Arresto banda nomadi sud Milano, fondamentali le segnalazioni dei cittadini

Agivano da anni in tutta la Lombardia; fulcro dell’attività una donna che cedeva veicoli e furgoni usati per i reati

Polizia locale OperaSgominata dalla Polizia Locale di Opera una banda di nomadi del sud Milano che agiva in tutta la Lombardia. Grazie alle segnalazioni dei cittadini, alle telecamere, all’acume investigativo del Corpo della Polizia di Opera ed alla collaborazione con la Locale di Milano e la Questura del capoluogo si è potuti giungere alle conclusioni che hanno permesso di denunciare tre nomadi responsabili di una serie di eventi delittuosi in tutta la regione.
LA NASCITA DELLA INDAGINI – L’indagine è partita lo scorso settembre, quando la Polizia operese stava monitorando gli spostamenti di un autocarro sospetto di proprietà di una nomade milanese, che in quei giorni si aggirava in paese. Una volta fermato il veicolo, gli agenti hanno scoperto che, al suo interno, era contenuta merce rubata dal camion di una nota azienda di spedizioni per oltre duemila euro.
I VEICOLI, CEDUTI PER COMPIERE REATI – Partendo proprio da questo furto e dall’identificazione del furgoncino, il Nucleo di Sicurezza Urbana del Comando è risalito all’identità di una donna rom alla quale era intestato, e implicato in una lunga serie di reati e furti collegati ai veicoli intestati alla medesima prestanome che, secondo quanto appurato dagli investigatori, cedeva auto e furgoni ai domiciliati nel campo nomadi in cui lei stessa risiedeva, affinché li utilizzassero per compiere crimini.
I DATI INCROCIATI – L’enorme lavoro e l’incrocio dei relativi dati ha così portato al collegamento tra quest’ultimo reato consumato nella cittadina operese e un altro, avvenuto nel 2013, quando i rapinatori assalirono il distributore del latte, imbastendo una ragnatela di possibili furti attribuibili alla medesima banda e consumati in tutta la Lombardia.
IL COMMENTO DEL SINDACO, ETTORE FUSCO – L’attività della Polizia Locale di Opera è stata supportata dai colleghi di Milano e dalla Questura che “con encomiabile lavoro di squadra in un’ottica di sicurezza metropolitana” – come ci ha tenuto a precisare il Sindaco e Consigliere metropolitano Ettore Fusco – hanno permesso di verificare i dati raccolti dalle telecamere su tutto il territorio e di verificare le identità attraverso i controlli effettuati nel campo nomadi. Una volta identificati con certezza i criminali, sono stati denunciati due italiani nomadi di 40 e 50 anni, pluripregiudicati per reati contro il patrimonio, insieme alla prestanome di 35 anni, anche lei con molti precedenti a carico, denunciata a sua volta per favoreggiamento.

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