magrebino stupra per ore una ragazza bresciana

CarabinieriVentitreenne stuprata, preso l’aggressore

 

I carabinieri sono riusciti a individuare l’autore di una violenza sessuale compiuta la sera del 18 giugno nell’abitazione della vittima presso la zona del Carmine. In manette cittadino marocchino di 37 anni che in passato aveva frequentato la sorella della vittima.

 

 Ha stuprato una ragazza di 23 anni e non è tornato a casa per giorni, sperando di far sparire le sue tracce.

 

Ma non è riuscito a farla franca: a nove giorni dallo stupro i carabinieri della stazione di piazza Tebaldo Brusato l’hanno rintracciato e gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dall’ufficio del GIP di Brescia.

 

In cella con l’accusa di violenza sessuale, è quindi finito un cittadino marocchino di 37 anni, clandestino e già noto alle forze dell’ordine per lesioni, rapina e spaccio.

 

L’uomo, dopo aver tentato di volatilizzarsi, quando è stato messo alle strette ha negato tutto dicendo ai carabinieri che quanto affermato dalla ragazza «sono tutte stupidaggini» e di aver già «avuto con lei altri rapporti in precedenza».

 

Un comportamento abbastanza consueto da parte di chi è accusato di violenza sessuale, il tentativo di screditare quanto riferito dalla vittima. Ma contro il marocchino ci sarebbe una serie di prove tali da inchiodarlo: non a caso, nell’ordinanza il gip fa riferimento a indizi gravi.

 

Oltre al racconto della giovane, contro l’immigrato ci sono infatti i vestiti della giovane strappati con furia, il racconto dell’amico che l’ha soccorsa, le ecchimosi e i graffi refertati al pronto soccorso con una prognosi di qualche giorno.

 

Il drammatico episodio di violenza sessuale risale alla sera del 18 giugno 2010. È un venerdì e la ragazza rientra a casa una volta terminato il lavoro in un esercizio commerciale del centro di Brescia.

 

Sta passando nella zona del Carmine, quando incontra il cittadino straniero che la avvicina e le ricorda che si sono conosciuti in passato, in quanto lui aveva condiviso un appartamento con la sorella.

 

Alla 23enne riaffiora il ricordo, ma la vicenda è talmente a ritroso nel tempo che non riesce a ricordare il nome dell’uomo.

 

Non ha motivo di aver paura e prosegue verso casa, facendosi tranquillamente accompagnare. La ragazza vive da sola, l’uomo sale nell’appartamento, ma trascorsi cinque minuti lei gli fa capire che è il caso di allontanarsi, perchè è stanca e vuole andare a dormire.

 

A quel punto il 37enne si avvia alla porta, ma quando sta per uscire – secondo il racconto della vittima – si gira di colpo e con uno scatto imprevedibile la afferra per le spalle e la spinge sul divano. Poi – ha raccontato la 23enne ai carabinieri di Brescia – le chiede di fare sesso, ma la ragazza non vuole e lo dice chiaramente.

 

Di fronte al rifiuto, il marocchino diventa una furia, la picchia, la strattona, la graffia, le strappa i vestiti e riesce a ottenere con la violenza quello che la ragazza gli aveva negato.

 

Dopo lo stupro il 37enne se ne va. La vittima terrorizzata e dolorante chiede aiuto a un amico che la accompagna in ospedale.

 

I medici accertano che c’è stata violenza, e che la ragazza è piena di lividi e di graffi. La giovane non va però subito dai carabinieri: è spaventata, non sa bene come comportarsi. Tuttavia l’amico che l’ha soccorsa la convince a non lasciare perdere, perchè il violentatore merita di finire in prigione.

 

Il 22 giugno la giovane si presenta ai carabinieri e racconta la sua notte di orrore. I militari individuano quindi il marocchino, ma a casa con la madre e la sorella non è tornato, proprio dalla sera del 18.

 

Nel frattempo la caccia si concentra sull’intera città, sulle zone più frequentate dai marocchini, finché i Carabinieri individuano il sospetto nelle vicinanze della stazione e gli notificano l’ordinanza.

 

Lui nega, ma per gli investigatori è solo il tentativo di infangare la ragazza, vittima della violenza sessuale.

 

Wilma Petenzi

Foto Ambrosiana Pictures