Primarie centrosinistra Milano, scoppia il “caso cinese” e si attendono i risultati della seconda giornata

Un rilevante numero di cittadini cinesi si è recato alle urne, suscitando dubbi e gettando ombre sulla corsa elettorale; polemiche soprattutto in viale Monza

elezioniProsegue, nonostante la pioggia, il weekend dedicato alle primarie del centrosinistra per stabilire chi, tra Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino, Giuseppe Sala e Antonio Iannetta, sarà il candidato sindaco per le prossime elezioni comunali di Milano.
I VOTI DELLA PRIMA GIORNATA – In attesa dei dati della giornata, alle 18,00 di sabato 6 febbraio si è chiusa la prima giornata di votazioni, che ha visto recarsi ai seggi 7.750 cittadini – per il 49% maschi e per il 51% femmine. Il 7% dei votanti sono giovani under 30, il 4% stranieri.
IL CASO DEI CINESI AL VOTO – Momenti di tensione si sono verificati in viale Monza, in coincidenza con l’arrivo di gruppi di votanti di nazionalità cinese, tanto che nel pomeriggio anche il segretario del Pd Pietro Bussolati, oltre che membri del comitato delle primarie, hanno raggiunto la sede per verificare la regolarità delle operazioni di voto.
– A quanto riferiscono i rappresentanti di lista presenti al seggio, gli elettori cinesi sono sopraggiunti in gruppi di almeno una decina di persone, con moduli di preiscrizione al voto precompilati e in difficoltà a votare il proprio candidato.
– In una occasione, attorno alle 14.15, mentre il presidente di seggio si è momentaneamente allontanato, una persona si è avvicinata a una connazionale impegnata a votare per “aiutarla” a segnare la scheda.
– “Ci siamo ritrovati gruppi di persone che volevano compilare collettivamente i moduli”, spiega Maurizio Biosa, rappresentante di lista per Francesca Balzani “mentre fuori dal seggio c’erano persone che ‘indirizzavano’ i votanti cinesi”.
– In altri seggi, sarebbero stati molti i cittadini cinesi al voto.
– In un’altra periferia, zona 5, al seggio di via Barrili, spiegano che sono stati circa una ventina, mentre un’altra ventina sono stati i votanti sudamericani.
“Dei 44 stranieri che hanno votato oggi 23 erano cinesi, gli altri prevalentemente sudamericani che si sono presentati a gruppetti di 2 o 3, mentre il gruppo di cittadini cinesi è arrivato in numero più consistente, tutti insieme per votare.
– Tra di loro alcuni non avevano la residenza qui, quindi abbiamo dovuto spiegargli di andare nel seggio di appartenenza”, spiegano dal seggio.
– In serata, le comunità straniere di Milano hanno respinto, in una nota congiunta, quelle che hanno chiamato “dichiarazioni pregiudiziali” sulla loro partecipazione al voto delle primarie: “Abbiamo organizzato volantinaggi e punti di informazione – spiegano – per far conoscere come e dove si deve votare oggi 6 e domani 7 febbraio. Siamo sorpresi delle pregiudiziali dichiarazioni, che si stanno diffondendo sui media e i social network sui cittadini non nati in Italia che, a pieno diritto, vanno a votare alle Primarie milanesi. La Milano in cui viviamo vogliamo che sia per tutti un luogo di integrazione, partecipazione, multiculturalità e dimensioni internazionali, non solo a parole ma anche nella pratica reale”.
I COMMENTI DELL’OPPOSIZIONE – Intanto non mancano i commenti dell’opposizione che, per voce di Riccardo De Corato, così commenta: Incombono ombre cinesi sulle primarie del Centrosinistra. L’imbarazzo dello stato maggiore del Partito democratico, finora celato, è evidente. Se Sala dovesse vincere,  soprattutto se vincesse con uno scarto limitato, il voto cinese sarebbe stato determinante. Non è un segreto l’endorsement per l’ex commissario unico di Expo da parte degli imprenditori della comunità cinese milanese. Fatto sta che questo esempio di democrazia diretta per la definizione del candidato è stato investito da un voto in massa di immigrati, non importa se regolari o meno. La percentuale del voto cinese ha assunto proporzioni rilevanti sul numero complessivo dei votanti. Pertanto i risultati ne risulteranno condizionati”. (foto: wikipedia.org)

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