Uomo eritreo aggredito da pastore tedesco Milano, aizzato da romeni per motivi razziali

Incidente OrsenigoLì per lì, i pugni e i calci ricevuti non devono essergli sembrati nulla rispetto al rischio di essere sbranato vivo da un pastore tedesco. Un’ipotesi quanto mai realistica, considerati i due potenti morsi ricevuti dal cane. E’ l’incredibile vicenda accaduta lo scorso 26 agosto (ma la vicenda è stata resa noto solo nelle ultime ore) che ha avuto come protagonista un malcapitato cittadino eritreo, presso la stazione ferroviaria Greco Pirelli. L’uomo è stato malmenato per questioni razziali da due ragazzi romeni i quali, non contenti della loro superiorità numerica, gli hanno scagliato contro anche il loro cane.

 

AGGREDITO PER IL COLORE DELLA PELLE – Secondo quanto riportato dalle forze di Polizia, la vittima, un 55enne residente a Milano, stava camminando all’interno della stazione quando i due giovani gli si sono avvicinati con fare molto aggressivo.

– Dopo averlo sbeffeggiato e insultato per il colore della sua pelle, gli hanno strappato il cellulare dalle mani, salvo poi restituirglielo subito dopo. All’improvviso, però, uno dei due delinquenti ha pensato bene di sguinzagliargli contro il loro pastore tedesco. Il cane ha subito morso al corpo la vittima che poi, come se non bastasse, si è vista piovere addosso calci e pugni da parte dei due aggressori. Terminato il pestaggio, i romeni sono saliti a bordo di un treno in partenza.

 

“QUEI MUSULMANI CI UCCIDERANNO TUTTI!” – E’ stata la stessa vittima, poco più tardi, aiutata da alcuni testimoni, a denunciare quanto accaduto alle forze dell’ordine.

– La coppia è stata così fermata dagli agenti alla stazione successiva di Lambrate e portata presso gli uffici della Polfer. A quel punto, però, invece di arrendersi all’evidenza, i due romeni hanno cominciato ad inveire anche contro i poliziotti, fino ad arrivare a spaccare alcune sedie e vetri del locale.

– «Quel negro di m…. se ne è andato e noi siamo qui, non capite che quei musulmani di m…. ci uccideranno tutti, a noi e a voi». Sarebbero state queste le parole con cui i due giovani avrebbero giustificato il loro gesto e la successiva reazione nei confronti degli agenti.

 

PROCESSO PER DIRETTISSIMA – Processati per direttissima, sono stati condannati a 10 mesi con la sospensione condizionale della pena. Sono tuttora aperte, invece, le indagini a loro carico per lesioni aggravate dall’odio razziale.

– Il loro cane è stato sequestrato e ricoverato in un canile. Per quanto riguarda la vittima, le ferite riportate soprattutto ad una  spalla sono state giudicate guaribili in sette giorni.

 

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S.P.

Foto: di archivio

 

 

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