Zeffirelli contro Scala Milano, “Scorrettezza imperdonabile vendere l’Aida al Kazakistan”

Scala_di_MilanoMilano & cultura: un binomio in questi giorni più che mai infuocato. Appena comunicata, infatti, la decisione degli stiliti Dolce & Gabbana di restituire l’Ambrogino al Comune, problemi anche per la Scala, travolta dalla rabbia di Franco Zeffirelli per aver venduto la sua Aida del 2006 al Kazaistan: “Una sorta di vendetta da parte dei ‘cervelloni’ della Scala che stanno pensando a me come un artista da dimenticare”, ha spiegato il regista 91enne, che rincara: una “infame procedura”, che “richiederà, fermamente, l’intervento della magistratura”.

 

Da qui una lettera aperta che chiarisce l’accaduto e non lascia dubbi sulla posizione del regista:

 

“Nel turbine dei miei impegni di lavoro – scrive Zeffirelli – che mi accompagnano e suscitano in me, lo confesso, un naturale piacere che riempie il mio cuore, nonostante l’età, debbo però stare bene attento a quello che entra nei miei ricordi con soddisfazione e quello che, qualche volta, suscita il mio vivo disappunto. E’ il caso dell’infame e bestiale destino con cui La Scala ha gestito la mia ultima creazione di Aida nel 2006.

 

“Si trattava in effetti e con tutta umiltà della migliore produzione di questo capolavoro che abbia mai portato al pubblico – prosegue il maestro – e che ora è stata incredibilmente cacciata dal repertorio scaligero e venduta non scherzo, al teatro di Astana, in Kazakistan! Un destino purtroppo imprevisto perché questa vendita repentina ha trattato come merce avariata questo mio spettacolo che io reputo di grande valore e merito.

 

“Ho sempre considerato, a volte con sollievo – spiega ancora il regista – quando un mio spettacolo usciva dal repertorio di altri teatri ma questa volta, non soltanto per il cieco affetto dell’autore ho visto una sorta di vendetta da parte dei ‘cervelloni’ della Scala che stanno pensando a me come un artista da dimenticare.

 

Chiedo quindi una chiarificazione – conclude Zeffirelli – che spieghi senza dubbi e menzogne, da parte della Scala, le ragioni di una scorrettezza imperdonabile che hanno compiuto da padroni di un allestimento la cui eccellente qualità è stata largamente provata. L’infame procedura della Scala richiederà, fermamente, l’intervento della magistratura“.

 

Al momento, la Scala ha replicato dichiarando «amarezza e incredulità» per quanto scritto da Zeffirelli, rispetto al quale sono stati rimarcati stima e apprezzamenti.

 

Per quanto riguarda l’allestimento, la posizione della Scala è però chiara, in quanto si tratterebbe di una “esclusiva proprietà del teatro”, tenuto quindi a disporne a suo giudizio.

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Di Redazione

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