Smaltimento materiali tossici, Carabinieri del Comando Provinciale di Milano arrestano latitante a Tunisi

ArrestoNelle stesse ore in cui martedì 19 maggio le forze dell’ordine italiane arrestavano a Gaggiano, nell’hinterland milanese, un presunto terrorista marocchino ritenuto l’autore della strage al museo del Bardo di Tunisi, la polizia tunisina, su invito delle autorità italiane, dava seguito ad un altro importante arresto. Si tratta di un latitante italiano di 62 anni già noto alle forze dell’ordine per riciclaggio, truffa, estorsione e, soprattutto per smaltimento di rifiuti tossici. La notizia è stata resa nota nelle scorse ore dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano che hanno coordinato l’operazione.

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LA CONDANNA DEL 2008 – Il 62enne, di origini campane, legato in passato ad una famiglia della criminalità organizzata, era già finito più volte in manette per riciclaggio di denaro appartenente a cosche mafiose.

– Nel 2008 era stato condannato a 6 anni di reclusione in primo grado, ridotti a 5 in cassazione, perché titolare di una ditta già al centro di un’inchiesta nel 2003 –  che da anni gestiva illecitamente un’attività di smaltimento rifiuti che coinvolgeva la Campania, la Lombardia e l’Emilia Romagna.

– I rifiuti urbani, allora, raccolti a Napoli, arrivavano clandestinamente in provincia di Varese dove, mescolati con terra contaminata e veleni industriali di vario genere, venivano smaltiti nelle aree dismesse lombarde o rinviati nuovamente nel Sud Italia. Lì, venivano smaltiti come scarti non pericolosi in un deposito di Grottaglie, in provincia di Taranto. Il tutto, ovviamente, a fronte di altissimi guadagni.

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2010: IL RE DEI RIFIUTI CI RICASCA – A gennaio 2010 l’uomo, soprannominato “Il Re dei rifiuti”, era tornato a far parlare di sé: l’accusa, associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falsità documentale e riciclaggio.

– Secondo gli accertamenti compiuti allora dai Carabinieri del Gruppo tutela ambiente (Gta), con il sostegno dei Carabinieri dei comandi provinciali di Varese, Monza, Milano, l’organizzazione – operante in un centro di Fagnano Olona (Varese) -, aveva trasformato la rimessa in una centrale operativa per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi.

– Gli ingenti introiti (circa 400 mila euro al mese) venivano poi riciclati acquistando mezzi e attrezzature da impiegare in altre società collegate, mediante prestanomi, all’organizzazione.

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LA FUGA E LA CATTURA – La conclusione dell’operazione – condotta con l’impiego di  200 militari del Gruppo tutela ambiente di Treviso – aveva portato ad indagare 41 persone e ad emanare 10 ordini di custodia cautelare. Tra questi, quello a carico del 62enne.

– Ma con l’avanzare dell’iter processuale e il rischio di finire nuovamente condannato, nel 2013 l’uomo si è reso irreperibile. Fino alla cattura di martedì nella capitale tunisina, dove da tempo aveva preso a risiedere.

 

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S.P.