Rissa sudamericani via Arconati Milano, la segnalazione di un residente: “Si prendevano a colpi di machete!”

macheteDi seguito la segnalazione inviata alla nostra Redazione (redazione@cronacamilano.it) da un residente di via Arconati (zona corso 22 Marzo). Il lettore, durante la notte, ha visto una rissa scatenata in strada, e ferocemente combattuta a colpi di machete. Nel dettaglio:

 

“Stanotte (ore 5) rissa in via Arconati tra sudamericani, a colpi di calci e machete – scrive il nostro lettore, del quale manterremo anonima l’identità.

 

“Almeno un ferito è stato portato via in ambulanza – prosegue il residente.

 

“Sul posto – conclude – sono sopraggiunti anche i Carabinieri”.

 

Ancora da chiarire, comunque, le cause della rissa, che per ora sembrerebbero riconducibili a futili motivi.

 

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Di Redazione

4 COMMENTI

  1. Credo che il livello culturale e morale della nostra società si stia abbassando notevolmente, perché, mentre i nostri migliori cervelli scappano dall’Italia verso la Germania o gli U.S.A., per realizzarsi, da noi giungono, fatte poche distinzioni, schiere di analfabeti o quasi che cercano lavoro e inoltre malintenzionati o delinquenti che i loro Paesi neanche vogliono. Stiamo precipitando nel baratro dell’assuefazione a tutti i mali che ci arrivano dall’estero e nessuno pare accorgersene, neanche a Roma!

  2. e le forze dell’ordine dove sono?
    mai visto fare controlli. Ci sono bar, piazze che sono visibilmente frequentati da delinquenti. Le pattuglie gironzolano, aspettano che succeda il fattaccio e poi con calma si attivano. Sono sicuro che anche le forze dell’ordine sono demoralizzate. Quei pochi che prendono, ci pensano le nostre leggi assurde a rimetterli fuori.
    L’Italia è meta di tutti i ladri del mondo, non rischiano nulla se non di menarsi tra di loro per il controllo dei fari traffici. La colpa è della nostra classe politica che da 20 anni a questa parte ci ha abbandonati.

  3. Avendo assistito alla scena, vorrei precisare che la rissa è iniziata come tale, ma si è trasformata in una vera e propria aggressione ai danni di un ragazzo, rimasto sul pavè nel suo sangue.
    I partecipanti erano solo in minima parte sudamericani, gli altri tutti e tutte italiani.
    Erano ragazzini, questo il dato più sconcertante. Se volete intraprendere grandi sofismi, ragionate su questo: erano adolescenti con una violenza in corpo tale da permettere un pestaggio con calci, pugni, bottiglie di vetro e un machete. Da dove arriva tanta rabbia?
    Le parole dei vostri commenti sono degne della scena alla quale ho assistito quella notte.

    • I ragazzini sono pieni di violenza perché sono costantemente bersagliati da messaggi violenti: la politica è violenta nelle sue più sfaccettate esortazioni, la tv è violenta con trasmissioni al limite dell’incitamento all’odio (sia di classe che razziale), il cinema è violento e devolve al pubblico pellicole di rara crudezza. Altri sono gli esempi che le potrei fare in molti ambiti. Viviamo un periodo di differenza sociale profondissima: chi ha tutto ha un futuro, chi non ha nulla non ha futuro. La sintesi minima è che c’è molta gente inconsciamente disperata (senza speranza) e questo induce alla rabbia che sfocia in rissa se innaffiata dall’alcol.
      Alcuni cittadini mandano messaggi sconfortati, rasseganti, mentre tutto questo avviene. L’avvilimento è nel vedere che a Milano il quadrilatero della moda è intoccabile (rapinatori a parte), le cittadelle della Milanobene sono piene di attenzioni (anche da parte di spacciatori abituali), ma la periferia è sempre e solo periferia. Molti lettori sono esausti e lo sono indipendentemente dal loro orientamento politico. Qui si dibatte liberamente e molte sono le segnalzioni che ci arrivano a prescindere dalla giunta in carica. Se il governo, a tutti i livelli, abbandona lo stato a se stesso, mi pare ovvio che in alcuni casi la rassegnazione diventi rabbia.

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