Mercatini natalizi Milano 2013, Palazzo Marino delega ai Consigli di Zona tutte le decisioni. Vie inibite e critiche

Franco d'AlfonsoDecentramento. Un tema molto presente nel dibattito politico attuale. E che il Comune di Milano ha deciso di ribadire riguardo una questione magari non propriamente centrale per le sorti del Paese ma sicuramente esemplificativa delle esigenze dei cittadini: una su tutte, quella di contare maggiormente nelle questioni che li riguardano più da vicino.

 

MERCATINI NATALIZI AFFIDATI AI CONSIGLI DI ZONA – In vista del prossimo Natale, infatti, saranno i Consigli di Zona, a farsi carico delle decisioni da prendersi riguardo l’organizzazione di eventuali mercatini natalizi.

– E’ quanto stabilito da una delibera approvata venerdì 4 ottobre 2013 dalla giunta comunale.  “Si tratta di un provvedimento che ha come obiettivo l’incremento dell’autonomia delle zone – è stato il commento di Franco D’Alfonso, assessore al Commercio -. Auspico che questa maggiore autonomia renda più animata la città nel periodo natalizio, non solo in centro ma anche nei quartieri periferici”.

 

PIU’ LUCI E COLORI ANCHE IN PERIFERIA – Una scelta, quella di Palazzo Marino, che farà sicuramente piacere ai cittadini delle zone di Milano non propriamente centrali – quindi solitamente poco interessate dalla movida natalizia – ma che, a cominciare da quest’anno, potrebbero vedere trasformarsi, seppure per qualche settimana, il proprio quartiere.

– Una decisione che, come detto, spetterà esclusivamente ai rispettivi Consigli di Zona, i quali, in piena autonomia, dovranno individuare i luoghi più consoni per l’allestimento delle bancarelle, definendone modalità e tempistiche.

– Sarà sempre loro appannaggio anche il reclutamento degli operatori (che siano privati, onlus o associazioni) che si incaricheranno di organizzare le varie iniziative.

– E Il tutto dovrà avvenire rispettando una semplice consegna: attenersi allo spirito del Natale, rispettandone simboli e colori.

 

LIMITI E DIVIETI – Tuttavia, l’elenco delle zone inibite, come da Regolamento del Commercio sulle aree pubbliche, è piuttosto lungo: si va dall’area di Piazza Duomo (comprensiva della Galleria Vittorio Emanuele II, Corso Vittorio Emanuele, piazza San Babila), a quella adiacente via Mercanti (Loggia Mercanti e piazza Mercanti); e poi le piazze della Scala, Liberty, Cordusio, San Fedele, San Carlo,  Castello, per proseguire con le vie Dante, Beltrami; inoltre, l’Arco della Pace, Parco Sempione, Giardini Indro Montanelli, le piazza Diaz, Cadorna e Santa Maria delle Grazie, per finire con corso Buenos Aires e le piazze attigue (piazza Argentina, piazza Duca D’Aosta).

– Nell’elenco vi sono anche le vie e le strade limitrofe a quella sopra elencate già destinate ai mercati settimanali scoperti; nonché i cannocchiali prospettici di tutti gli edifici monumentali di particolare pregio o ubicati in ambiti di vario interesse architettonico, paesaggistico e di ambiente urbano.

 

LE CRITICHE DELL’ASSOCIAZIONE DEGLI OPERATORI DEL COMMERCIO AMBULANTE – Al provvedimento del Comune, però, non sono mancate anche le critiche.

– Immediata, infatti, è stata quella di Giacomo Errico, presidente di Apeca, l’Associazione degli operatori del commercio ambulante di Confcommercio Milano, secondo il quale gli “pseudomercatini, ammantati di chissà quale valore aggregativo, avranno un consistente sconto sul canone di occupazione del suolo pubblico mentre i mercati ambulanti, quelli ‘veri’ che tutto l’anno sono al servizio dei milanesi con i loro prodotti, dovranno continuare a pagare di più”.

 

IL COUNTDOWN E’ SCATTATO. LE CRITICHE.. ANCHE – Sarà possibile organizzare i mercati natalizi dal 1° dicembre al 7 gennaio. Il conto alla rovescia è già iniziato. E a quanto pare, anche le critiche.

 

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S.P.