Indagine sull’illegalità Confcommercio Milano, in Lombardia il fenomeno costa 3 miliardi di euro l’anno, 1,6 miliardi a Milano

sequestro Gdf MilanoSi è svolta ieri, a Milano, la Giornata di mobilitazione Confcommercio “Legalità, mi piace”. Durante l’evento, il dato predominante ha riguardato il “costo” dell’illegalità che, in Lombardia, raggiunge i 3 miliardi di euro. Solo a Milano e provincia, per le imprese del terziario (commercio, turismo, servizi), il conto del 2013 sarà di 1,6 miliardi di euro e, un terzo della cifra riguarda il solo settore della moda. Si tratta quindi di risorse sottratte ai fatturati di imprese e operatori in regola che vendono prodotti e servizi con una ricaduta negativa per l’intera collettività; diretta conseguenza, ha rilevato Confcommercio, è che 10.000 imprese in Lombardia (4 mila a Milano e provincia) e 35 mila posti di lavoro in Lombardia (18mila a Milano e provincia) sono a rischio. Più basse, quindi anche le conseguenti entrate fiscali/contributive.

 

L’ACUIRSI DELL’ILLEGALITA’ – L’indagine analizzata durante l’incontro, condotta da Confcommercio in collaborazione con Format Research, ha rilevato che, rispetto a tre anni fa, nell’ultimo anno, tre imprese lombarde su dieci segnalano l’acuirsi dell’illegalità (dalla contraffazione all’abusivismo commerciale) nel territorio nel quale operano.

– E’ +25,6%, invece, il saldo tra gli imprenditori che considerano in aumento il fenomeno della illegalità nel proprio territorio, al netto di coloro che lo ritengono in flessione (Italia + 27,7).

 

LA CONCORRENZA SLEALE – Il fattore che pesa di più alle imprese del terziario, invece, è la concorrenza sleale in generale (50,9% – 61,9 Italia), con una riduzione dei ricavi/mancate vendite del 37 – 40,7% in Italia.

 

L’AGGRAVANTE DELLA CRISI – Il 44,7% dei lombardi, inoltre, è “molto” o “abbastanza” d’accordo con l’affermazione “L’acquisto dei prodotti illegali o l’utilizzo di servizi irregolari è piuttosto normale e per di più si rivela utile per coloro che sono in difficoltà economiche” (almeno un lombardo su dieci quest’anno ha acquistato almeno una volta un prodotto o un servizio illegale).

– La crisi, quindi, sembrerebbe incidere sul fenomeno e la sua entità.

 

PERCHE’ SI COMPRA MERCE CONTRAFFATTA? – Sempre per i lombardi (risposte multiple) le motivazioni prevalenti nell’acquisto di prodotti/servizi illegali sono:

– “perché si pensa di fare un buon affare risparmiando” (66% – Italia 62,7);

– “perché non si hanno soldi per comprare prodotti legali o un servizio abusivo costa meno” (52% – Italia 52,1);

– “perché i prodotti illegali costano comunque meno rispetto a quelli non illegali” (51,8% – Italia 47,3);

– “perché anche se pericoloso è più economico e si risparmia” (27,9% – Italia 35,4).

 

LE RICHIESTE DI CONFCOMMERCIO ALLA CLASSE POLITICA – Confcommercio Milano, che sostiene l’azione delle forze dell’ordine, ritiene che la lotta all’illegalità dipenda soprattutto dalla volontà  politica di portarla avanti con efficacia.

– “Chiediamo – afferma Peserico – tolleranza zero nei confronti di abusivismo e contraffazione, con un maggior presidio  del territorio, utilizzo diffuso delle telecamere, impiego rafforzato dell’esercito nei presidi fissi in modo da alleggerire i compiti delle forze dell’ordine che possono concentrare la loro azione operativa, campagne di informazione e sensibilizzazione sui fenomeni illegali, a cominciare dalle scuole”.

– “Da parte nostra vi è un’immediata disponibilità – propone Pesericoa intensificare il rapporto con le istituzioni lavorando insieme nell’interesse di tutti. Pensiamo, da subito, ad audizioni della nostra Organizzazione presso il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La collaborazione, infatti, è il miglior scudo contro l’illegalità: perché solo con tanti occhi se ne può capire la reale dimensione”.

– “Come afferma il nostro presidente Carlo Sangalli,– ha concluso Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio – l’illegalità è un’economia parallela e subdola che sta danneggiando gravemente l’economia reale già  piegata da una crisi senza precedenti”.

 

 

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Di Redazione

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