Incontro sicurezza Sala-Alfano, storia dei militari cacciati da Pisapia e poi rivoluti. Troppo tardi?

Il nucleo “Strade Sicure” era nato nel 2008 e, nei luoghi dei pattugliamenti, aveva ridotto i reati del 40% . Poi venne Pisapia, e li cacciò

Pisapia“Dalle parole ai fatti. Oggi, dopo la conferma della disponibilità del Ministro Pinotti sull’invio dei militari, ho sentito il Ministro Alfano e ci siamo accordati per vederci con il Prefetto di Milano Marangoni, sabato mattina a Palazzo Marino. Sono certo che sapremo definire una linea condivisa e un piano operativo. Relativamente al tema delle periferie, di cui tanto si sta dibattendo in questi giorni, sono comunque convinto che l’aiuto ai quartieri che più sono in difficoltà si dovrà basare soprattutto sul recupero delle strutture abitative, dei luoghi di aggregazione e sull’integrazione attraverso più cultura e socialità”. Queste le parole del sindaco Giuseppe Sala su Facebook sul tema della sicurezza e delle periferie. Ma com’è la “storia” dell’esercito a Milano, e perché i militari sono stati tolti, e da chi? Ricordiamolo insieme.
GIUGNO 2011, LA NEO-GIUNTA ARANCIONE ELIMINA I PATTUGLIAMENTI DELL’ESERCITO – Era il giugno 2011 quando l’allora appena nata giunta Pisapia ha chiesto il disimpegno dei militari dell’operazione “Strade Sicure”.
– «Milano non è Beirut e non ha bisogno di militari nelle strade”, avevano affermato i portavoce arancioni, chiedendo al sindaco Giuliano Pisapia (nella foto) di avviare un’interlocuzione con l’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa e quindi ottenere il progressivo disimpegno dei militari con la cancellazione, contestuale, del progetto “Strade Sicure”.
L’OPERAZIONE STRADE SICURE – L’operazione Strade Sicure è un progetto nato nell’agosto del 2008, creato dagli allora ministro della Difesa Ignazio La Russa e della Giustizia Roberto Maroni.
– In base a tale progetto, sono stati istituiti nei quartieri ‘a rischio’ di Milano, come ad esempio al Corvetto e l’attualissima via Padova, pattugliamenti dinamici misti, di militari e forze dell’ordine, con 630 soldati.
– “È stata la Questura di Milano – ci spiega Riccardo De Corato, all’epoca vicesindaco ed assessore alla Sicurezza di Milano, ora  Riccardo De Corato, capogruppo di FDI AN in Regione Lombardia – a certificare ufficialmente che nelle vie pattugliate dall’esercito e presidiate per obiettivi sensibili, i reati si sono ridotti del 40% e, il servizio ‘Strade Sicure’, ha contribuito alla diminuzione, su tutta Milano, del 48% dei reati nel biennio 2008-2010.
L’ESERCITO TORNATO PER EXPO E POI RICHIAMATO – Dopo il ritorno dell’Esercito per tutta la durata del semestre di Expo, l’ex Sindaco Pisapia, dopo essersi fatto due conti, chiese a Renzi di rimandare 150 militari a Milano (Fu lui, appena seduto sulla sedia del sindaco, a mandare via l’esercito dalle strade e adesso lo richiede – commentò all’epoca De Corato –. Cacciò più di 400 soldati e per quattro anni ci ha detto che la città non aveva bisogno di essere militarizzata).
INTANTO, A MILANO L’EMERGENZA SI È FATTA SEMPRE PIÙ GRAVE – E mentre i mesi si sono susseguiti, l’emergenza della sicurezza è diventata, a Milano, sempre più grave.
– In merito, invitiamo tutti i cittadini a continuare a scriverci: con la massima privacy, continueremo a dar voce a ogni cittadino ci vorrà raccontare dei problemi del suo quartiere

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