Sorveglianza speciale, recupero post carcerario e ingiunzione terapeutica Milano: Polizia di Stato e misure innovative a tutela delle vittime vulnerabili

Di seguito l’applicazione di terapie innovative della Polizia di Stato a tutela delle vittime vulnerabili

Nell’ambito dell’attività di prevenzione svolta dalla Polizia di Stato, a tutela anche delle vittime di violenza domestica e dei minori, sono stati monitorati dalla Divisione Anticrimine della Questura di Milano dei soggetti maltrattanti e/o pedofili caratterizzati da un’alta pericolosità sociale, per i quali il Questore ha proposto la misura della sorveglianza speciale di Polizia di Stato.
La “proposta”, contenente modalità innovative, è stata accolta in toto dal Tribunale con prescrizioni ad hoc, irrogate per la prima volta a Milano, con l’obiettivo di assicurare una completa tutela delle vittime e il recupero sociale dei destinatari delle misure, con particolare attenzione alla fase post – carceraria.
In entrambi i provvedimenti, sono state adottate prescrizioni specifiche a tutela delle vittime, nonché una prescrizione innovativa, ovvero la c.d. “ingiunzione terapeutica”, così come del tutto inedita è l’informazione data alle vittime dell’emissione del provvedimento.
I soggetti destinatari delle misure sono:
– Un italiano di 43 anni, con numerosi precedenti penali e di polizia, che si è reso responsabile di gravi episodi contro donne con cui viveva relazioni sentimentali: nel 2006 è stato condannato per maltrattamenti in famiglia, aggravati dalla morte di una donna che al tempo dei fatti era sua suocera, deceduta dopo aver ricevuto numerose percosse a causa dell’occlusione del cavo orale con un cucchiaio; dalla sentenza si evince che l’uomo ha agito in presenza di minori, con crudeltà e futili motivi, e che la perizia psichiatrica lo ha qualificato come affetto da “disaffettività e da una particolare malvagia di carattere patologico”; per tali fatti il soggetto è stato detenuto dal 2006 fino al 2016; una volta fuori, dopo solo pochi mesi di libertà, si è reso protagonista di un ulteriore episodio: in stato di alterazione alcolica ha inseguito e minacciato, impugnando una pistola, la nuova compagna che aveva deciso di interrompere la relazione con lui, proseguendo fin dentro un autobus pubblico. Per questi fatti è stato arrestato in flagranza per il reato di stalking.
Oltre alla misura della sorveglianza speciale di Polizia di Stato, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 2 anni e 6 mesi, al soggetto è stato prescritto di cercarsi un lavoro e vivere onestamente, di rispettare le leggi, di non associarsi a persone che hanno subito condanne e/o sono sottoposte a misure di sorveglianza e/o sicurezza, di non rincasare oltre le ore 22 e non uscire di casa prima delle ore 07, di non detenere armi, di non frequentare luoghi normalmente frequentati dalla vittima, di mantenersi in ogni
caso a mille metri di distanza dalla stessa e di allontanarsi immediatamente in caso di incontro occasionale, in non effettuare alcuna comunicazione – epistolare, telefonica, telematica o altra – e di prendere immediatamente contatto il C.I.P.M. di Milano in via Correggio al fine di sottoporsi ad un programma di osservazione trattamentale secondo il programma stabilito dagli esperti.
– Il secondo soggetto è un uomo italiano di 37 anni, con precedenti per stupefacenti, responsabile di gravi abusi sessuali e maltrattamenti nei confronti del figlio minore di 16 anni, affetto da ritardo cognitivo, tra cui essere costretto alla visione di filmati pornografici, nonché ad assistere al compimento di atti sessuali da parte del padre con il proprio cane (e per questo motivo indagato anche per il reato di maltrattamenti di animali). Il minore ha sviluppato delle manifestazioni epilettiche ritenute conseguenza degli abusi subiti, nonché delle altre vessazioni fisiche e psicologiche (pugni, insulti per i propri problemi psichici, etc.).
Oltre alla misura della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di 2 anni, al soggetto è stato prescritto di cercarsi un lavoro e vivere onestamente, di rispettare le leggi, di non associarsi a persone che hanno subito condanne e/o sono sottoposte a misure di sorveglianza e/o sicurezza, di non rincasare oltre le ore 22 e non uscire di casa prima delle ore 07, di non detenere armi, di non frequentare luoghi normalmente frequentati dal figlio minore, di mantenersi in ogni caso a mille metri di distanza dalla stessa e di allontanarsi immediatamente in caso di incontro occasionale, in non effettuare alcuna comunicazione – epistolare, telefonica, telematica o altra – e di prendere immediatamente contatto il C.I.P.M. di Milano in via Correggio al fine di sottoporsi ad un programma di osservazione trattamentale secondo il programma stabilito dagli esperti.
È stato, inoltre, disposto che entrambi i decreti vengano notificate alla vittima – nel primo caso – e alla persona che ha la responsabilità del minore nel secondo.

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