Rissa tra operai e padroni azienda Cassina de’ Pecchi, cinque i feriti

AggressioneBotte da orbi tra “operai e padroni”, come durante la grande ondata di rivolte operaie che interessò il nostro Paese negli anni 60-70. Ma i tempi sono cambiati: niente dittatura del proletariato sul piatto della bilancia, ma la richiesta di più garanzie e diritti per i lavoratori. Anche a costo dello scontro. E scontro è stato. Ieri mattina, a Cassina de’ Pecchi, presso uno stabilimento per il recupero e la rigenerazione di materie plastiche, se le sono date di santa ragione. Il bilancio, su 30 coinvolti, è di 5 persone.

 

SCIOPERO PERMANENTE DAL 19 MAGGIO – Teatro della vicenda è un’azienda – da diversi mesi a questa parte – già al centro di numerose proteste per via della “scarsa sicurezza e serenità nell’ambiente lavorativo, per le buste paga da fame, per il carente inquadramento contrattuale e le dure condizioni di lavoro”  (fonte www.fuoricaldomune.it) a cui sottoporrebbe i suoi dipendenti, in gran parte stranieri.

– La causa di tutto questo? Quei continui cambi di cooperative a cui i vari gestori dell’impianto sarebbero ricorsi negli anni, all’insegna di una vera e propria gara al ribasso in fatto di stipendi, diritti e garanzie lavorative. Si parla di “stipendi da fame” di circa 700 euro per 150 ore di lavoro mensili svolte in assenza delle benché minime condizioni di igiene e sicurezza.

– E così, dal 19 maggio scorso, circa 60 operai sono impegnati, tra una carica della polizia e l’altra, in uno stato di agitazione ad oltranza, affinché venga applicato loro il contratto nazionale del lavoro, a salvaguardia dei propri diritti e per un più congruo inquadramento contrattuale.

 

ORE 7 DEL MATTINO: LA SITUAZIONE DEGENERA – Ma ieri mattina, purtroppo, dopo gli scontri dei mesi scorsi, la situazione è degenerata per l’ennesima volta. Intorno alle 7, infatti, un gruppo di ex operai della precedente cooperativa che aveva in carico l’impianto, ha tentato di impedire l’accesso in fabbrica non solo ai nuovi dipendenti, ma anche ad alcuni rappresentanti della nuova proprietà.

– Sono volate parole grosse e minacce. Poi, però, la situazione è degenerata. Spintoni, calci e pugni hanno finito col coinvolgere più di 30 persone. Solo l’intervento Carabinieri di Cassano d’Adda è riuscito a placare gli animi e a scongiurare il peggio.

– Il bilancio finale è di 5 persone contuse trasportate agli ospedali di Melzo e Cernusco sul Naviglio.

 

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S.P.

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