Sgombero rom via Macconago Milano, i due lati della medaglia

Allontanate 150 persone, delle quali 61 hanno accettato accoglienza; ma com’è la situazione dei rom in Italia?

romÈ stato sgomberato stamattina il campo nomadi abusivo sorto in via Macconago nella periferia Sud di Milano, dove si erano insediati 150 rom presso l’ex Tiro a Volo. Secondo quanto spiegato dalle Autorità, nell’area erano presenti anche minori e, 61 persone, hanno accettato l’accoglienza offerta.
LO SGOMBERO – Lo sgombero, che si è svolto senza tensioni, è stato seguito dalla Polizia locale dalla Protezione civile, dagli operatori del Comune e dagli agenti della polizia di Stato .
– “L’insediamento – ha spiegato Palazzo Marino in una nota – era formato da numerose baracche e al momento dell’intervento della Polizia locale vi erano circa 150 persone di etnia rom, di cui 40 minori. Di questi 61 persone, 30 adulti e 31 minori, hanno accettato l’accoglienza dell’Amministrazione nei Centri di emergenza sociale e quindi intrapreso un percorso di integrazione”.
– A seguito dell’intervento, l’accesso all’area dovrà adesso essere chiuso con sbarre e lucchetti, anche se i residenti del quartiere temono fortemente che gli abusivi tornino appena possibile, come spesso accade in questi case.
LA STRATEGIA NAZIONALE PER L’INCLUSIONE DEI ROM – Associazione 21 luglio, Amnesty International e ERRC chiedono alla Commissione UE di aprire procedura d’infrazione contro l’Italia.
– Spiega l’Associazione 21 Luglio che “Nel 2011 la Commissione europea, consapevole delle pratiche discriminatorie e della lunga storia di marginalizzazione sofferta dai rom in Europa, aveva adottato una Comunicazione in cui richiedeva agli stati membri di sviluppare strategie nazionali per l’integrazione dei rom, individuando le politiche e le misure concrete da adottare”.
– “Il 28 febbraio 2012 – prosegue l’Associazione 21 Luglio – il governo italiano aveva quindi adottato la sua Strategia nazionale per l’inclusione dei rom (da qui in poi, la Strategia) al fine di delineare il piano d’azione delle politiche pubbliche 2012-2020, incentrate su una graduale eliminazione della povertà e dell’esclusione sociale delle comunità rom marginalizzate in quattro settori principali: salute, educazione, lavoro e alloggio.
– Nonostante siano trascorsi quattro anni dall’adozione della Strategia, Amnesty International, Associazione 21 luglio e European Roma Rights Centre rimangono seriamente preoccupati a causa della mancanza di progressi fatti dall’Italia.
I DIRITTI UMANI DEI ROM – “Ad oggi, infatti – prosegue l’Associazione 21 Luglio – i diritti umani di migliaia di rom continuano a essere limitati, soprattutto nel settore dell’alloggio, visto che campi segregati, discriminazione nell’accesso agli alloggi di edilizia popolare e sgomberi forzati restano una realtà quotidiana per i rom che vivono nei campi in Italia. È in tale contesto che le tre organizzazioni hanno rivolto un appello alla Commissione europea affinché intraprenda un’azione decisiva contro queste violazioni, che costituiscono un’infrazione della Direttiva che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica, attraverso l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia.
DECENNI DI DISCRIMINAZIONE, SENZA NESSUNA SOLUZIONE IN VISTA – “Per decenni – piega ancora l’Associazione 21 Luglio –, le autorità italiane hanno favorito la segregazione abitativa dei rom, e le autorità locali e regionali hanno insistito nel proporre i “campi” come unica soluzione alloggiativa possibile e appropriata per i rom. Nel 2008, con l’introduzione della cosiddetta “Emergenza nomadi”, le autorità italiane si sono concentrate sugli sgomberi forzati delle comunità rom e hanno perseguito politiche che favorivano la segregazione abitativa.
– “Queste politiche discriminatorie – aggiunge l’Associazione –, sono continuate anche dopo che, nel novembre 2011, il Consiglio di Stato aveva dichiarato l’illegittimità dello stato di emergenza. Successivamente è stata adottata la Strategia, che è stata accolta come una misura volta a superare il precedente approccio emergenziale e a promuovere la protezione dei diritti delle persone appartenenti a una delle comunità più marginalizzate in Europa.
IL DIRITTO A UN ALLOGGIO ADEGUATO – “Tuttavia, le speranze suscitate della Strategia sono durate poco – prosegue l’Associazione 21 Luglio –. Per anni Amnesty International, Associazione 21 luglio e European Roma Rights Centre hanno ampiamente documentato la mancanza di progressi e il persistere, in tutta Italia, delle consuete politiche da parte delle autorità italiane: politiche che hanno impedito ai rom di godere del loro diritto a un alloggio adeguato al pari del resto della popolazione. Ciò contraddice lo spirito e i contenuti della Strategia e gli obblighi, internazionali e regionali, dell’Italia sul piano dei diritti umani, compresa la legislazione europea contro la discriminazione. La persistente discriminazione dei rom si manifesta in tre modalità principali: segregazione in campi monoetnici, spesso caratterizzati da condizioni abitative sotto gli standard; discriminazione nell’accesso agli alloggi di edilizia popolare; sgomberi forzati.
NEL 2016 SUONERÀ UN CAMPANELLO D’ALLARME PER LE AUTORITÀ ITALIANE? –  “In vista dell’anniversario dell’adozione della Strategia – conclude l’Associazione 21 Luglio –, Amnesty International, Associazione 21 luglio e European Roma Rights Centre rivolgono un appello alle autorità italiane affinché pongano fine alla discriminazione di lunga data dei rom nell’accesso a un alloggio adeguato, e alla Commissione europea affinché intensifichi rapidamente il suo coinvolgimento e impieghi i necessari strumenti legali per chiamare l’Italia a rispondere della violazione di diritti garantiti dalla legislazione europea. Dal momento che la Commissione Junker ha conferito grande importanza a un’attuazione uniforme della legislazione europea, le tre organizzazioni sollecitano l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia, considerato che per lungo tempo le sue autorità non hanno fornito risposte adeguate”.

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