Incendio Cie via Corelli Milano. Gussoni, Croce Rossa Lombardia: “In tre anni e mezzo persi 5 milioni di euro”

Gussoni-CRIEnnesimo incendio doloso presso il Cie di via Corelli. Si tratta del quinto in soli due mesi ed è stato appiccato domenica pomeriggio, da parte di alcuni ospiti della struttura per protestare contro le critiche condizioni igienico-sanitarie in cui verserebbe il centro.

 

LE FIAMME E L’INTERVENTO VV.FF. – Ad essere carbonizzato è stato il settore D, dopo che un manipolo di immigrati, secondo quando comunicato dalle forze dell’ordine, ha dato fuoco ad alcune lenzuola, materassi e altre suppellettili facilmente infiammabili.

– Presto, però, le fiamme hanno finito con l’interessare anche gli adiacenti settori C ed E. Solo il pronto sopraggiungere dei Vigili del Fuoco con 4 camion, seguito dall’arrivo delle forze di Polizia, ha permesso di domare le fiamme, scongiurando ulteriori danni all’edificio.

– L’azione scellerata, fortunatamente, non ha provocato alcun ferito; davanti agli occhi dei soccorritori solo l’avvilente spettacolo di muri anneriti, letti e mobilio distrutti, vetri rotti.

 

I DANNI ALLA STRUTTURA – L’incendio ha reso inagibili tutti e tre i settori coinvolti dal rogo – che vanno così ad aggiungersi a quello dato alle fiamme nel mese di settembre – e pertanto sono stati dichiarati “igienicamente inagibili”.

– Il numero di posti della struttura è così calato di due terzi, portando la ricettività del centro da circa 130 a soli 28 posti. Un numero, quest’ultimo, che la Croce Rossa, attuale assegnataria della gestione del Cie (seppur in proroga forzata), per questioni di sicurezza ha ritenuto idoneo a fronte, invece, dell’iniziale richiesta della Prefettura di continuare ad ospitare 98 persone.

– Si è reso così necessario lo smistamento di circa 60 persone presso altri centri di accoglienza (si è sentito parlare anche della Sicilia).

 

INDAGINI POLIZIA E FERMI – Le indagini della Polizia proseguono da domenica. Grazie anche all’ausilio dei filmati delle telecamere di sorveglianza, è stato possibile individuare e arrestare i 9 presunti responsabili, tutti di nazionalità nordafricana o orientale. Non si esclude, comunque, che il numero delle persone coinvolte possa aumentare nelle prossime ore.

 

LA PROBLEMATICA GESTIONE DEL CIE – Lo scorso 31 ottobre è di fatto scaduta la convenzione che lega la Croce Rossa alla Prefettura di Milano per quanto concerne la gestione del Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati clandestini di via Corelli.

Il bando lanciato dalla Prefettura di Milano negli scorsi mesi si era  concluso ad agosto con un nulla di fatto. Il criterio del “prezzo più basso” (con un tetto massimo di 30 euro a persona),  infatti, non aveva permesso di individuare alcun concorrente in grado di offrire garanzie sufficienti per la gestione del centro.

 

IL NUOVO BANDO – La Prefettura, così, ha lanciato un nuovo bando che scadrà il prossimo 22 novembre. Il tetto per l’assegnazione del servizio è stato però alzato dagli iniziali 30 a 40 euro di spesa giornalieri.

– Nel frattempo, la Croce Rossa, vecchia assegnataria del servizio al costo di 60 euro a persona, ha dovuto prorogare la convenzione che la lega alla Prefettura milanese – pena una denuncia per interruzione di pubblico servizio – per altri tre mesi, adeguandosi così alle condizioni economiche del nuovo bando.

– Di un nuovo gestore, così, se ne riparlerà non prima del 31 gennaio 2014, anche se una postilla del contratto, firmato dalla Cri con la Prefettura di Milano, prevede la prorogabilità di quest’ultimo fino a un massimo di sei mesi se in presenza di un bando in corso.

 

LA POSIZIONE DELLA CROCE ROSSA – A tal proposito, Maurizio Gussoni, Commissario della Croce Rossa Italiana di Lombardia (nella foto) ha dichiarato a CronacaMilano: “Abbiamo provato più volte, con la controparte (la Prefettura milanese, n.d.a.) a far modificare il contratto, perché per noi è estremamente penalizzante, ma non abbiamo mai trovato la disponibilità”.

– “Il 31 ottobre la nostra convenzione avrebbe dovuto scadere, ma la Prefettura, 4-5 giorni prima della scadenza, ha emanato questo bando per la ricerca di un nuovo soggetto gestore che, così, ci ha ritirato in mezzo, facendoci continuare a perdere soldi su soldi”, ha proseguito il presidente di Cri Lombardia.

– Dalla stipula della convenzione, infatti – avvenuta circa 3 anni e mezzo fa -, la Croce Rossa ha denunciato perdite per circa 5 milioni di euro. Questo, perché “al momento della stipula della firma della convenzione, è stata calcolata una presenza giornaliera nel centro di circa 120-130 persone (e per cui la Cri avrebbe dovuto percepire, per le spese di sostentamento pro die di ciascun immigrato, circa 60 euro a persona n.d.a.) – sottolinea Gussoni -. Con l’obbligo da parte nostra di garantire, quindi, servizi e personale tarati su quel numero. Per motivi sociali, politici e via dicendo, invece, il numero delle presenze, col passare dei mesi, è calato drasticamente. Tutto questo, ovviamente, si è tradotto in un enorme ammanco per la Croce Rossa”.

– Alla luce di ciò, i 40 euro giornalieri a persona percepiti ora dalla Croce Rossa sembrano quasi una beffa: “Sotto il profilo umanitario – conclude Gussoni – sono felice che di queste persone se ne occupi la Croce Rossa, perché conosco molto bene la qualità dei nostri interventi. Però non mi spiego perché dobbiamo essere noi a trovarci in difficoltà, poiché ci siamo accollati una spesa che lo Stato non è in grado di gestire”.

 

L’ALLARME DELLA CGIL – La Cgil Lombardia, inoltre, ha lanciato un grido di allarme rivolto alle istituzioni. La richiesta è quella di “investire in questo servizio. Altrimenti si rischia di cedere in qualità e di lasciare a casa 46 operatori da anni attivi nel centro”.

 

LA REPLICA DELLA PREFETTURA – Sulla questione si attende la replica della Prefettura di Milano.

 

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S.P.