Emergenza profughi Stazione Milano, Pisapia ringrazia, De Corato chiede spiegazioni

Pisapia MilanoProseguono senza sosta gli arrivi presso il centro smistamento temporaneo allestito dentro i box di vetro, all’interno la Galleria delle Carrozze, davanti all’ingresso della Stazione Centrale di Milano. Alle 18 di Ieri, lunedì 17 giugno, i profughi accolti dagli operatori, su 246 persone censite, erano 204. Nuclei familiari con figli a carico, perlopiù, provenienti da Eritrea e Siria, ma anche di nazionalità libanese. Al momento non vi sarebbe necessità di vestiti, ma solo di alimenti non deperibili. Intanto, il flusso sembra essersi stabilizzato, se non addirittura in fase calante.

 

PISAPIA: “UN GRANDE LAVORO DI SQUADRA” – A confermare l’inversione del trend, nelle scorse ore, è stato anche il sindaco Giuliano Pisapia, che in una situazione “che sta tornando alla normalità”, vede “il frutto di un lavoro di squadra che ha visto il Comune di Milano in prima linea insieme ai tanti volontari, alle associazioni laiche e religiose, alla Polizia Locale, Protezione Civile e Amsa, a tutte le Istituzioni coinvolte, alla Prefettura e alle Forze dell’Ordine. E’ stato così garantito da una parte il decoro della città, la sicurezza e la legalità, e dall’altra la solidarietà verso chi ha bisogno di assistenza”.

– Nei suoi ringraziamenti, il primo cittadino non tralascia davvero nessuno: “Voglio poi ringraziare, in particolar modo, le Ferrovie dello Stato, dirigenza e lavoratori, che si sono messe a disposizione della città, collaborando con noi per trovare una soluzione positiva per un’accoglienza dignitosa dei profughi arrivati a Milano in questi giorni”.

 

DE CORATO: “COMUNE, ‘SPA PER TENDOPOLI'”, E ANCORA C’E’ IL MISTERO SUI COSTI SOSTENUTI – E di ringraziamenti, in un certo senso, ha parlato anche Riccardo De Corato, vice-presidente del Consiglio comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Regione, secondo il quale, in realtà, c’è poco di cui stare allegri.

– “Milano è in ginocchio e ringrazia Pisapia, che ha detto ‘basta profughi’ con mesi e mesi di ritardo – ha dichiarato -. Siamo dovuti arrivare al collasso in Stazione Centrale, in porta Venezia, a Bresso, nei centri di accoglienza e nelle strade di periferia. Il Comune è diventato un’impresa per allestimento tendopoli: Pisapia il presidente, Majorino l’amministratore delegato e Granelli il direttore dei lavori”.

– Tendopoli che – secondo il vice-presidente comunale – sarebbero state allestite in ogni area libera a disposizione o in ogni edificio libero ‘rastrellato in giro per Milano’, permettendo agli immigrati di accamparsi all’addiaccio. “Poi – ha proseguito De Corato – spero che ci dicano, dopo le mie richieste a cui non è stata ancora data risposta, quanti soldi sta costando questa ‘Spa per tendopoli’ del Comune Arancione. Specifichiamo: soldi dello Stato e non del Comune, lo dico sennò Majorino si irrita. Come se i soldi dello Stato venissero dal Campo dei Miracoli e non dalle tasche dei cittadini”.

 

MAJORINO: “CIE E CARA QUASI ULTIMATI” – E se Pierfrancesco Majorino ancora non entra nello specifico dei costi della “tendopoli”, per dirla alla De Corato, è stato lo stesso assessore del Welfare ad annunciare che a giorni, i 300 posti letto annunciati dal Comune nel quadro dell’emergenza profughi, dovrebbero essere messi a disposizione dei migranti tra il Cie e Cara di via Corelli.

– L’ultimazione delle strutture, infatti, in dirittura d’arrivo, prevede la consegna del Cara per quest’oggi, mentre “per l’estensione del Cie – ha fatto sapere l’assessore – ci vorrà qualche giorno in più”. Dei 300 posti a disposizione, 100 saranno saranno predisposti all’interno di alcuni container allestiti negli spazi esterni dell’ex Cie di via Corelli 32, e 200 nella adiacente struttura del Cara.

– Per quel riguarda gli spazi dell’ex Dopolavoro ferroviario – gli spazi messi a disposizione da Grandi Stazioni in via Tonale che dovrebbero ospitare il nuovo centro di smistamento dei migranti – “lo abbiamo avuto in consegna e ora è in gestione al comune di Milano”, per cui “la tempistica è di alcune settimane”. “I lavori – ha concluso – li sta facendo il Genio, spero che domani (oggi, n.d.a.) potremo dare un quadro più compiuto”.

 

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S.P.

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