Rapina gioielleria via Montenapoleone – Verri Milano, razzia con asce e bastoni in pieno pomeriggio

 

Montenapoleone-MilanoSolo pochi giorni fa l’arresto di una banda di ladri specializzata in furti di Suv: in due mesi, solo nel centro di Milano, ne avevano rubati 30 e, una volta arrestati, pare abbiano ammesso: “Aspettavamo Expo per scatenarci”. La domanda, dunque, è: ma perché Milano attrae così tanto i criminali? Dalla periferia, ai piedi della Madonnina, i reati si moltiplicano a tutti i livelli, dallo scippo quotidiano dei portafogli in metropolitana, agli episodi di stupro più brutali, passando per le rapine che si dovrebbero vedere solo nei film. E proprio questo è ciò che è accaduto, ancora una volta, niente meno che nel centro del lusso per antonomasia: il Quadrilatero della Moda.

 

In base alle prime informazioni, erano da poco passate le 18,15 di ieri quando, all’angolo tra via Montenapoleone e via Verri, un commando di circa 6-7 persone ha assaltato la gioielleria Pisa.

 

I rapinatori erano armati di asce e bastoni, con i quali, tra i passanti e i turisti terrorizzati, hanno devastato le vetrine, arraffando gioielli ed orologi.

 

Ottenuto il bottino, i rapinatori hanno cercato di darsi alla fuga anche se, gli agenti della Polizia di Stato subito sopraggiunti, sono riusciti a bloccare uno dei malviventi.

 

In base a quanto emerso, si tratterebbe di un ragazzo di soli 18 anni, moldavo, arrestato poco distante dalla gioielleria, mentre cercava di dileguarsi in sella ad un bicicletta.

 

Tra i rapinatori, oltre al giovanissimo malvivente sarebbe stata presente anche una donna, secondo i testimoni  la prima ad entrare nel negozio.

 

Le indagini rimangono aperte.

 

Mentre invitiamo cittadini e negozianti a inviarci la propria opinione a redazione@cronacamilano.it, di seguito solo alcune delle principali rapine che si sono consumate, nell’ultimo anno, nel Quadrilatero della Moda di Milano:

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AGGIORNAMENTO del 2 dicembre 2014 ore 8,00: La Squadra Mobile della PS sta svolgendo la quantificazione dei preziosi subati: oltre 66 orologi, per un valore stimato oltre il milione di euro (le valutazioni sono ancora in corso).

– I componenti della banda erano tutti a volto coperto tranne una donna, prima ad entrare nella gioielleria fingendosi una cliente. Una volta entrati anche i complici, i ladri hanno iniziato a devastare le teche contenenti gli orologi, picchiando violentemente alcuni dipendenti.

– All’interno della gioielleria, gli agenti hanno rinvenuto un’ascia, una borsa, uno zaino e un ombrello, quello con cui l’unica donna della banda è entrata.

– A pochi passi dal negozio sono state trovate altre due asce e due biciclette, una mountain bike e una da donna.

– Altre tracce In piazza San Babila, dove in un cestino è stato reperito un borsone, e tra via Manzoni e via Morone, dove gli agenti hanno invece trovato una spranga e le pistole utilizzate durante il colpo (scacciacani).

– La Polizia ha confermato che il giovane fermato è di origine moldava; secondo le prime ricostruzioni, la banda sarebbe stata composta da 6 uomini, una donna e, ancora da confermare, un ottavo complice.

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Di Redazione

1 COMMENTO

  1. Credo che domandarsi perché Milano attragga tanto i criminali sia errato. Ci dovremmo chiedere meglio perché l’Italia attragga tanto i criminali; e la risposta la conosciamo bene. Infatti leggi risibili e magistrati evangelici sono un vero paradiso per i delinquenti nostrani e stranieri e questi ultimi in particolare( slavi, romeni, albanesi, nordafricani) hanno mostrato una spietatezza a cui non eravamo abituati. La candida accoglienza italiana e la resistenza delle istituzioni allo strumento dell’espulsione degli indesiderati hanno permesso a molti delinquenti di rimanere sul nostro suolo impunemente, a danno dei poveri Italiani che hanno subito rapine, furti in appartamento, borseggi, furti con destrezza, stupri. A ciò occorre aggiungere le centinaia di morti sulla strada, provocate da stranieri senza patente, ubriachi, drogati o inseguiti dalla polizia. Credo che, se avessimo avuto una classe politica meno legata alla Chiesa, meno radical chic e più intelligente e determinata, l’Italia se ne sarebbe giovata enormemente.

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