Droga dentro furgone e garage quartiere Cimiano Milano, trovati 100 chili di hashish

Hashish nascosta dentro un furgone, un’utilitaria e alcune abitazioni; in arresti due uomini ne una donna

Posto blocco CarabinieriL’operazione è stata condotta tra Milano e a Cologno Monzese, lo scorso 24 aprile 2016, a opera dai Carabinieri del Comando Provinciale: il bilancio è di 3 arresti e 100 chili di droga sequestrati.
Secondo quanto spiegato dalle Autorità, l’indagine è nata a seguito di diverse segnalazioni circa un gruppo di uomini, tutti nordafricani, che più volte sono stati notati “armeggiare” attorno a una utilitaria su una strada periferica di Cologno Monzese.
Gli investigatori hanno quindi eseguito diversi appostamenti, fino a riuscire a bloccare tre soggetti: 2 uomini di 33 e 44 anni, risultati irregolari in Italia e già noti alla giustizia per spaccio di stupefacenti, e di una ragazza di 25, tutti di origini marocchine.
I tre sono stati bloccati nel quartiere Cimiano, mentre a bordo di altre due vetture si allontanavano da un box condominiale, di cui avevano la disponibilità.
I militari hanno subito proceduto alla perquisizione dei veicoli, dove i militari hanno trovato:
– 2,5 chili di hashish, suddiviso in panetti ed ovuli,
– oltre 400 euro in contanti.
Perquisito anche il garage, i militari hanno trovato un furgone Fiat Scudo, all’interno del quale erano nascosti altri 90 chili sempre di hashish, custoditi all’interno di borse e valigie.
Le perquisizioni si sono estese anche, parallelamente, al furgone segnalato a Cologno, al cui interno sono stati trovati altri 5 chili di hashish e 40 grammi di cocaina.
Altra droga è stata rinvenuta presso le abitazioni degli indagati, nel dettaglio:
– 850 grammi di cocaina,
– 7mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Le indagini, condotte dagli investigatori della Compagnia di Sesto San Giovanni, hanno portato a scoprire la dinamica del giro di spaccio, al centro del quale vi era il furgone, utilizzato come deposito dello stupefacente, dal quale i pusher prelevavano i quantitativi destinati allo “smercio”.
L’utilitaria, invece, era un nascondiglio temporaneo, in attesa dei compratori.
L’inchiesta rimane tuttora aperta, al fine di risalire alla provenienza dello stupefacente e alle rete dei clienti.

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