Milano città più insicura d’Italia, in crescita rapine e borseggi. Testimonianza di due lettori depredati su tram e metrò

Brindisi PisapiaCon 265.048 reati denunciati – ovvero 8.345 ogni 100 mila abitanti (il doppio della media italiana) – Milano si guadagna la palma di città più insicura d’Italia nel 2013 (nella foto la vice-sindaco di Milano, Ada de Cesaris, e il sindaco Giuliano Pisapia). Lo dicono gli ultimi dati diffusi da Viminale solo qualche giorno fa. Secondo gli stessi, all’ombra della Madonnina le rapine sabbero in crescita del 4% (155 ogni 100mila abitanti), così come i  borseggi (845). Non se la passano bene neanche Rimini (8.000 reati ogni 100 mila abitanti e 26.741 in totale) e Bologna (7.655 e 76.642), se è per questo,  rispettivamente in seconda e terza posizione. Più indietro Roma, ferma al 5° posto; la bistrattata Napoli addirittura 41esima. Ma se pensiamo che Expo 2015 è ormai alle porte, la gravità della situazione, per quanto riguarda i milanesi, è quantomai evidente. A fronte dei milioni di turisti che invaderanno le nostre strade, a destare preoccupazione è soprattutto la microcriminalità. Non stupiscono, quindi, le ultime due segnalazioni (tra le decine ricevute) giunte alla nostra redazione (redazione@cronacamilano.it). E in entrambi i casi, protagonisti in negativo sono sempre loro: i borseggiatori.“LE DENUNCE ALLE FORZE DELL’ORDINE SERVONO A POCO” – “E’ la terza volta in poco meno di due anni che subisco il furto del portafoglio sulla linea 9 e sempre nella tratta Porta Venezia-Cinque giornate”, esordisce la nostra lettrice, G.M.  Che poi prosegue: “Chiaramente, sono seguite le denunce alle forze dell’ordine. E quelle ottenute sono sempre state risposte vaghe. Alla fine servono solo per riavere in tempi brevi i documenti”.- Ma a sconcertare G.M. non è solo la consapevolezza che le denunce, in fin dei conti, non le faranno mai recuperare il maltolto. Semmai, “è il malcostume continuo, pesante”. Come tutte le mamme, infatti, G.M. ogni giorno accompagna a scuola i propri bambini. Pertanto, finisce col diventare “un bersaglio facile”, preda di sbandati e malintenzionati d’ogni tipo che popolano strade e mezzi di trasporto.

“LA SOLUZIONE? AGENTI IN BORGHESE SUI MEZZI” – “Tuttavia, su quella linea (il 9, n.d.a.) non c’è mai nessuna forma di controllo. Per di più – prosegue G.M -, nelle giornate di pioggia, ma spesso anche non in quelle, la linea è sovraffollata, per lo più dai frequentatori della mensa dell’opera di San Francesco”.

– Che sia una linea “difficile”, non ci piove: “Basti pensare che collega due stazioni di Milano (Centrale e Porta Genova). Ma è inammissibile quello che quotidianamente succede! Negli anni è diventata un’indecenza; anche a livello igienico sanitario”.

– Per la nostra lettrice, in realtà, la soluzione ci sarebbe: “Un paio di poliziotti, irriconoscibili come tali, risolverebbero parte di questo problema. E’ davvero necessario, importante. Per far sì che anche i nostri figli in futuro possano salire su un dannatissimo e banale tram, senza troppi timori”.

 

“CONFIDO NELLE FORZE DELL’ORDINE” – E ancora i mezzi pubblici – questa volta un affollato vagone della linea gialla delle metropolitana – sono lo scenario di un altro borseggio, messo a segno ai danni del signor L., giovedì 20 novembre, poco prima delle 19.

-“Mentre entravo in carrozza presso la stazione Duomo in direzione Comasina, appena salito in carrozza – ci racconta la vittima – si son chiuse le porte. A quel punto ho subito notato la mancanza del cellulare dalla mia tasca”. “All’interno del portacellulare – prosegue nella sua segnalazione – avevo anche la tessera sanitaria. La mia rabbia è tanta, non per il valore del cellulare in sé, ma per tutto quello che c’era al suo interno, soprattutto foto e numeri di telefono”.

-“Mi hanno portato via un pezzo di vita – conclude con amarezza il lettore -. Confido pertanto nella forza pubblica affinché questi spiacevolissimi episodi non si ripetano”.

 

L’UNITA’ REATI PREDATORI DELLA POLIZIA LOCALE – Che entrambi i lettori invochino una maggiore presenza delle forze dell’ordine è sintomatico di una generale sensazione di insicurezza sempre più crescente, dal centro alla periferia.

– A tal proposito, a settembre 2013, la Polizia locale ha attivato l’Unità reati predatori che si occupa, tra le varie tipologie di reato, specificamente di scippi, furti, borseggi, rapine e truffe. Con un particolare occhio di riguardo a ciò che accade sulle banchine della metropolitana. Solo nei primi sei mesi del 2014 il bilancio dell’unità – coordinata dal Comandante Tullio Mastrangelo – è stato più che positivo: ben 120  gli arresti per reati contro il patrimonio, contro i 233 del 2013, i 123 del 2012 e i 124 del 2011.

– Ma evidentemente non basta.  Il nuovo primato in negativo – tutto milanese – per quanto riguarda furti e borseggi (che va ad aggiungersi a quello di città più tartassata d’Italia in tema di multe), con numeri superiori di ben due volte la media nazionale, deve far riflettere le autorità cittadine. Serve una presa di posizione forte e lontana dalle ideologie; iniziative di breve e medio termine. Perché l’emergenza è ancora lungi dall’essere risolta. E questa volta non si può più rinviare: Expo 2015 è davvero dietro l’angolo.

 

I REATI DEL 2013 A MILANO – Di seguito i dati della Questura di Milano, circa l’aumento dei reati registrato nel 2013 nella nostra città:

– Furti in abitazione, 24.448, con un aumento dell’8,31% rispetto ai 22.572 casi del 2012.

– Furti in esercizi commerciali, 12.880, con il +5,30% rispetto ai 12.232 del 2012.

– Furti con destrezza +4,08%

– Furto con strappo +4,22%

– Rapine in abitazione, +28,04%

– Rapine in banca, +10,45%

– Rapine in uffici postali, +83,33%

– Violenze sessuali, diminuite dalle 526 del 2012, alle attuali 488, con 1,3 casi al giorno

– Estorsioni, +13,16%

– truffe informatiche, (+14,04%).

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– Il nostro Staff riserverà la massima attenzione ad ogni caso, per dar voce direttamente ai cittadini, senza “filtri politici”.

 

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S.P.

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