Sgominata gang cinese Milano Chinatown, era dedita a spaccio, prostituzione ed estorsione

ArrestoGiovani, cinesi e dediti allo spaccio di metanfetamine, allo sfruttamento della  prostituzione e all’estorsione. È questo il ritratto dei 9 malviventi arrestati durante lo scorso weekend a Milano dai Carabinieri, in seguito alle indagini del Nucleo investigativo del Comando provinciale. Un sodalizio criminale che era riuscito a scalare i vertici della malavita cinese cittadina e che si apprestava ad assumere posizioni di comando nella gestione del territorio e delle attività illegali in cui era invischiato.

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I VECCHI PADRONI DI CHINATOWN: LA RETATA DEL 2014 – Secondo quanto si apprende dal resoconto degli investigatori, la banda, composta da ragazzi di età compresa tra i 22 e i 29 anni, aveva colmato il vuoto di potere creatosi nella Chinatown milanese in seguito all’arresto, lo scorso ottobre 2014, di un’altra pericolosa organizzazione.

– In quell’occasione, al termine di una maxi operazione, la vecchia gang era stata accusata di associazione per delinquere. A finire in manette erano state 11 persone, tra cui la coppia di fratelli di 23 e 29 anni che, nonostante fossero in carcere da giugno, riuscivano a gestire la loro fiorente attività. Anche in quel caos, un’attività illegale basata sullo sfruttamento della prostituzione locale (attraverso annunci sul giornale) e lo spaccio di droga per lo più a connazionali.

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… E I NUOVI: RACKET, SHABOO E SESSO A PAGAMENTO – La nuova e complessa indagine, denominata “Nuova China”, è partita negli scorsi mesi in seguito alle denunce delle stesse vittime. In base a quanto appreso, i nuovi indagati estorcevano denaro a numerosi commercianti cinesi della zona e sfruttavano dieci connazionali che si prostituivano in appartamenti privati sempre del quartiere di Paolo Sarpi. Ogni ragazza era in grado di  offrirsi a cinque o sei clienti cinesi al giorno. A fronte di 30 euro a rapporto, 10 finivano nelle casse degli sfruttatori.

– Ma era nella droga che  i malviventi riuscivano a dare probabilmente il meglio di sé, occupandosi quasi esclusivamente della vendita di Shaboo (o Ice). Quest’ultima, soprattutto, originariamente appannaggio della comunità filippina e da qualche anno sempre più diffusa tra i giovani cinesi.

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IL CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE – A capo dell’organizzazione ci sarebbe stato un giovane 26enne detto “Chang Ren”, uomo alto. Il cinese, evidentemente più alto della media dei suoi connazionali, è stato bloccato in zona Loreto a casa della fidanzata, con indosso 70 grammi di Shaboo e un machete.

– Oltre ai vari capi di accusa, dovrà anche rispondere per il selvaggio pestaggio ai danni di un altro connazionale avvenuto lo scorso aprile, nell’ambito della guerra tra bande, come punizione per esser passato ad un gruppo rivale. In quell’occasione, la vittima aveva riportato un’emorragia cerebrale.

– L’uomo si era tra l’altro distinto anche in un’altra occasione, quando nel maggio 2014, durante una rapina messa a segno con la gang, aveva rotto il naso alla proprietaria di un centro massaggi. Il tutto per un magro bottino: soli 250 euro.

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L’OMICIDIO DI FEBBRAIO IN VIA SIGNORELLI – A questo gruppo criminale gli inquirenti collegherebbero anche l’arresto di due cinesi avvenuto a marzo per l’omicidio di un 36enne commesso il 27 febbraio in via Signorelli.  Lo scontro a fuoco, nel quale era rimasto ferito anche un 37enne, era scaturito in seguito a dissidi nati con una banda di cinesi appena usciti dal carcere per il controllo del territorio.

– L’episodio, tuttavia, non risulta tra le contestazioni della banda perché i due autori dell’omicidio – legati al gruppo – erano stati arrestati poche ore dopo dai carabinieri.

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CAPI DI ACCUSA – I nove arrestati dovranno ora rendere conto a vario titolo di sfruttamento della prostituzione, spaccio di Shaboo, lesioni aggravate, estorsione e rapina a mano armata. Quanto basta per garantirgli la permanenza in carcere per lungo tempo.

 

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S.P.

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