Inaugurazione centro smistamento profughi via Tonale Milano, tante le questioni ancora irrisolte

senzatettoLa Stazione Centrale di Milano ha finalmente il suo punto di accoglienza profughi. Da venerdì 10 luglio, per la precisione, quando è stato inaugurato il nuovo “hub” ricavato all’interno dell’ex Dopolavoro ferroviario di via Tonale, proprio sotto i binari dello scalo cittadino. Polemiche e criticità, tuttavia, rimangono all’ordine del giorno.

 

PISAPIA: “UNA RISPOSTA ALL’EUROPA” – “L’apertura degli spazi dell’ex Dopolavoro ferroviario di via Tonale è un passo importante e rappresenta una risposta all’Europa per quanto riguarda l’emergenza profughi”, le parole di un soddisfatto Giuliano Pisapia, presente all’immancabile taglio del nastro dell’hub. In tale occasione, il Primo Cittadino non ha mancato di ribadire il ruolo di “Milano, che come tutta l’Italia, e forse più di altri, sta affrontando da oltre venti mesi i continui sbarchi di decine di migliaia di persone provenienti da diversi Paesi in cui ci sono situazioni drammatiche e di disperazione, sta dimostrando di sapere coniugare l’accoglienza e la generosità con il decoro urbano”.

– “Ancora una volta la città ha saputo mettere in campo le sue energie migliori – ha evidenziato Pisapia, – grazie a un impegno condiviso di tutti i soggetti: istituzioni, cittadini, associazionismo, volontariato, Prefettura, Ferrovie dello Stato, Grandi Stazioni, Forze dell’Ordine, Polizia Locale, Genio Militare dell’Esercito, Protezione Civile, Asl”.

 

AMBULATORIO, GIOCHI PER BAMBINI E PC – Ricavato grazie al prezioso impegno del Genio Militare, Fondazione Progetto Arca e Protezione civile, lo spazio – di circa 500 metri quadri distribuiti in tre grandi locali, più altre stanze di dimensioni più ridotte adibite a magazzino – l’hub svolgerà funzioni di punto ristoro, registrazione e smistamento dei profughi in arrivo in città. Da qui saranno poi destinati ad una delle sette strutture cittadine (per un totale di 1.300 posti letto) messe a disposizione dall’amministrazione e gestite da vari enti e privati.

– All’interno del nuovo centro, oltre a un ambulatorio, un’area giochi per i bambini curata dagli operatori di Save the Children e Albero della Vita e i bagni, trovano posto anche alcune postazioni computer. In questo modo, chi lo desidera avrà la possibilità di mettersi in contatto con i propri parenti rimasti nei rispettivi Paesi d’origine.

– L’hub – si legge nella nota del Comune – è inoltre dotato di un presidio medico, “dove i medici della Asl dallo scorso giugno operativi su una unità mobile, potranno visitare i profughi in una stanza attrezzata”.

 

DE CORATO: “TANTO PAGANO I CONTRIBUENTI” – Le polemiche sulla gestione del problema, tuttavia, non si fermano, e numerose questioni rimangono ancora irrisolte. Su tutte, i costi a carico della collettività e quell’ormai cronica mancanza di dialogo tra giunta e Viminale.

– A rompere gli indugi è stato il vicepresidente del Consiglio comunale e capogruppo in Regione di Fdi-An Riccardo De Corato, che da mesi non nasconde il suo disappunto per come la giunta arancione sta gestendo l’emergenza profughi.

– Per De Corato “Pisapia e Majorino l’avevano promesso ai milanesi esasperati: basta profughi. Parole di poche settimane fa”. Ma alla luce della nuova inaugurazione, il consigliere ha puntato il dito contro quei “60 mila euro, soldi dello Stato, quindi dei cittadini”, resisi necessari “solo per la gestione di questo spazio di benvenuto (dotato di ogni confort, anche della sala web!)”. Senza parlare poi della ristrutturazione “fatta nei minimi dettagli: quanto è costata ai contribuenti?”.

 

GELMINI: “NON BASTA A RISOLVERE LA QUESTIONE PROFUGHI” – Un problema che non si è posta Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia, che al contrario è parsa apprezzare il nuovo centro di prima accoglienza, giudicandolo “un risultato che dovrebbe alleviare il disagio dei profughi in arrivo a Milano e limitare l’impatto sulla città in termini di abbandono e degrado”.

– Ma per Gelmini non basta di certo a risolvere la situazione. “I profughi continuano ad arrivare – ha continuato -, il flusso non si interrompe. Qui siamo di fronte a un’emergenza senza fine, il Comune sta amponando ma la falla è troppo grande”. Quello che realmente manca “è il dialogo con il governo: la giunta di Milano non parla con l’esecutivo di Roma, pur essendo dello stesso colore”. Una mancanza di dialogo che per la forzista “è un disastro per Milano e l’area metropolitana, dove prosegue senza sosta l’arrivo di persone che il territorio non ha gli strumenti per gestire, dal punto di vista delle risorse, della sicurezza, della vivibilità”.

 

GRANDI STAZIONI: “IN ARRIVO ALTRI DUE SPAZI ENTRO FINE LUGLIO” – Nel frattempo, nelle scorse ore Grandi Stazioni ha fatto sapere – per tramite dell’ad Paolo Gallo – dell’imminente consegna, entro fine luglio, di altri due spazi in corso di riqualificazione in via Sammartini, “con l’obiettivo di renderli locali definitivi”.

– Si tratterebbe di due locali, in via Sammartini, di circa 350 metri quadrati ciascuno e con ingressi indipendenti che potrebbero andare ad aggiungersi o a prendere il posto (“è quello che resta da ancora da decidere”, secondo Gallo) dell’ex Dopolavoro ferroviario appena inaugurato.

– Non sarà forse la vera soluzione al problema, ma faciliterà le procedure di smistamento dei profughi. Nell’interesse di tutti.

 

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S.P.

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