Occupazione case Aler Milano, è emergenza. Interviene il Prefetto

Prefetto Tronca 21-08-13 0aVerrebbe da dire che a continuare a buttare la polvere sotto il tappeto, prima o poi si crea una montagna. Questo, infatti, quanto è accaduto con il problema delle occupazioni delle case Aler di Milano: un dramma che negli ultimi mesi si è drasticamente aggravato, in quanto a quantità e violenza, ma comunque un dramma assolutamente noto alle istituzioni cittadine.

 

Era stata la stessa Aler, lo scorso mese, a diffondere i dati dei precedenti 3 mesi di attività:

– 913 INTERVENTI IN 3 MESI – Secondo quanto comunicato, a partire da giugno 2014, sul patrimonio di Aler e del Comune “sono state effettuate centinaia e centinaia di uscite da parte dei Tutor che, con 943 interventi complessivi sul territorio (di cui 516 per tentata occupazione e più della metà risolti con esito positivo) hanno recuperato un totale di 147 alloggi, di cui 107 in flagranza e 40 attraverso un programma di escomi predisposto in condivisione con tutte le altre Istituzioni”.

516 LE TENTATE OCCUPAZIONI – Nel medesimo periodo, inoltre, sarebbero state ben 516 le tentate occupazioni, seguite da 264 interventi di recupero in flagranza (di cui 153 con il supporto delle forze dell’ordine, degli assistenti sociali in 5 casi e del solo personale Aler in 111 casi).

252 LE OCCUPAZIONI RIUSCITE – Sono invece 252 quelle andate a segno, secondo Aler, delle quali 197 “realizzate per il mancato intervento delle forze dell’ordine” e 148 per “mancato intervento degli assistenti sociali”.

– In proposito, Aler ha specificato che “in quanto proprietaria degli immobili” non può “autonomamente allontanare gli occupanti”, poiché in molti casi è “assolutamente indispensabile l’intervento delle Forze dell’Ordine e/o degli assistenti sociali”.

 

LA PAROLA AI RESIDENTI REGOLARI – Oltre a tutto ciò, le richieste disperate da parte dei residenti regolari, ormai costretti “a vivere nella paura giorno e notte, per sé e per i propri figli”.

In via Tommei, una tra le zone più gravate dal problema, una residente ha portato un quadro molto chiaro della situazione, spiegandoci: Non possiamo dormire di notte, per la paura di sentire che stanno rompendo la lastra di zinco al vicino appartamento vuoto. Poi, anche la lastra di zinco viene fatta a pezzi, e venduta.

– “Questo era un quartiere tranquillo – ha raccontato un’altra milanese –, con i suoi problemi, ma gestibile. Ora invece, con tutti questi rom, la situazione è insostenibile, noi affittuari dobbiamo fare da cane da guardia agli appartamenti sfitti per conto dell’Aler? Ci sono persone anziane e malate, e tante famiglie; l’Aler  non ci sente, il Comune figuriamoci: avendo dalla loro parte il primo cittadino di Milano si sentono protetti!

– E ancora: “Tutti noi paghiamo tasse e affitti giustamente, ma è possibile che abbiamo soli oneri? l’Aler  non ci sente, il Comune figuriamoci: avendo dalla loro parte il primo cittadino di Milano si sentono protetti!”

– Non va meglio in via Martinelli, dove un’altra cittadina ci ha spiegato: “Anche in via Guido Martinelli stanno arrivando..per il momento hanno occupato solo una casa..ma vivono alle nostre spalle..hanno attaccato gas e corrente abusivamente..e nn vi dico il via vai che vi é dalla mattina alla sera…abbiamo chiamato Aler Comune Polizia ma nulla..nessuno fa niente!!! É una vergogna !!!”

 

L’INTERVENTO DEL PREFETTO – Per mettere ordine in questo caos, dove il Comune non ha saputo portare soluzioni né concrete né definitive, è intervenuto il prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca (nella foto, Francesco Paolo Tronca alla visita presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano, in via Messina).

– Si è svolto infatti ieri, in corso Monforte, il confronto tra Tronca i vertici di carabinieri e questura; l’incontro, servito a stabilire i punti della situazione, sarà poi seguito da una nuova riunione, fissata per lunedì 10 novembre, aperta anche a Comune e Aler.

– Intanto, ai cittadini non rimane che una cosa: cercare di sopravvivere.

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Di Redazione

2 COMMENTI

  1. Uno Stato imbelle e lassista rinfocola gli odi razziali e sociali tra indigeni e stranieri, sia comunitari sia extracomunitari; uno stato che non si preoccupa di fare emergere la legalità soprattutto nelle periferie, dove la gente è in balia della violenza, che lascia che egiziani, zingari, marocchini e in minima parte italiani dispongano a loro piacimento di migliaia di abitazioni, pagate con il pubblico denaro, è uno Stato al definitivo tramonto che dovrà essere rifondato con maggiore determinazione e meno sentimenti pateticamente evangelici.

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