Divergenze profughi Milano, a Palazzo Marino non c’è accordo sulla linea da seguire

Pisapia MilanoSessantatremila e duecento, secondo le stime di Palazzo Marino. Persona più, persona meno. Sono i profughi assistiti e transitati da Milano – tra loro 14.000 minori -, di cui 41.700 siriani e 16.300 eritrei, da ottobre 2013 ad oggi; 9.220, invece – di cui 3.500 siriani e 3.800 eritrei – quelli giunti in città solo da inizio 2015.

 

MAJORINO: SCARICABARILE CON IL GOVERNO? – Numeri enormi, spaventosi. Non solo per il dramma umano che sottintendono, ma anche per ciò che rappresentano, in termini di accoglienza, per chi deve farsene carico: i milanesi. E l’ennesimo attacco al governo (ma i più maliziosi parlerebbero di “scaricabarile”) di Pierfrancesco Majorino, assessore alla Politiche sociali del Comune di Milano, anche questa volta non s’è fatto attendere.

– “Stanotte – ha dichiarato venerdì 5 giugno 2015 – oltre 800 profughi hanno dormito nelle strutture allestite dal Comune. Per la prossima non ci sarà posto. E dopo 63mila persone assistite, non abbiamo voglia di impazzire aprendo posti improbabili, senza nessun tipo di intervento significativo da Roma”.

– Un’emergenza, quella milanese, sempre più grave, e che per l’assessore ha ragione d’esistere, d’ora in poi, “solo per i bambini. Il governo continua a ignorare Milano”, poiché i profughi “spontaneamente, senza alcun controllo, organizzazione e ripartizione da parte del Ministero dell’Interno, giungono a Milano con i treni e ora anche con i pullman in piena notte dal sud dell’Italia”.

 

PISAPIA: “ACCOGLIENZA E SOLIDARIETA'”. ANCORA. – Peccato che solo il giorno prima, giovedì, il sindaco Giuliano Pisapia, commentando la proposta del Viminale di chiedere alle Regioni del Nord, in particolare Lombardia e Veneto, di accogliere un numero maggiore di profughi, era stato ben più possibilista.

– “Milano ha sempre fatto la sua parte per chi ha bisogno”, aveva detto, ma ora la questione è “conciliare assistenza, sicurezza e legalità, ma soprattutto di salvare vite umane”. “L’Europa deve partecipare a questa situazione globale in aumento. Bisogna trovare una soluzione complessiva”, perché “l’Italia non può affrontare la questione da sola”.

 

TERESA BALDINI: NON SFUGGE LA “DISSOCIAZIONE POLITICA” TRA IL SINDACO E IL SUO ASSESSORE – Una “dissociazione politica tra il sindaco di Milano Pisapia e l’assessore comunale Majorino”, che non è sfuggita alla consigliera regionale Fuxia People Maria Teresa Baldini, e che “fa capire che certi politici di profughi ne parlano solo per convenienza.

– “Oggi sui giornali (venerdì, n.d.a.) – ha continuato – si legge quanto Pisapia sia tornato a ostentare il suo celebre buonismo, lasciando intendere che per lui le parole d’ordine rimangono ‘accoglienza’ e ‘solidarietà’. Di contro, sul suo profilo Facebook, l’assessore Majorino, in odore di campagna per le primarie, attacca il governo come ormai fa da qualche mese, e sostiene che a Milano non c’è più posto nelle strutture e scrive con decisione: `In emergenza ci occuperemo solo dei bambini´(senza tener conto che al bambino corrisponde almeno un genitore), in pratica una visione opposta rispetto a quella del primo cittadino con il quale in teoria dovrebbe essere solidale”.

 

DE CORATO: “LA FRITTATA E’ ORMAI FATTA” – A dire basta si sono aggiunte anche le parole di Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio Comunale e capogruppo di Fdi-An in Regione.

– “Anche Majorino – ha affermato – con le sue recenti affermazioni che hanno un sapore elettorale, si è accorto che Milano non è più in grado di ospitare profughi o presunti tali. Ma la frittata ormai è fatta”. Il risultato,  secondo De Corato, è che dei 63mila migranti giunti in città negli ultimi anni “pochi di loro, meno di 300, hanno avviato le procedure per ottenere lo status di rifugiato, altri sono già ripartiti senza alcun identificazione, molti sono nelle vie e nei quartieri della città senza controlli“.

– “Il fatto che il Comune – conclude il vicepresidente del Consiglio comunale – intenda sancire lo stop ai nuovi arrivi, è nettamente in contrasto con i recenti provvedimenti di accoglienza e assistenza, come ad esempio l’assegnazione per circa 60mila euro ad una cooperativa per un progetto per l’accompagnamento sociale dei profughi. Delle due l’una: o si decide di fermare gli arrivi, come chiediamo noi da tempo al governo Renzi-Alfano e a Pisapia, e si decide di investire risorse per i milanesi. O si fa il contrario”.

 

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S.P.

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