Smart drugs e smart shop, allarme a Milano e in Italia

Il nucleo dei Nas dei Carabinieri di Milano ha steso il bilancio delle operazioni eseguite nel 2010.

 

 

 

 

 

 

Tra le azioni menzionate:

  • il sequestro di un’azienda di Cassano d’Adda dove veniva eseguita macellazione clandestina di suini;
  • l’arresto del magazziniere di una farmacia che sottraeva farmaci scaduti per rivenderli clandestinamente;
  • la maxi operazione di Pantigliate dove è stato scoperto che i responsabili di un discount rietichettavano prodotti scaduti per rimetterli in vendita.

 

Tuttavia, secondo il comandante del Nas di Milano Paolo Belgi, il 2010 ha portato particolare attenzione su un fenomeno sempre più diffuso e pericoloso: le smart drugs.

 

Questa, infatti, è la denominazione per indicare le cosiddette “droghe simpatiche”, vendute in veri e propri negozi secondo l’escamotage per cui, le sostanze contenute, non rientrano nelle tabelle ministeriali degli stupefacenti.

 

“Si tratta di un fenomeno molto particolare – spiega Belgi, – per cui viene aggirata la Legge italiana inventando sempre nuove molecole che non rientrano nelle tabelle ministeriali degli stupefacenti: in questo modo non si incappa nelle sanzioni previste per chi spaccia droga”.

 

A farne le spese, purtroppo, sono in particolare i ragazzi più giovani, in quanto le smart drugs vengono presentate come prodotti assolutamente innocui, come ad esempio profumatori d’ambiente o deodoranti.

 

“Quel che preoccupa di più – ha sottolineato il vicecomandante dei Nas Antonio Amoroso – è che prodotti apparentemente innocui e venduti in esercizi in regola, addirittura erboristerie, nascondano in realtà delle insidie che i genitori possono facilmente sottovalutare, inconsapevoli dell’uso che i ragazzi ne fanno. Si tratta di un’insidia subdola e camuffata che può mettere seriamente in pericolo la loro salute“.

 

“E’ stato scoperto che esiste una vera e propria attività di ricerca di principi psicoattivi non ancora in tabella – ha aggiunto il comandante Belgi, – e si tratta si sostanze molto pericolose. Quest’anno si sono avuti in questo senso molti ricoveri di giovani intossicati con sintomi gravi per aver assunto queste sostanze”.

 

In tal senso, solo a dicembre proprio i Nas hano eseguito l’operazione “Profumo di droga”, che ha portato al sequestro dell’azienda Tessier-Ashpool di Peschiera Borromeo, dove in un vero e proprio laboratorio venivano sintetizzate “droghe simpatiche” poi smerciate negli smart drugs attraverso un meccanismo nazionale e internazionale.

 

L’indagine “Profumo di droga” era nata a seguito il ricovero in gravissime condizioni di un ragazzo che aveva inalato una sostanza “innocua” acquistata proprio in uno smart shop, in realtà risultata 20 volte più pericolosa della cannabis.

 

La merce sequestrata a Peschiera, una volta immessa sul mercato, avrebbe raggiunto il valore di 4 milioni di euro circa.

 

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Di Redazione

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