Cronaca

Foto danni Black Bloc Milano, il computo della devastazione il giorno dopo

_DSC0458Il giorno dopo la devastazione con cui i Black Bloc hanno messo in ginocchio il centro di Milano, i cittadini si rialzano e, con volti atterriti ma decisi, si rimboccano le maniche.

 

C’è chi si è trovato l’auto distrutta a martellate: suv, ma non necessariamente solo vetture considerate “di lusso” e, per tanto, colpite dalla furia devastatrice degli antagonisti. Tra i veicoli, infatti, addirittura anche l’auto di un disabile, parcheggiata in via Caradosso con tanto di contrassegno, ma non per questo risparmiata.

 

Tra gli obiettivi principali le banche: letteralmente a pezzi le filiali di via Carducci, piazza Cadorna e piazza Virgilio, il cui ripristino è già in atto, ma richiederà non poco tempo.

 

Ancora in piazza Virgilio operatori affaccendati per sostituire i semafori, colpiti con violente martellate e mandati in tilt.

 

Non sono state risparmiate neanche le poste e la sede dell’Enel (sempre in via Carducci) e, in piazzale Cadorna, pure una tranquilla sala da thé, con tutte e tre le vetrine infrante. 

 

Intanto, per dire “No” a quanto accaduto, due gli appuntamenti per i milanesi: per domenica 3 maggio, l’incontro organizzato dal Comune in piazza Cadorna, alle 16.00; per lunedì 4 maggio, invece, la fiaccolata organizzata dalla destra, per le 19.00, con punto di ritrovo in via Carducci.

 

“È un’occasione per aprire gli occhi sul fatto che determinati cortei dove sono annunciate troppe infiltrazioni vanno evitati, e su questo dovrà lavorare anche il Parlamento”, ha intanto commentato il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

 

Milano risponde bene e subito alle violenze che ieri l’hanno danneggiata – ha dichiarato invece il presidente di Confcommercio e Camera di Commercio Carlo Sangalli. – I pochi devastatori che volevano rovinare l’apertura di Expo e sabotare l’evento hanno fallito il loro obiettivo criminoso. Questa mattina siamo andati a vedere i danni provocati dagli scontri. Abbiamo visto una città ferita ma già reattiva, con cittadini e imprenditori al lavoro per riparare le devastazioni e ripulire muri e strade. Anche le istituzioni sono compatte. A nome delle imprese ringraziamo il presidente Maroni e il sindaco Pisapia per aver voluto dare una risposta concreta stanziando importanti risorse per risarcire quanti sono stati danneggiati. In particolar modo gli esercizi commerciali devono essere in grado di riprendere rapidamente le attività già provate dalla crisi. Bene anche l’iniziativa del Comune di coinvolgere l’intera città per dare una risposta civile a chi cerca di usare l’arma della paura. All’inaugurazione di Expo abbiamo visto un’Italia della quale andare orgogliosi capace di realizzare un grande progetto. Questa è l’Italia che vogliamo. Siamo particolarmente vicini agli uomini delle Forze dell’ordine rimasti feriti e ai cittadini e alle imprese danneggiati da un odio ingiustificabile che nulla ha a che fare con la protesta e il dissenso legittimi. Le violenze di una minoranza estremista, che ha in testa solo la devastazione, non prevarranno sulla volontà dei tantissimi che vogliono il bene del Paese e sono decisi a far ripartire l’Italia”.

 

Renzi, Alfano e Pisapia possono solo vergognarsi per quanto accaduto ieri a Milano e togliere il disturbo – ha commentato invece Riccardo De Corato, Vice-presidente del Consiglio comunale di Milano e Capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Regione. – In particolare Pisapia dovrebbe a questo punto togliersi di mezzo già da ora: il sindaco uscente avrebbe dovuto chiedere il divieto categorico per qualunque manifestazione nei giorni dell’inaugurazione di Expo e chiedere lo sgombero immediato del parco di Trenno, un’area comunale dove si annidavano i black bloc. Inoltre Pisapia dovrebbe smetterla di prendere in giro i milanesi: prima permette di tutto, premia i writers e li riceve come capi di Stato, poi per liberarsi la coscienza propone le opere di pulizia.  Le disposizioni di non intervento emanate dal premier Renzi e dal Ministro degli Interni Alfano hanno di fatto consegnato la città in mano ai black bloc. Da quanto è stato affermato, i 2500 uomini delle Forze dell’Ordine schierati ieri avrebbero avuto chiare indicazioni di non intervenire corpo a corpo. Il numero delle forze dell’ordine sul posto era più di dieci volte superiore a quello dei black bloc, che erano un centinaio. Nonostante la sproporzione numerica, la decisione impartita dal Ministro Alfano ha permesso le devastazioni di cui siamo a conoscenza. Inoltre, gli idranti sono stati utilizzati prevalentemente per spegnere incendi e poco per disperdere i manifestanti. A questo punto, le responsabilità politiche appaiono chiare. Il tutto era ampiamente annunciato: da giorni al Parco Tenno centinaia di attivisti italiani e stranieri, tra cui anche gli scalmanati che hanno devastato alcune vie della città, si sono accampati in vista del corteo di ieri. Non sarebbe stato difficile, dunque, stanarli prima. Ben vengano i sequestri di mazze e altri oggetti da combattimento come è avvenuto in Giambellino qualche giorno fa, ma al Parco Tenno questi delinquenti si erano dati appuntamento da giorni e si sarebbe dovuto andare a controllare cosa stavano combinando. Di questo, ora i responsabili dovranno dare spiegazioni soddisfacenti a tutti i cittadini.

 

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Di Redazione

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