Pisapia su esondazione Seveso Milano: “Se fossimo stati avvertiti in tempo, avremmo evitato questa situazione”

PisapiaDanni per le attività commerciali stimati in 6 milioni di euro, e residenti disperati per un dramma che dura da anni, e rende la qualità di vita della zona sempre più intollerabile.

 

L’ultima esondazione del Seveso, avvenuta nella notte di martedì 8 luglio 2014 e proseguita per le successive 12 ore, ha recato conseguenze per tutti: il quartiere Isola è stato allagato ed è rimasto al buio; la fermata della metropolitana M5 Istria sono state chiuse momentaneamente; la circolazione si è paralizzata con code già dalle 7 del mattino; diversi cittadini sono rimasti bloccati a causa dei cortili allagati; senza sosta l’attività dei Vigili del Fuoco, e della protezione civile, per aspirare l’acqua esondata, ostacolati da disagi causati dalla mancanza di corrente in alcuni quartieri.

 

Sono circa 40 le vie coinvolte dal disastro, con l’ “epicentro”, puntualmente, nel quartiere Niguarda. A raggiera, tutto intorno, nel marasma  anche viale Suzzani, via Ca’ Granda, viale Fulvio Testi, viale Sarca, piazza Sondrio, piazzale Lagosta e l’intero quartiere Isola, con ripercussioni (soprattutto circa la viabilità) anche presso viale Monteceneri, il cavalcavia Bacula, viale Jenner, via Lancetti.

 

Una volta arginata l’ennesima emergenza, però, è tempo di bilanci e stima dei danni (anche questa, ormai, pratica prevista ‘per prassi’ a seguito delle esondazioni del Seveso).

 

Secondo Confcommercio sarebbe di 6 milioni e mezzo di euro il danno per le attività commerciali della zona, costrette a sospendere temporaneamente lo svolgimento dei propri esercizi, tra l’altro in pieno inizio saldi: la mancata attività, infatti, non si limiterebbe al giorno stesso dell’esondazione, ma anche ai successivi, durante i quali aree e spazi vanno ripristinati.

 

“Con il Seveso non si può certo andare avanti così di emergenza in emergenza: chiediamo al Comune l’immediata convocazione straordinaria dei Duc (Distretti urbani del commercio) Pratocentenaro e Isola”, ha detto Giorgio Rapari, vicepresidente di Confcommercio Milano. – “Gli eventi climatici come quelli che stanno accadendo – sottolinea Rapari  non possono essere affrontati con sorpresa e rimpalli di responsabilità fra istituzioni, ma vanno preventivati anche dal punto di vista economico e dei danni subiti”.

 

“Gli allagamenti e quanto poi segue – aggiunge Carlo Proserpio, presidente di Ascopratocentenaro (l’Associazione dei commercianti della zona Ca’ Granda-Niguarda interessata all’esondazione assieme al quartiere Isola) – significano, oltre ai grandi disagi con un quartiere invaso da fanghiglia, almeno tre giorni di sicuro sostanziale stop nel lavoro”.

 

Sereno, dalla sua, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che ha ricondotto la gravità di dell’esondazione e dei conseguenti danni al fatto di “non essere stati avvertiti in tempo”:

 

“Abbiamo fatto tutto il possibile. Chiedo scusa ai cittadini, ma se fossimo stati avvisati in tempo avremmo evitato questa situazione“, ha detto Giuliano Pisapia, intervenendo in consiglio comunale e spiegando di avere seguito in prima persona l’evolversi dell’emergenza “dalle due di questa notte”.

 

Il sindaco ha poi assicurato l’impegno dell’Amministrazione a “risarcire” i cittadini della zona nord della città per i danni subiti, impegno poi ribadito in aula anche dall’assessore alla Sicurezza Marco Granelli: “Intendiamo risarcire i cittadini – ha precisato Granelli – perché pensiamo che l’Amministrazione debba essere vicina ai cittadini facendosi carico non solo degli interventi di protezione civile, ma anche dei danni subiti e delle spese che dovranno sostenere”. Per questo, ha spiegato Granelli “siamo impegnati nella raccolta dei dati sui danni: vogliamo quantificare con attenzione i danni subiti sia dalla collettività sia dai singoli cittadini”.

 

Ancora parole, dunque, ancora promesse che per centinaia di cittadini diventano speranza per un futuro migliore che, secondo la campagna elettorale della giunta arancione, avrebbe dovuto essere presente già da un pezzo. E mentre le Autorità fanno scarica barile, la città continua a sprofondare.

 

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Di Redazione

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