Sgominata banda albanese Milano, gestiva prostituzione e cocaina

Non solo cocaina: al centro della prostituzione i viali Piceno e Abruzzi, le vie Cusago e Assiano, strade provinciali e statali

droga-polizia-di-statoCome finanziarsi l’acquisto di intere partite di cocaina da rivendere sulla piazza milanese? Semplice, intessendo una fitta rete di prostituzione in città e provincia. E dando vita così a una vera e propria filiera del crimine che per anni ha permesso a una banda di albanesi di spartirsi i proventi del mercimonio sessuale e di testare il mercato delle droga, prima di essere sgominata – com’è stato reso noto – dalla Polizia di Stato.
MILANO “TERRA NOSTRA” – L’operazione, le cui indagini hanno preso il via a gennaio 2015 dopo gravi episodi di estorsione ai danni di alcune prostitute, è stata denominata “Toka Jone”, “nostra terra”, come la banda usava riferirsi nella lingua madre a Milano e alle zone controllate. Peccato che di patriottico ci fosse davvero ben poco. Il legame con la patria era dovuto unicamente alle significative ramificazioni nella terra dell’Aquila, e allo sfruttamento di giovani connazionali indotte a prostituirsi. Insieme a loro anche rumene, moldave e ceche. In tutto una ventina di ragazze che fruttavano all’organizzazione 1.500 euro a settimana ciascuna.
PROVENTI PROSTITUZIONE INVESTITI IN COCAINA – I proventi venivano poi reinvestiti in Olanda acquistando partite di cocaina. Nel corso delle operazioni ne sono stati sequestrati 7 kg. Di questi, un chilo e mezzo è stato rinvenuto nascosto in alcuni pacchi di riso, all’interno di un appartamento in via Scrivia in uso da uno degli indagati. Confiscate anche alcune auto di grossa cilindrata, modificate appositamente per il trasporto dello stupefacente.
LE ZONE SOTTO CONTROLLO – Secondo quanto emerso, il giro della prostituzione riguardava viale Piceno, come viale Abruzzi, via Cusago, via Assiano, ma anche la strade provinciali 114 e la 40 “Binasca”, oltre alle statali 526 e 494 “Vigevanese”. Insieme con la banda avrebbero agito anche altri gruppi minori, stretti da legami di parentela e alleanza, operanti in zone più centrali di Milano, ma anche nell’hinterland di Bergamo e dintorni. Secondo le indagini, gli albanesi avrebbero anche appaltato fette di mercato della prostituzione alla concorrenza Rom e africana.
14 ARRESTI – Gli agenti della squadra mobile di Milano coordinata dal pubblico ministero Enrico Pavone hanno eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti albanesi, tutti già noti e pluripregiudicati per reati analoghi. Altri due membri del sodalizio criminale erano già finiti in manette nel marzo 2015 per aver celato 5 chili di droga in una delle auto utilizzate per gli spostamenti. Per tutti, l’incriminazione è di traffico di droga e sfruttamento aggravato della prostituzione.
– Quello che è emerso – fanno sapere dalla Prefettura – è il quadro di una complessa organizzazione criminale fortemente radicata nel capoluogo lombardo da almeno 15-20 anni. E all’interno della quale sarebbe avvenuto un importante tentativo di scissione. Maldigerito nel Paese d’origine, avrebbe dato seguito a violente ritorsioni tra le due fazioni, culminando, a inizio 2015, in una violenta sparatoria proprio sul territorio milanese.

S.P.

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