del fuoco che hanno dato la vita per questo lavoro. Da allora sono trascorsi 20 anni, ma il fatto che un’istituzione importante come il Comune di Milano abbia voluto rendersi partecipe di questa testimonianza, oltre a farci onore, ci lusinga davvero molto.
Tra le stragi di mafia, quella di via Palestro rimane sempre la più velata, nonostante la Cassazione ne abbia confermato la matrice mafiosa. Ma l’attuale amministrazione comunale ha voluto dare un segnale forte, importante. Proprio il 27 luglio, alle 9.30, presso il Pac, avverrà infatti lo scoprimento di una nuova lapide intitolata alla memoria dei tre pompieri di via Benedetto Marcello, del vigile urbano Alessandro Ferrari e del cittadino magrebino, i quali, quella maledetta sera, hanno pagato con la propria vita. A seguito della cerimonia si terrà un incontro pubblico di commemorazione a cui parteciperanno numerose autorità istituzionali (segue in calce all’articolo il calendario dettagliato degli eventi, n.d.r.), al termine del quale verrà conferito ad una squadra dei Vigili del fuoco appositamente selezionata il Premio nazionale Vigile del fuoco “Carlo La Catena”. Si tratta di un importante riconoscimento, istituito da un‘associazione nata a Napoli 19 anni fa e che porta il nome di Carlo La Catena, il Vigile del fuoco di origini napoletane morto durante l’attentato, a soli 25 anni. Obiettivo dell’associazione non è solo quello di tenere vivo il ricordo del proprio eroico concittadino, ma anche quello di sensibilizzare tutti gli italiani a non dimenticare l’estremo sacrificio di tutti coloro che hanno perso la vita nella strage. Vi sarà anche spazio per la consegna di una pergamena al comitato “Per non dimenticare”, la cui preziosa opera, nel corso degli ultimi 20 anni, ha tenuto viva la memoria delle vittime».

 

Quali altre iniziative sono in programma per commemorare i caduti del 27 luglio 1993?
«Ci saranno molti momenti particolari e significativi. Ma è doveroso rimarcare la sobrietà che caratterizza il corpo nazionale dei Vigili del fuoco, non abituato al proscenio e alla ribalta, più portato a compiere il proprio dovere in silenzio e con estrema umiltà. Ma sappiano che la gente ci stima e ci è vicina. E lo sarà, a maggior ragione, anche in quest’occasione. Oggi (mercoledì 24 luglio 2013, n.d.r.) alle 19, alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia e dei rappresentanti del Comando provinciale dei Vigili del fuoco, verrà inaugurata la mostra fotografica “Saranno fiori bianchi. 27 luglio 1993. Milano, via Palestro”, con fotografie appartenenti al centro documentazione del Comando provinciale e raccolte nel corso di questi anni. Si tratta di immagini che ritraggono i momenti salienti e drammatici di quella notte e delle ore successive. L‘ingresso è gratuito».

 

«Saranno fiori bianchi»: qual è l’origine di questo titolo?

«Ad ulteriore dimostrazione che i Vigili del fuoco non intendono avere l’esclusiva di questo momento, il titolo riprende le ultime parole pronunciate dall’agente di Polizia locale Alessandro Ferrari. Prima di avvicinarsi coraggiosamente all’autobomba per verificarne la targa, Alessandro, per rassicurare la sua più giovane collega, disse: “Catia, cosa vuoi che sia quel fumo? Saranno fiori bianchi“. E dopo qualche secondo, Alessandro non c’era più… Proprio in memoria di Alessandro Ferrari, che suonava anche l’organo in una chiesa e faceva parte della banda del corpo dei Vigili urbani, sempre nella giornata di sabato, alle 19, presso la Basilica di Santa Maria della Passione, in via Conservatorio, si terrà anche un concerto a due organi con ingresso gratuito. Il momento per noi più toccante sarà quello in cui alle ore 21, presso il distaccamento della Caserma di via Benedetto Marcello 21, verrà celebrate la Santa Messa in memoria delle vittime. Dopodiché, alle ore 23.14, presso il Pac di via Palestro, proprio davanti al luogo dell’esplosione dell’autobomba e alla presenza delle famiglie delle vittime, vi sarà un momento di raccoglimento e suono della sirena. Saranno presenti anche tre dei quattro pompieri superstiti: Paolo Mandelli, attualmente capo squadra del distaccamento aeroportuale di Linate, e Antonino Maimone, e Massimo Salsano, rispettivamente in servizio presso i comandi di Messina e Vibo Valentia».

 

Com’è cambiata la vita dei tre vigili superstiti da quel fatidico 1993?
«Indubbiamente si tratta di un evento che non potranno mai cancellare e che sarà sempre presente dentro di loro, quotidianamente. Ma il fatto che siano rimasti nel corpo dei Vigili del fuoco (ad eccezione di Antonio Abbamonte, che ha cambiato mestiere e vita trasferendosi all’estero, n.d.r.), dimostra il loro forte attaccamento, al di là di tutto, a questo mestiere. Molti non ce l’avrebbero fatta, avrebbero intrapreso altri percorsi personali, mentre loro sono rimasti. E non bisogna dimenticare che se Maimone e Salsano (oggi 47 e 44 anni, n.d.r.) ne sono usciti praticamente illesi, nonostante siano state vittime del dovere, Paolo Mandelli (47 anni, n.d.r.) ha riportato delle forti ripercussioni all’udito e ferite in tutto il corpo, mentre Antonio Abbamonte convive con numerose ustioni su tutto il corpo. Ma la loro esistenza è proseguita: si sono sposati e hanno messo su famiglia, cercando di vivere la loro vita nella maniera più normale possibile. L’amministrazione, le istituzioni, dal canto loro, hanno cercato, per quello che è stato possibile, di star loro vicino, di supportarli, poiché una vita umana, in fondo, non ha prezzo».

 

All’ingresso del Padiglione di arte contemporanea, da oggi è esposta in via ufficiale l’autopompa-serbatoio dei Vigili del fuoco che, guidata da Paolo Mandelli, quella fatidica sera del 27 luglio 1993, partì dal distaccamento di via Benedetto Marcello. Devastata dall’ordigno esplosivo, è stata ora restaurata con amore e perizia da parte dei Vigili volontari del distaccamento di Carate Brianza e restituita come reperto storico al Comando provinciale di Milano.

 

CALENDARIO EVENTI

 

Mercoledì 24 luglio 2013

– Ore 19.00, inaugurazione «Mostra fotografica 1993. Via Palestro. Saranno fiori bianchi»
– Pac Padiglione di arte contemporanea, via Palestro 14. Ingresso gratuito. Aperta fino al 15 settembre.

– Esposizione fotografie raccolte negli anni dai Vigili del fuoco del Comando di Milano con i momenti salienti della notte del 27 luglio e delle ore successive all’attentato. Testimonianza fotografica degli interventi dei Vigili del fuoco in quelle drammatiche, cordoglio della gente comune e funerali delle vittime.

– Orari:

– da martedì a domenica, dalle 9.30 alle 19.30
– giovedì, dalle 9.30 alle 22.30
– sabato 27 luglio apertura straordinaria, dalle 13.00 alle 24.00
– lunedì chiuso

 

Sabato 27 luglio 2013

– Ore 9.30, Scoprimento nuova targa commemorativa e deposizione corone
– Pac Padiglione di arte contemporanea, via Palestro 14.

– A seguire cerimonia commemorativa aperta al pubblico presso la Sala conferenze del Pac. Parteciperanno:

– Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano;
– Edmondo Bruto Liberati, Procuratore capo della Repubblica;
– Pier Luigi Maria Dell’Osso, Procuratore nazionale Antimafia aggiunto;
– Silvano Barberi, Comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Milano;
– Tullio Matrangelo, Comandante della Polizia locale.
Interventi moderati dalla giornalista Rai, Paola Maria Anelli.

– Di seguito, conferimento premio nazionale Vigile del fuoco «Carlo La Catena» da parte dell’omonima associazione

– Ore 19.00, Concerto a due organi

– Basilica di Santa Maria della Passione, via Conservatorio 16
– Esecuzioni dei maestri Maurizio Salerno e Antonio Frigé. Brani tratti dal repertorio di Tomás Luìs de Victoria, Johann Sebastian Bach, Johann Pachelbel, Dieterich Buxtehude, Hans Leo Hassler, Georg Friedrich Händel.
– Ingresso gratuito.

– Ore 21.00, Santa Messa in ricordo delle vittime

– Via Benedetto Marcello, 21 – Caserma dei Vigili del fuoco

– Ore 23.15, Momento di raccoglimento con suono della sirena

Via Palestro, 14 – Davanti al Pac

S.P.

 

 

 

 

6 COMMENTI

  1. Articolo toccante! soprattutto per me, siciliana, che delle stragi di quegli anni ha un vivo ricordo. Ben vengano le iniziative volte a non dimenticare mai le atrocità e la sofferenza che la mafia causa.

  2. Onore al corpo dei vigili del fuoco! Negli Stati Uniti sarebbero stati ricordati come degli eroi come in realtà sono. Qui da noi ce ne ricordiamo giusto in queste occasioni ma questa è l’Italia. W L’Italia

  3. Splendida mostra fotografica e molto toccante la visione dell’autopompa.
    Bisognerebbe obbligare tutti i giovani ad andarci invece di stare a rimbambirsi coi loro
    aggeggi elettronici.

  4. Mi aspettavo qualche foto in più detto sinceramente mentre il video trasmesso in uno stanzino della mostra (da morire dal caldo però) è molto commovente. Riposate in pace ragazzi.

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