Arrestato un ispettore della “Gefi”, la società che nel 2008 gestiva le case popolari del Comune. Chiedeva sesso per bloccare le pratiche di sgombero

Polizia_di_Stato_(archivio)Tra gli arrestati anche un operaio incaricato di sfondare le porte degli appartamenti.

L’indagine sul racket delle case popolari era nata sulla base di svariate segnalazioni ad opera dell’associazione Sos Racket e Usura. Stamattina il culmine dell’operazione, che ha fatto aprire le porte del carcere per 5 persone, come stabilito dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP Federica Centone.

 

L’operazione, svoltasi alle prime luci dell’alba, ha visto la collaborazione di circa 100 agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Quarto Oggiaro, che hanno arrestato 5 persone, tra le quali un soggetto davvero inaspettato: un ispettore della Gefi, la societa’ che il Comune di Milano aveva incaricato di coordinare gli alloggi al tempo dell’accadimento dei fatti. Era proprio lui, durante il periodo in cui risalgono le accuse di reato, la persona preposta alla gestione degli appartamenti da sottoporre a perquisizione.

 

L’INDAGINE – L’azione investigativa è iniziata mesi fa, sulla base di svariate segnalazioni ad opera dell’associazione Sos Racket e Usura. Dai rilievi via via effettuati, è emerso un vasto giro di compravendita di alloggi abusivi. Figure centrali dell’organizzazione erano Gaetano Camassa (un pregiudivato noto nel quartiere per i suoi legami con la criminalità organizzata), e l’ispettore della Gefi: Marco Veniani.

 

IL TARIFFARIO DELLA COMPRAVENDITA – fino a 2.500 per avere la “soffiata” della prima casa libera. Nel caso in cui l’abitazione fosse stata sigillata per impedire occupazioni abusive, un operaio ella zona agiva “da ariete”, e sfondava la porta.

 


LE ACCUSE ALL’ISPETTORE DELLA GEFI – Gravissime le accuse di reato formulate a carico di Marco Veniani, 55 anni, entrato in carcere stamattina stessa. Oltre all’associazione per delinquere, infatti, a suo carico anche la concussione. Nel giugno 2008, ovvero nel periodo in cui si svolsero i fatti, Veniani era un incaricato di pubblico servizio, e in tale qualità aveva chiesto ad una donna che occupava uno appartamento abusivamente, “di procurargli indebitamente la disponibilità sessuale di giovani donne disponibili ad intrattenere rapporti sessuali con lui, ovvero di congiungersi carnalmente o praticargli un rapporto orale”, sottintendendo in maniera palese che, in cambio della prestazione, lui sarebbe intervenuto per bloccare la pratica di sgombro dell’alloggio. La donna, peraltro, aveva rifiutato l’accordo.

 

LE ACCUSE AI COMPLICI – Insieme a Veniani sono stati arrestati e condotti in carcere anche i due custodi delle abitazioni di via Pascarella ai civici 18 e 20, Giorgio De Martino (66 anni) e Vincenzo Sannino (63 anni); Gaetano Camassa (69 anni), e Salvatore Rizzo (49 anni): l’operaio “incaricato” di sfondare le porte.


Di Redazione
Foto per gentile concessione Ambrosiana Pictures