Falsario a Milano, in cantina produceva decine di permessi di soggiorno

Permessi di soggiorno, ricevute di sanatorie di colf e badanti, denunce e foto “Made in China”. 

 

 

Aveva trasformato la cantina della sua abitazione in via Aprica, in una vera fabbrica per documenti falsi, con i quali riforniva connazionali e stranieri.

 

Per Chen Shidi, 45 anni, ora si sono aperte le porte di San Vittore, con l’accusa di contraffazione e ricettazione.

 

Il primo a insospettirsi è stato l’amministratore di condominio, che ha notato un continuo andirivieni nel palazzo in via Aprica e, come disposto dalla nuova ordinanza del pacchetto sicurezza, ha segnalato il fatto alla Polizia.

 

Una volta giunti sul posto gli agenti del commissariato Cenisio di Milano, l’appartamento del falsario si è mostrato, a colpo d’occhio, impeccabile. Tutto un altro discorso però per la cantina, dove, come nel noto film con Totò, l’uomo aveva messo in piedi una perfetta fabbrica per produrre documenti falsi, con decine di permessi di soggiorno contraffatti, foto di connazionali, ricevute di sanatorie di colf e badanti.

 

La strategia seguita era semplicissima: Chen creava permessi di soggiorno falsi oppure fotocopiava l’intestazione di una vera denuncia e la trasformava in un documento ex novo, che “il cliente” avrebbe potuto mostrare alle autorità dicendo di aver smarrito i documenti originali.

 

E dopo aver prodotto decine di permessi falsi, proprio a Chen Shidi è stato revocato il permesso di soggiorno, ad è stato portato a San Vittore.

 

Di Redazione