Degrado Centro sportivo Carraro via dei Missaglia Milano, il punto della situazione con il consigliere di Zona 5 Massimiliano Toscano

Centro Sportivo CarraroNon ha nemmeno trent’anni di vita e già cade a pezzi. Spogliatoi fatiscenti, la caldaia che d’inverno non scalda le docce, impianti e infrastrutture decadenti. Perfino topi e bisce che dalle erbacce si sono infilati fin dentro gli spogliatoi trovando lì un habitat ideale. Per non parlare, poi, della pioggia che spesso, quando cade copiosa, filtra da alcune intercapedini presenti nel soffitto, rattoppato alla bell’e meglio, allagando palestre e magazzini.

 

27 ANNI DI ONORATA CARRIERA – Vista così sembrerebbe la descrizione di una struttura abbandonata, eretta decenni fa in chissà quale zona sperduta della Penisola.

– Il Campo sportivo comunale “Luigi Carraro”, invece, 27 anni di onorata carriera alle spalle, uno dei due centri sportivi di zona 5 insieme al Forza e Coraggio di via Gallura, sorge a Gratosoglio, in via dei Missaglia 146. Ed è perfettamente funzionante. O, almeno, ci prova.

 

L’ALLARME DEL CONSIGLIERE MASSIMILIANO TOSCANO – L’allarme ci arriva per mezzo di Massimiliano Toscano, consigliere di zona 5, militante nel Gruppo misto, che nei giorni scorsi ha presentato un‘interrogazione all’assessorato allo Sport, facendosi portavoce del malcontento di buona parte delle società sportive – calcio e atletica leggera su tutte – che operano all’interno del Carraro. E quella che ne è emersa è una situazione davvero al limite del paradossale.

– “Questo esperimento gestionale – ci racconta il consigliere – doveva vedere un servizio di manutenzione ordinaria, spese comprese, da parte dei gestori. Ora, la domanda che mi sono posto – insieme con molti fruitori della struttura – è se questa sia mai stata fatta”.

 

“COSTI ASSURDI, IN CAMBIO DI BRICIOLE” – I ragazzi e i dirigenti dell’atletica, che si sentono anche i più colpiti da questa mala gestione del centro, lamentano l’assenza totale della manutenzione, anche riguardo le questioni più ordinarie.

– La Nuova Atletica 87, che insieme con l’Unione Sportiva Milanese vive quotidianamente questo scempio sulle piste d’atletica, ha documentato tutto. Nel suo blog le foto parlano da sole: muschio sulle piste, sabbia per il salto in lungo mancante in buona parte;  righe delle piste consumate o assenti del tutto; materassi per il salto in alto o con l’asta consunti. E poi la palestrina per il riscaldamento allagata dalla pioggia o gli attrezzi lasciati a marcire senza protezioni nel magazzino. Una situazione degradante, tanto che farsi la doccia con l’acqua fredda, come accade sovente, alla fine è quasi l’ultimo dei problemi.

 

MANUTENZIONE IN PROPRIO – La manutenzione, così, finisce che spesso bisogna farsela da soli. Ordinaria o straordinaria che sia.

– Come ha dichiarato qualche mese fa, al “Giorno”, lo stesso direttore della Nuova Atletica 87, Luciano Bagoli: “La pista è logora, la teniamo pulita noi. Le assi della pedana del lungo sono marce, la struttura del salto con l’asta non è mai più stata ripristinata dopo che due anni fa cadde per il vento, i materassi del salto in alto sono inadeguati”. Si era a dicembre 2013, ma le cose, da allora, sono rimaste sostanzialmente le stesse.

 

BISCE E TOPI NEI CORRIDOI E NEGLI SPOGLIATOI – Se l’atletica piange, neanche i ragazzi del pallone se la passano poi così tanto bene.

– Tempo fa, alcuni volontari dei Red Devils – la nuova scuola calcio del Milan approdata al Carraro lo scorso anno – hanno fatto manutenzione alla zona verde del centro. Sono stati ripuliti dalle erbacce e ripristinati i due campi regolamentari in erba, i due campi sintetici per il calcio a 5, lo spazio dell’atletica e i profili del tennis. Armandosi di buona volontà e, come si diceva una volta, con tanto olio di gomito.

– Durante le “pulizie”  alcuni ospiti indesiderati, bisce e topi, sono stati avvistati all’interno di alcuni corridoi, proprio vicino agli spogliatoi dove i bambini si fanno la doccia. I rettili sono stati catturati senza non poche difficoltà mentre i roditori se la sono svignata, probabilmente, verso la vicina campagna del Ronchettino.

 

QUELLE ESOSE TARIFFE D’AFFITTO – Oltre al danno, però, si è aggiunta anche la beffa. Economica. La Fidal, per consentire ai club affiliati di svolgere la propria attività sportiva, da sempre provvede a stipulare con l’assessorato allo Sport del Comune di Milano una convenzione per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali dietro il pagamento di relative quote.

– Una situazione in linea con altre strutture milanesi. Se non fosse che al Carraro anche gli under 12, solitamente accolti gratuitamente altrove, devono pagare una quota d’ingresso. E la cosiddetta “palestrina” per gli allenamenti – contravvenendo alla circolare Fidal che ne contempla l’utilizzo gratuito se funzionale all’attività in pista – viene affittata a 13 euro l’ora. Una cifra che, messa insieme alle altre voci delle spese, si attesta sui 16-17 mila euro l’anno, e che Bagoli giudica “spropositata per i servizi non resi”.

 

E I GESTORI CHE RUOLO HANNO? – A questo punto, la domanda sorge spontanea: come mai, chi dovrebbe occuparsi di tutto ciò, ovvero il gestore del centro, sembra essersi tirato fuori anzitempo, nonostante il contratto stipulato con il Comune di Milano il 30 agosto 2012 gli imponga ben altro?

– Dal 2012 la struttura è gestita da Us Acli e Csi (Centro sportivo italiano), i due enti che si sono aggiudicati il bando indetto dall’assessorato. Con loro è stato stipulato un contratto biennale, in via sperimentale, in scadenza proprio quest’anno.

– Contratto alla mano si legge che “gli Enti sono tenuti a promuovere e mantenere l’attività sportiva praticabile (…)”. Basterebbe questo per mettere il gestore davanti alle sue responsabilità. Se non fosse che poco più avanti, si scopre  che “gravi mancanze o negligenze nella manutenzione o nella messa a norma” possono provocare la decadenza o la revoca dello stesso contratto. Non solo. Alla voce “manutenzione e spese ordinarie” compare, nero su bianco, che “gli Enti hanno l’obbligo di effettuare a proprie spese tutte le opere di manutenzione ordinaria, per conservare l’impianto sportivo in buono stato di efficienza e di igiene (…) per tutta la durata del contratto”. Insomma, non si scappa.

 

POCA CHIAREZZA SUL PROSSIMO BANDO – Tuttavia, prosegue il consigliere Toscano, “già si parla del prossimo bando o di cosa verrà deciso. Ma al momento nessuno sa se sarà concessa una deroga o subentrerà un nuovo gestore“.

– A confermarlo è stato anche l’incontro avvenuto lo scorso 6 maggio tra le associazioni sportive, l’assessore allo Sport Chiara Bisconti e il presidente della Commissione sport di zona 5, Roberto Repossi. “E a cui, purtroppo – lamenta Toscano – non sono stati invitati i consiglieri dell’opposizione. Difficile, in questo modo, mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione per poter cambiare questa situazione“.

 

SBLOCCATI I FONDI STANZIATI DAL COMUNE – Ma se a riguardo del nuovo bando le idee sono ancora confuse, da Palazzo Marino arriva anche qualche buona notizia. “Quel che è certo – prosegue il consigliere – è che verranno finalmente investiti i 700 mila euro stanziati qualche mese fa dal Comune. I lavori, probabilmente, inizieranno entro giugno e serviranno al rifacimento di un’ala degli spogliatoi.

– Ed entro l’anno prossimo, inoltre, il Carraro potrà beneficiare di ulteriori 2 milioni e mezzo di euro circa, soldi che saranno destinati ad altri importanti interventi di ristrutturazione. Un evento più unico che raro, considerato che quello di via dei Missaglia sarà l’unico centro sportivo di Milano interessato da un investimento così consistente (circa 3 milioni di euro, n.d.a.)“.

 

E’ NECESSARIA MAGGIORE TRASPARENZA – In questi tempi di ristrettezze economiche, però, c’è quanto mai bisogno di maggiore trasparenza.

– “Non importa chi sarà il nuovo gestore – sottolinea Toscano – ma sarà fondamentale rendere il più limpidi possibili e pubblici non solo i costi di gestione e i dati economici ma anche i doveri, nel dettaglio, di chi si farà carico di portare avanti il Carraro. Tuttavia, penso che una assegnazione diretta alle associazioni con un’intermediazione molto rivista e ridimensionata, sarebbe forse la soluzione migliore”.

– Per concludere, il consigliere del Gruppo misto, volge lo sguardo anche ai meno abbienti, lanciando un invito: “In un quartiere sempre più popoloso e con tanti problemi come Gratosoglio, diventa fondamentale introdurre una politica di calmierizzazione delle tariffe, di modo da poter garantire l’accessibilità allo sport anche ai meno abbienti. Come fa a proprie spese, per esempio, l’Associazione calcio Red Devils, che permette di allenarsi anche a ragazzi disagiati non in grado di pagare alcuna quota associativa”.

– Perché lo sport è un diritto e, come diceva il noto barone De Coubertin, “una possibile fonte di miglioramento interiore“.

 

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S.P.