L’Enac ha detto sì: riaperto gradualmente l’intero spazio aereo italiano, a partire dalle 8 di questa mattina

TurbinaL’Enac “ha detto sì” comunicando ufficialmente che, a decorrere dalle ore 8,00 di stamattina, verranno riattivati tutti i voli italiani sospesi per le ceneri del vulcano islandese. Si tratterà di un’apertura graduale, che contemplerà prima i voli nazionali sulla direttrice nord-sud, e poi viceversa. A seguire, verranno progressivamente autorizzati anche tutti gli altri voli. 

Intanto, utili anche se non ancora risolutivi i servizi messi a disposizione della moltitudine di passeggeri rimasti bloccati.

 

Si comincia dai treni speciali delle FS, diretti fino ai confini nazionali: utili appunto, sebbene sia da non dimenticare che, una volta raggiunti tali confini, chi volesse spingersi fino alle capitali europee dovrà scendere e procedere con altri mezzi – per info: 800.89.20.21 –. Più fortunati i passeggeri che sono riusciti a procurarsi un biglietto per i convogli straordinari di Ttrenitalia, partiti ieri alle 16 e a mezzanotte, con fermata diretta Milano-Parigi .

 

Inoltre, se sono stati presi d’assalto tutti i treni FrecciaRossa da e per Milano-Roma, tra i problemi principali vi è la mancanza di collegamento tra le ferrovie europee e quelle italiane: impossibile trovare un convoglio internazionale in partenza da Milano (tutti esauriti fino a venerdì), mentre, al contrario, i posti liberi sono sui treni nazionali diretti al Sud.

 

Osvaldo Gammino, Presidente delle Compagnie Aeree Aeroporti di Milano, ha dichiarato che “I danni economici subiti finora dagli aeroporti lombardi sono superiori al 50 milioni di euro”, e ha sottolineato che “Il Presidente della British Airlines ha compiuto dei voli di prova all’esito dei quali ha reputato l’attuale stato d’allarme assolutamente ingiustificato”. Gammino ha poi invitato ad una valutazione estremamente attenta sulle decisioni da adottare nell’immediato, necessarie per “scongiurare i limiti del collasso”.

 

Unici che stanno facendo veri affari d’oro, sono i titolari di alberghi e ristoranti attorno a stazioni ed aeroporti, nonché i proprietari dei cosiddetti “mezzi alternativi”, tra i quali vetture noleggiate, traghetti o i taxi. Quale, infatti, il loro prezzo?  Ne sa qualcosa un gruppo di sciatori che ha scelto proprio il taxi per tornare dal… circolo polare artico. Lunghezza del percorso: 4.000 chilometri dilazionati in 2 giorni e mezzo di viaggio. Il costo del servizio? “Appena” 9.000 euro!

 

Di Redazione