Banda di rom romeni sgominata Milano per sfruttamento di prostituzione, 19 indagati

Polizia di StatoLa Polizia di Stato ha sgominato una banda composta da numerose persone, dedita allo sfruttamento della prostituzione, capeggiata da due fratelli romeni di 25 e 29 anni. Le indagini sono state condotte dalla Polizia di Stato; inizialmente il pubblico ministero era Ester Nocera, sostituita poi  dal pm Enrico Pavone. Le ordinanze sono state emesse da gip è Stefania Pepe.

 

LA BANDA, TUTTA COMPOSTA DA ROM ROMENI – In base a quanto spiegato, tutti i soggetti coinvolti nella tratta di ragazze sono rom, romeni, la maggior parte legata da vincoli di sangue, e attiva con vari ruoli.

 

I REATI – Gli agenti hanno:

– eseguito 19 ordinanze di custodia cautelare

– indagati 12 soggetti per spaccio, usura e molti altri reati.

– Inoltre, durante lo svolgimento delle indagini, la Polizia ha eseguito anche circa una ventina di arresti in flagranza di reato riconducibili al gruppo, con accuse per spaccio, lesioni, e minacce e resistenza a pubblico ufficiale.
LE INDAGINI – Secondo quanto emerso, l’attività di sfruttamento della prostituzione risale almeno al 2007, con il modus operandi rilevato negli scorsi mesi, ma sempre  con gli stessi soggetti attivi nel sud Milano già dall’inizio degli anni 2000, in modo meno organizzato.

 

LE VITTIME, VESSATE E CHIAMATE “CAPRE” – Nel corso dell’attività, gli agenti del commissariato “Scalo Romana” hanno accertato come le vittime, anche minorenni, chiamate “le capre” dai loro aguzzini, fossero al centro di una vera e propria tratta: prima “comprate” e poi “vendute”, venivano tutte sottoposte a costanti vessazioni fisiche e morali, connotate da comportamenti fortemente aggressivi.

 

LA RIVALITA’ CON LA BANDA “DEGLI ALBANESI” – Gli agenti hanno precisato anche che, nell’arco temporale in questione, gli indagati si sono scontrati in maniera violenta con altri gruppi concorrenti, in particolare con gli albanesi, il cui capo è stato arrestato.

– Il capo degli albanesi agiva da solo, accompagnandosi con complici connazionali occasionali e, negli scorsi anni, ha subito una aggressione da parte dei romeni in cui ha rischiato la vita, in un bar di piazza Bonomelli.

– L’uomo si era salvato grazie ad una “soffiata” e, durante l’agguato, solo la sua vettura era andata distrutta.

– All’evento, tuttavia, sono seguiti numerosi scontri tra le due bande, fino all’intervento della Polizia.

 

LE 4 LETTERE ANONIME – Fondamentali, per le indagini, 4 lettere anonime ricevute dal comando di polizia ad agosto, ottobre e novembre del 2011.

– In base a quanto spiegato, le lettere sono state scritte a computer, con un font poco utilizzato ed un linguaggio “forbito”, ancora anonime.

– le 4 lettere sono ancora anonime e, secondo gli inquirenti, potrebbero provenire da una associazione o da una persona che “si era presa a cuore” il destino delle vittime e, se non coinvolta o testimone, certo ben a conoscenza di quanto avveniva.

– Durante il primo contatto, l’autore ha spiegato con molti particolari i meccanismi della tratta, soffermandosi su nomine, numeri di telefono, clientela-

– Le 2 lettere di ottobre, invece, aggiungevano ulteriori informazioni e mostravano di essere al corrente delle azioni di controllo effettuate dagli agenti da agosto in poi.

– L’ultima lettera, recapitata a novembre, l’autore si diceva “rammaricato” del fatto che le forze di polizia non stessero mettendo fine allo sfruttamento, nonostante le sue indicazioni.

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Di Redazione

2 COMMENTI

  1. Chi abbia voglia di riflettere sulla sicurezza in Italia, non può non concludere con grande angoscia che noi Italiani, in casa nostra, dobbiamo convivere con bande di diverse nazionalità ed etnie. Dobbiamo, perché ci è stato imposto dalla leggerezza e dalla superficialità politica dei vari Governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni; Governi ora progressisti e radical chic, ora clericali e timorosi che hanno permesso a una fiumana inarrestabile di disperati di entrare nel nostro Paese. E pertanto oltre ai numerosi crimini che dobbiamo tollerare, spesso impuniti o non castigati con la dovuta severità, dobbiamo anche constatare il trasferimento di tante risorse, mobili e immobili, dagli Italiani agli immigrati che credono di potere ottenere tutto da uno Stato che è poco presente. A questo bisogna aggiungere che il livello culturale della nostra società sta perdendo colpi: i nostri laureati se ne vanno via e da noi arrivano masse di analfabeti o quasi che hanno bisogno di tutto e che pretendono tutto e che non s’integreranno mai nel nostro tessuto sociale che anzi vorrebbero distruggere. Quindi gli Italiani hanno tanto per dolersi e tanto per covare rancore.

  2. In ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali. La risposta è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

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