Assolto il genero di Giovanna Pesco nel racket delle case popolari

Assolto per insufficienza di prove Omar Moreschi, il genero della cosiddetta “signora Gabetti”, coinvolto nell’inchiesta sul racket delle case popolari.

 

L’INIZIO DELL’INCHIESTA – L’inchiesta era partita nell’agosto 2009, dopo la pubblicazione sul sito dell’associazione “Sos racket e usura” di un video in cui si vedeva Giovanna Pesco, di seguito soprannominata “Signora Gambetti”, mentre trattava con un sedicente cliente l’acquisto di una casa popolare occupata abusivamente in via padre Luigi Monti, a Niguarda.

 

L’ARRESTO DI MORESCHI – Omar Moreschi era stato arrestato il successivo 11 novembre insieme alla convivente, Anna Cardinale, e alla mamma di quest’ultima, Giovanna Pesco, ritenuta dagli inquirenti la promotrice dell’organizzazione criminale.

 

GLI ARRESTI DOMICILIARI – Moreschi aveva poi ottenuto gli arresti domiciliari, infine revocati il 25 giugno dal collegio, che aveva imposto però nei suoi confronti l’obbligo di firma.

 

LE ISTANZE DEL PM E DI PARTE CIVILE – Nei confronti dell’imputato il PM Antonio Sangermano aveva chiesto 5 anni di carcere, mentre il Comune, parte civile nel processo, aveva chiesto 51mila euro di risarcimento dei danni patrimoniali e di immagine.

 

LA SENTENZA – Ora la sentenza è stata emessa dai giudici dell’Ottava Sezione Penale del Tribunale di Milano che specificamente, alla lettura del dispositivo, hanno dichiarato “insufficiente la prova” raccolta dall’accusa per condannare l’imputato come partecipante a un’associazione per delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di stabili pubblici attiva in particolare nella zona Niguarda. Il collegio giudicante ha inoltre dichiarato l’inefficacia del divieto di dimora a carico di Moreschi e ha dato tempo 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza di oggi.

 

IL COMMENTO DEL VICESINDACO E ASSESSORE ALLA SICUREZZA RICCAARDO DE CORATO – “Mi domando poi come si faccia a parlare di inerzia del Comune” ha detto il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato a seguito della lettura del verdetto. “Questa sentenza è un segnale di resa della giustizia di fronte al racket delle occupazioni abusive”.

 

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Di Redazione