Gang latinos MS13 Milano, dopo gli arresti, i codici dei gesti e della ritualità Analisi del fenomeno pandillas

Latinos, Questura MilanoAssociazione per delinquere, rapina, lesioni personali aggravate e detenzione e porto di armi da taglio e corpi contundenti. Sono i capi d’accusa con cui martedì 8 ottobre 2013 la Squadra Mobile della Polizia di Stato ha arrestato 25 persone – tra cui 7 minorenni – appartenenti alla Ms-13, una gang di latinos radicata sul territorio milanese. Le indagini erano partite da due casi relativi ad altrettanti tentati omicidi avvenuti a gennaio e febbraio 2011, prima all’interno del metrò Duomo e, successivamente, in piazza Pompeo Castelli. Tutti gli indagati sono di origine salvadoregna, con un’età che va dai 17 ai 36 anni, dimostrazione che quelle che un tempo erano un fenomeno noto col nome di “baby-gang”, per via della giovanissima età degli affiliati, oggi stanno assumendo sempre più i connotati di associazioni per delinquere a tutti gli effetti, andando a confondersi e sovrapporsi con la criminalità organizzata del mondo “adulto”.

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LE PANDILLAS: ORIGINI E DIFFUSIONE – Le “pandillas”, bande di ispirazione latinoamericana, nate a Genova circa 20 anni fa, ma diffusesi rapidamente nelle grandi metropoli soprattutto settentrionali, a Milano hanno trovato terreno fertile per radicarsi saldamente sul territorio. Tanto da arrivare a spartirsi la città come una vera e propria riserva di caccia.

– Nel capoluogo lombardo circa 2.500 affiliati hanno dato origine ad almeno 15 bande, rigidamente strutturate, in cui rispetto, onore e reciproco soccorso ne sono il collante.

– Le più note alle cronache, per episodi non propriamente edificanti, sono i Latin King – una delle gang più diffuse al mondo – e la Mara Salvatrucha 13 (o Ms-13), che nel continente americano, a causa della propria pericolosità, è seconda solo alla mafia.

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MS-13: LO STUDIO DEL GIP ANDREA SALEMME – Sono stati  in particolare i membri della Ms-13 a rendersi protagonisti dei reati sopra menzionati.

– Il gip Andrea Salemme è riuscito a ricostruirne la ritualità dei gesti e il simbolismo dei numerosi tatuaggi con cui i “marero”, gli appartenenti alla Ms13, ricoprono il proprio corpo. A cominciare dalla parte interna delle labbra.

– E’ proprio lì infatti, all’interno della bocca,  in quel lembo di pelle così delicato, che gli iniziati sono obbligati a tatuarsi una scritta che richiami all’appartenenza alla “Mara Salvatrucha”.

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TATUAGGI, SIMBOLI DI APPARTENENZA – Si tratta di un piccolo tatuaggio, quasi invisibile ai più, che sta ad indicare la posizione iniziatica dell’affiliato, ancora lontana dai vertici della scala gerarchica, ma che il marero può sperare di migliorare sul campo, grazie al coraggio e alla temerarietà delle proprie azioni.

– “Con il progredire del suo prestigio nella banda, a seguito delle gesta che lo mettono in luce agli occhi del ranflero – il capo – e di riflesso della massa, tanto più cresce il rilievo del suo ruolo e tanto più diventa percepibile il tatuaggio, che, da interno, si esternalizza – si legge nella nota di Salemme -. Poiché più il guerriero vale, più vale il suo tatuaggio, sia in termini di simbologia che di visibilità”.

– Tatuaggi che, come fossero i gradi appuntati sulla divisa del marero, diventano la cartina tornasole della sua escalation all’interno della banda.

– Riti iniziatici e simbolismi che potrebbero essere superficialmente liquidati come grotteschi tentativi di imitazione delle potenti gang d’Oltreoceano, ma che in realtà richiamano alla mente i comportamenti delle tribù studiate dalle scienze etnoantropologiche e quindi, come tali, meritevoli di studi approfonditi che ne svelino i significati più reconditi.

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UN LINGUAGGIO VERO E PROPRIO. Per Salemme, quello dei Ms-13 è un linguaggio vero e proprio, i cui tatuaggi altro non sono che “simboli eloquenti per marcare l’appartenenza e dunque il riconoscimento, indelebili perché indelebili sono i tatuaggi, che da un lato richiamano l’appartenenza alla Mara Salvatrucha (…), dall’altro lato però palesano la posizione soggettiva man mano conquistata nell’associazione, che dunque disvela un profilo carrieristico-militare”.

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SIMBOLOGIA DEI TATUAGGI – La simbologia dei tatuaggi è molto varia. Salemme ne cita qualche esempio:

– il tatuaggio di due mani giunte, per esempio, “conosciuto come ‘il benedetto’, simboleggia il perdono che si chiede alla madre per la ‘vita pazza’. Alcune volte figura la legenda ‘perdonami per farti soffrire’ e altre frasi simili, che invocano il perdono alla madre. Gli adepti, invece, prodi sino al punto di vantare omicidi alle spalle, esibiscono il teschio a significazione delle vittime”.

 

INDAGINI ATTUALMENTE IN ATTO – Quello che auspica  il gip Andrea Salemme è che il prosieguo delle indagini possa consentire di apportare ulteriori novità al suo lavoro di ricerca sulla Mara Salvatrucha, al fine di prevenirne i reati e le violenze. Un lavoro non facile, considerata la complessità del fenomeno, ma che negli ultimi mesi, grazie alle numerose custodie cautelari effettuate, comincia a dare i suoi frutti.

 

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S.P.