Black out a Milano, si temeva un attentato

BlackoutLo scoppio è avvenuto ieri alle prime luci dell’alba, le prime segnalazioni sono state ricevute intorno alle 7,52. Subito sul posto le autobotti dei Vigili del Fuoco: dopo il boato si è alzato un minaccioso muro di fumo, e il pensiero è andato subito a un attentato.

 

 

Per fortuna, si è trattato “solo” di un guasto alla cabina elettrica di via Bramante, che ha provocato un black out in una vastissima area di Milano: dalla zona della Stazione Centrale al quartiere Paolo Sarpi.

 

Il nucleo centrale dell’impianto, situato presso Porta Volta, funziona con tre trasformatori uno dei quali, quello della cabina di via Bramante, ha ceduto all’improvviso. L’olio che serve a isolare l’apparecchio si è quindi infiammato incendiando il quadro di controllo, di modo che automaticamente sono stati disattivati i macchinari, secondo quanto previsto da piano anti-incendio.

 

Gli operatori di A2a, stupiti, hanno dichiarato che il trasformatore: «Non aveva mai dato segnali di anomalie». «È un’apparecchiatura standard, in Italia ci sono 12 mila modelli come questo. Tutte le analisi parlano di un guasto, in media, ogni 16 anni ».

 

Entro le 9,20 la corrente è stata ripristinata, ma lo sbalzo ha attivato l’allarme di centinaia di palazzi, provocando un numero di segnalazioni abnorme ai centralini di Vigili del Fuoco e Polizia.

 

In un arco di 4 ore, la situazione è tornata alla normalità.

Di Redazione