Carte di credito clonate Milano via Montenapoleone, shopping da 41mila dollari

In manette due ragazzi londinesi di 18 e 24 anni; avevano acquistato non solo scarpe, borse e giubbotti, ma anche gioielli e un orologio di grido

EuroIl sogno di ogni donna sul globo terracqueo: shopping illimitato nel quadrilatero della moda di Milano, a suon di borse e scarpe firmatissime, ma anche gioielli, orologi extralusso e tanto altro. Peccato che, i protagonisti della vicenda in questione, non fossero milionari, ma malviventi che avevano clonato numerose carte di credito, a danno dei legittimi, ignari proprietari. E sono finiti in manette.
Secondo quanto spiegato, l’escamotage è stato realizzato da due cittadini incensurati, stranieri, residenti a Londra di 28 e 24 anni (quest’ultimo di origine svedese).
Di certo, i due non hanno fatto nulla per passare inosservati ma, al contrario, si sono dati alle spese più folli, scorrazzando tra via Montenapoleone, via della Spiga, via Sant’Andrea e affini, dove hanno acquistato gioielli da Cartier, un orologio da Rolex, borse e portafogli da Chanel, giubbini da Moncler, scarpe da Valentino e tanto altro, per una spesa complessiva di ben 41.000 dollari.
Il folle tour di shopping si è protratto per due giorni, durante i quali, i due giovani, passavano da una strada all’altra del centro milanese sfrecciando a bordo di taxi, come due turisti qualsiasi.
Colti in flagranza dagli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, i due sono stati sopresi mentre utilizzavano in frode le sei carte di credito American Express clonate nella zona del Quadrilatero, e sono stati arestati per uso fraudolenti di carte di credito.
Per il proprio intervento, la Polizia si è avvalsa della preziosa collaborazione con la società emettitrice delle carte di credito, che ha consentito di poter acquisire, nell’immediatezza, informazioni essenziali per lo sviluppo tempestivo delle attività investigative da parte degli uomini della Specialità, intervenendo in quel brevissimo arco temporale in cui il reale titolare della carta di credito, vittima inconsapevole, non si è ancora accorto della frode ai suoi danni.
Giudicati per direttissima, il giudice ha convalidato l’arresto, condannando i giovani a un anno e quattro mesi di reclusione, e disponendo poi la sospensione della pena trattandosi di due persone incensurate.

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