Arresto per sfruttamento prostituzione Milano, vittima salvata da Polizia e Vigili del Fuoco

L’uomo è accusato di riduzione in schiavitù, sfruttamento e induzione alla prostituzione di una sua giovane connazionale

Ieri notte, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Milano, su segnalazione dell’InterPol, sono intervenuti poco distante da via Porpora e hanno arrestato un cittadino uruguaagliano con l’accusa di riduzione in schiavitù, sfruttamento e induzione alla prostituzione di una sua giovane connazionale.
Secondo quanto spiegato dalla Questura di Milano in una nota, la vittima era riuscita a contattare i familiari in Uruguay inviando foto e video, allertandoli della situazione in cui versava.
I poliziotti, dopo aver individuato l’appartamento dello stabile, con l’ausilio del Vigili del Fuoco, sono entrati da una finestra trovando i due cittadini sudamericani.
L’uomo, con la scusa di offrire un lavoro come commessa in negozi d’abbigliamento, era partito in aereo insieme alla giovane vittima dal Paese sudamericano, passando dalla Spagna, per poi indurla a prostituirsi nel capoluogo meneghino dall’aprile scorso. Inoltre, la giovane avrebbe “subito minacce con ritorsioni nei confronti della sua famiglia in Uruguay – ha aggiunto la Questura –, da parte dell’uomo, che la obbligava a stare in casa senza poter uscire se non per adescare clienti presso una vicina via, per consumare i rapporti sessuali, con disposizioni persino su cosa e quando mangiare”.
L’arrestato, che si impossessava interamente dei proventi dell’attività di meretricio della giovane, è stato associato preso il carcere San Vittore di Milano.

1 COMMENTO

  1. A prescindere dai riti voodoo, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali ed ad una certa tarda ora di notte, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

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