Smog Milano, tutto quello da sapere

Un piccolo vademecum sull’allarme smog, con tutte le informazioni da sapere

Continua l’allarme smog nel Nord Italia, in particolare a Milano e Torino; da circa 10 giorni gli esperti dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) hanno registrato livelli di PM10 molto elevati. Ma cosa sono questi livelli di PM10? Il ‘materiale particolato’ è uno dei tre principali inquinanti presenti in atmosfera assieme all’ozono (O3) e al biossido di azoto (NO2); sulla base delle loro concentrazioni viene dato il cosiddetto ‘Indice di qualità dell’aria’ che misura lo stato complessivo dell’inquinamento.
PM10 – Il limite da tenere sotto controllo in tema di inquinanti è stato stabilito dal decreto legislativo 155/2010, in attuazione della direttiva 2008/50/CE che istituisce un quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria.
– “Si considerano valori di concentrazione in kg/m3, che rappresentano i dati orari di previsione. Questi vengono convertiti in μg/m3 e standardizzati rispetto a valori limite di riferimento stabiliti dal decreto legistlativo”, si legge sul sito ‘ilMeteo.it’.
O3 – Per PM10 il valore è 50 μg/m3 (che rappresenta il limite per la media giornaliera), per O3 è pari 120 μg/m3, valore obiettivo che indica il limite per la massima media mobile giornaliera calcolata su 8 ore (il calcolo della media mobile consiste nell’assegnare a ogni ora della giornata un valore di concentrazione pari alla media dei valori di concentrazione delle precedenti 8 ore) e per NO2 è di 200 μg/m3 (limite per la media oraria).
– Effettuando alcuni calcoli tra i tre valori di ciascun parametro, si ottiene l’indice di qualità dell’aria (IQA) che ne valuta lo stato in una determinata ora. Vi sono 5 intervalli possibili per l’indice a cui corrispondono altrettanti classi di qualità identificate da colori: blu, verde, giallo, arancione, rosso, fucsia.
LA TABELLA – “Se il valore trovato ricade nelle prime 3 classi (ottima, buona e accettabile) significa che nessun inquinante ha superato i limiti imposti e che non vi sono criticità” ricorda ‘ilMeteo.it’. Nelle classi mediocre, scadente e pessima almeno uno dei 3 inquinanti ha invece superato il relativo limite di legge.
– In particolare, “la classe ‘mediocre’ indica un superamento pari o inferiore a una volta e mezzo il valore limite, ‘scadente’ indica un superamento compreso tra 1,5 e 2 volte il valore limite”, mentre ‘pessima’ indica un “superamento superiore al doppio del valore limite”.
– Per capire in termini pratici quali sono gli impatti sulla salute, sottolineano gli esperti, “possiamo riassumere in questo modo le considerazioni necessarie”:
– OTTIMA – La qualità dell’aria è molto buona e non produce rischi per la salute.
– BUONA – La qualità dell’aria è considerata soddisfacente e l’inquinamento non produce rischi rilevanti per la salute.
– ACCETTABILE – La qualità dell’aria è accettabile, comunque per alcuni inquinanti ci potrebbe essere un impatto moderato sulla salute per un piccolo numero di persone. Per esempio, persone che sono particolarmente sensibili all’ozono possono avere sintomi di problemi respiratori.
MEDIOCRE – Sebbene il generico pubblico non sia affetto da sintomi, gruppi specifici di persone (con malattie cardiache e respiratorie come asma, bronchite cronica, enfisema, anziani e bambini) sono a rischio maggiore in seguito ad esposizione a polveri (PM10) e a ozono.
SCADENTE – Ognuno può cominciare a riscontrare effetti negativi sulla salute, più seri nel caso dei gruppi specifici.
PESSIMA – Condizioni di emergenza per la salute, è probabile che sia colpita da sintomi l’intera popolazione.
GRUPPI SENSIBILI – Considerando le categorie di popolazione interessate dalle allerte smog-inquinamento, gli esperti de ‘ilMeteo.it’ indicano che per quanto riguarda il CO (Monossido di carbonio) sono le persone con malattie cardiache, feti, lattanti; per il NO2 (biossido di azoto) sono bambini e adulti in attività fisica intensa, persone con problemi respiratori; per l’O3 (ozono) le persone con problemi respiratori (asma, enfisema, bronchite cronica), bambini, anziani; per le PM10-PM2.5 (le cosiddette polveri sottili) si tratta di bambini, anziani, persone con problemi respiratori (asma, bronchite cronica, enfisema, allergia) o cardiovascolari; infine, per il SO2 (biossido di zolfo) le persone con problemi respiratori e i bambini.

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